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Grosso Guaio a Roma Sud: la nuova perla del web

Grosso Guaio a Roma Sud: la nuova perla del web

Una riuscita parodia dei ganster-movie, originale e sgangherata, rigorosamente indipendente e che ha ottenuto un record di visualizzazioni su Youtube - 8

8

The Good

  • Gli attori, la colonna sonora e la sceneggiatura

The Bad

  • Il comparto tecnico

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Ancora una volta le nuove promesse della settima arte si trovano su Internet: vediamo nel dettaglio il gangster-movie rigorosamente indipendente con record di visualizzazioni:

Nel 2014 ci hanno pensato Claudio di Biagio e Luca Vecchi a realizzare un fan-film di Dylan dog per far dimenticare il flop di Kevin Munroe. Quest’anno invece hanno fatto un debutto col botto su Youtube in veste di registi Andrea Pirri Ardizzone, commerciante palermitano che ha prodotto diversi videoclip e cortometraggi, e Andrea Scarcella.

I due, già dal titolo, mostrano esplicitamente una grande passione per il cinema, lasciandosi andare a citazioni di Tarantino e di “Ritorno al futuro”, dalla divisione in capitoli e la valigetta dal contenuto sconosciuto alla celebre affermazione di Doc secondo cui le strade non hanno importanza. Tuttavia non ci troviamo di fronte ad un’opera copia-incolla, attaccata ai grandi cineasti, ma ad un esperimento puramente indipendente, autofinanziato, che ci offre una storia originale e sgangherata, dall’intreccio avvincente e con dei personaggi interessanti, e che ci propone una prospettiva caricaturale del lato oscuro di Roma, presentandosi quasi come una parodia del cupo “Suburra”.

La trama all’inizio sembra quella classica del genere gangster, con il solito scambio sporco e i loschi protagonisti, ma un inaspettato attentato a Bruxelles scombinerà tutti i piani di boss, bande e co.: un grande capo della malavita, detto il Meccanico, vuole a tutti i costi il carico scomparso e non esiterà a far ammazzare i soci del disperso, con l’ausilio dello spietato Crucco. Mentre i delinquenti tenteranno di tutto e di più per colmare il debito, un uomo con una valigia si muove a piedi verso Roma. 

La pellicola ha un impianto comico molto efficace, grazie ai personaggi strampalati e sopra le righe, tra tutti Paoletto, elegante e pignolo ma con un lato oscuro nascosto; il Crucco, un pericoloso filonazista, e poi i due ingenui Andrea e Cosma. Ma anche grazie  a gag riuscite e curiose situazioni,

tra rapine ed estorsioni improvvisate e grilletti facili. Inoltre l’assenza di vincoli produttivi si nota da particolari come l’autoerotismo compulsivo e un paio di “porco due”, senza finti scrupoli. Nel piccolo ruolo di “Sua eccellenza” c’è Roberto Ciufoli.

Bellissima inoltre la colonna sonora di Stefano Ratchev, che tra singoli che vogliono incrementare l'”epicità” di certe scene include anche il capolavoro di Loredana Berté “In alto mare”, utilizzata paradossalmente in sequenze piuttosto tese.

L’accoglienza è stata molto positiva: i commenti sotto il video sono tutti entusiasti e non manca chi grida al capolavoro. A mio parere quest’ultima è un po’ avventata come affermazione, ma ciò non toglie che ci troviamo di fronte ad un lavoro che merita tutta questa attenzione e tutte queste visualizzazioni (più di un milione in meno di due mesi), nonché ad un esperimento ovviamente non impeccabile nel comparto tecnico ma comunque frutto di menti che vogliono mettersi in gioco e hanno idee chiare. Come chiaro è peraltro quel processo di americanizzazione del nostro cinema, soprattutto con i cinecomic. Ma la nostra identità c’è, si sente e potrebbe tranquillamente competere con le major. Basta osare, correre qualche rischio, scommettere.

Il finale è aperto e lascia spazio ad un sequel. Ben venga, dato che il cinema di genere di una volta sembra stia resuscitando.

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