Élite Storie brevi: Samuel Omar – Recensione della seconda raccolta di episodi speciali

La seconda raccolta di short stories tratta - superficialmente - di sex work e di lavoro sottopagato

Il 20 dicembre è uscita su Netflix la seconda raccolta di episodi speciali di Élite Storie brevi, dedicata a Samuel e Omar di cui vi proponiamo la nostra recensione.
Dopo i primi episodi dedicati a tre personaggi cardine della serie originale (Caye, Phillipe e Felipe), queste nuove puntate si svolgono ancora nel periodo natalizio (suggerendo che gli eventi si intreccino cronologicamente tra loro) e riprendono uno dei temi portanti di Èlite, le disuguaglianze sociali.
La serie cerca da anni di distinguersi tra gli altri teen drama portando sul piccolo schermo argomenti attuali, molto sentiti soprattutto tra gli spettatori più giovani.
I risultati non sono sempre però dei migliori. Anche per le vicende che coinvolgono Samuel (Itzan Escamilla) e Omar (Omar Ayuso) il risultato è il medesimo: un’idea di partenza valida che si perde a causa di scelte – sia strutturali che di scrittura – fin troppo semplicistiche.

Indice

Trama

A pochi giorni da Natale, Samuel riceve una notizia inaspettata. Nessun regalo o gradita sorpresa per lui. Degli avvocati si presentano nel ristorante in cui lavora per dargli un ultimatum. La madre, che non ha pagato l’affitto negli ultimi tre anni, si era accordata con la padrona di casa per posticipare il più possibile il pagamento dell’immobile, essendo in una situazione finanziaria critica. Alla morte della donna, però, i successivi padroni di casa non sono così gentili. Samuel si ritrova a dover pagare gli arretrati in appena un mese oppure dover trovare un altro posto in cui stare.

Il problema riguarda anche il suo coinquilino, Omar, molto più pratico e sbrigativo del suo amico. Se non vuole cedere l’appartamento per via dei tanti anni vissuti lì, il modo più veloce per far soldi è aprire un account su “Only For You. Un sito a pagamento adibito alla circolazione di materiale erotico. L’idea non piace a Samuel, che prova ad incastrare quanti più lavori possibili per raggiungere la cifra richiesta. Ben presto si rende conto che la sua soluzione non è l’ideale; aprire l’account sembra la mossa migliore per fare molti soldi in poco tempo. E poi, cosa potrebbe andare storto?

Le tematiche trattate – Élite Storie brevi: Samuel Omar

Alla luce dei primi tre episodi che hanno composto la prima raccolta, le puntate dedicate ai coinquilini Samuel e Omar hanno il medesimo filo conduttore: il dislivello tra le classi sociale. E la differenza – che talvolta si fa abissale – tra un tenore di vita elevato (rappresentato da Phillipe e dal suo comportamento capriccioso, risultato di una vita agiata) e le difficoltà che la vita presenta quando non si nasce in una situazione familiare favorevole.
È quel che succede a Samuel. Giovane ragazzo che, per cercare di mantenersi e tenersi stretta la borsa di studio, lavora in un ristorante frequentato principalmente da clienti benestanti. Anche se, come ammette lui stesso, lo stipendio è decisamente basso. Quando rischia di perdere la casa per degli affitti non pagati, il ragazzo non ha idea di come rimediare.

La prima opzione, ossia riempirsi la giornata con diverse mansioni, non ha portato a molti risultati. Da lì l’idea di postare su un sito dedicato delle proprie foto erotiche. Un atto che, nella mente dei due, si tramuta ben presto da innocente a messaggio politico. Se i loro compagni scoprono chi si nasconde dietro l’account, capiranno che è stato un gesto necessario per non essere sfrattato dall’appartamento nel quale è cresciuto. O almeno è quello che pensano, ma le cose prendono ben presto una piega diversa.

Il Sex Work – Élite Storie brevi: Samuel Omar

Dopo un inizio poco entusiasmante, Élite torna a parlare di temi attuali e che riguardano, specialmente, i giovani a cui la serie si rivolge. In questo caso si sofferma sul vendere materiale erotico (divulgato tra persone consenzienti) e come questo viene percepito dalla società.
È un lavoro come un altro, oppure è un tabù legato alla propria dignità? Sebbene la narrazione si sbilanci e mostri come chi lo considera alla stregua di qualcosa di infamante e non un vero lavoro sia bigotto, il tema non viene approfondito.
La vicenda si chiude fin troppo in fretta, sia a causa di un minutaggio sempre più tirato (si parla di tre episodi da poco più di dieci minuti l’uno) sia dalla volontà degli autori di non voler stravolgere troppo la trama.

Recensione Élite Storie brevi

Élite Storie brevi: Samuel Omar. Zeta Producciones, Netflix Studios.

Se con la raccolta dedicata a Caye, Phillipe e Felipe era una sensazione, con le vicende di Omar e Samuel è ancor più chiaro che questi episodi natalizi non vogliono in alcun modo intaccare la serie principale.
Non è una piega inaspettata. Gli episodi speciali spesso si concentrano su aspetti e lati caratteriali che vanno ad ampliare un quadro già completo, piuttosto che aggiungere ulteriore carne sul fuoco. Il problema di Élite è il voler essere una serie che tratta argomenti importanti, ma senza volersi prendere troppo sul serio. L’intrattenimento e le questioni rilevanti che vengono mosse (in questo caso come sta cambiando anche il modo di vedere la prostituzione) non trovano un vero punto d’incontro.

Un passo in avanti – Élite Storie brevi: Samuel Omar

Ad aver fatto un passo in avanti, seppur piccolo, è la messa in scena. L’intera serie è stata spesso paragonata ad una soap opera per la regia semplicistica e una recitazione piatta. Gli attori Itzan Escamilla e Omar Ayuso (rispettivamente Samuel e Omar) riescono a rispettare le peculiarità dei personaggi che interpretano. Ma è la regia ad essere qualitativamente migliorata.
L’unica vera ambientazione dove si svolge l’intera vicenda è l’appartamento che i due condividono. Anche se la trama è ben poco natalizia, il periodo è ben chiaro dai continui costumi che Samuel indossa e dalle ricorrenti decorazioni.

L’uso di un unico ambiente sembra aver stimolato la regia, che si lascia andare a dei movimenti di macchina ed escamotage un po’ più ricercati. L’effetto finale è piacevole e senza troppi intoppi che rendono la visione noiosa. 
Purtroppo non si può dire lo stesso del difetto – già accennato – che viene riscontrato. Questi episodi natalizi vogliono essere un mix tra intrattenimento e problematiche più serie in cui incorrono i protagonisti. Ma il minutaggio è troppo ristretto per poter permettere un’esplorazione adeguata. Élite, ancora una volta, non riesce a togliersi di dosso la nomea della serie da prendere poco sul serio.


Èlite Storie brevi: Samuel Omar

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Regia migliorata rispetto ai precedenti episodi

Lati negativi

  • Troppa superficialità nelle tematiche trattate
  • Un minutaggio rigido che ha dato come risultato un finale sbrigativo

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