Il colore nascosto delle cose – La recensione

Ecco a voi la recensione de ‘Il colore nascosto delle cose’, l’ultima fatica di Silvio Soldini in sala dall’8 settembre.

Lo schermo nero e un invisibile dialogo a più voci: tra queste si distinguono quella roca di Emma, osteopata priva della vista dall’età di diciassette anni, e quella calda di Teo, brillante pubblicitario e incallito sciupafemmine. Comincia così Il colore nascosto delle cose ed è così che inizia anche la conoscenza tra due individui talmente diversi da potersi scoprire reciprocamente attratti.

Il colore nascosto delle cose - La recensioneEra dal 2012 che si attendeva il ritorno al cinema di Silvio Soldini, il quale negli ultimi cinque anni si era dedicato alla realizzazione di ben quattro documentari. È proprio da uno di questi, Per altri occhi – Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi (Nastro d’Argento 2014 per il miglior documentario), che il regista ha indubbiamente colto lo spunto narrativo per la sua nuova incursione nel lungometraggio di finzione. Coadiuvato alla sceneggiatura dalla supercollaudata Doriana Leondeff e da Davide Lantieri, Soldini dimostra un’incredibile onestà intellettuale nei confronti del proprio pubblico, rimanendo sempre fedele a sé stesso e al proprio modo di fare e intendere il cinema. Infatti, chi ama questo regista non stenterà a riconoscere nella sua ultima opera tutti gli ingredienti fondamentali della sua filmografia: dal malinconico garbo di Pane e Tulipani alle turbe psicologiche di Giorni e Nuvole; dalla passione sfrenata di Cosa voglio di più alla buffoneria dolceamara de Il comandante e la cicogna.




Presentata fuori concorso all’ultimo Festival del cinema di Venezia, la storia d’amore tra la cieca e l’inguaribile don Giovanni poteva tradursi, almeno sulla carta, in uno sterile mappazzone strappalacrime per donne di mezza età. Per contro, il regista preferisce al ricatto emotivo del dramma il tono scanzonato della commedia, puntando al sorriso intelligente prima che alla lacrima facile. Egli non vuole tessere l’apologia di due anime sole e disperate, ma vuole narrare l’incontro di due caratteri profondamente umani, con tutti i loro pregi e tutti i loro difetti. Per questa ragione, il suo Teo non è un personaggio odioso in conseguenza della propria superficialità amorosa, così come la sua Emma non è un’eroina in virtù della propria disabilità: sono due persone normali, alle prese coi casini del cuore e della vita come tutti noi.  A rendere queste due normalità misurate e mai sopra le righe ci pensa la coppia (riunita dopo il recente Per amore vostro di Massimo Gaudino) composta da Adriano Giannini, che mostra una sempre maggiore maturità artistica, e Valeria Golino, che regala un’interpretazione letteralmente straordinaria, confermandosi una delle attrici nostrane più talentuose e prenotando di diritto una candidatura ai prossimi David. Ma sarebbe un peccato non rendere merito alla giovanissima Laura Adriani, cieca incapace di accettare il proprio handicap, e alla divertentissima Arianna Scommegna, stralunata amica ipovedente di Emma, che ricorda molto da vicino la bizzarra contessa della Bruni Tedeschi ne La pazza gioia.

Il colore nascosto delle cose - La recensioneInsomma, Il colore nascosto delle cose è un inno alla spensieratezza prima che all’amore. D’altra parte, che per Soldini la leggerezza dilati tempo e spazio si intuisce chiaramente dal formato delle inquadrature, che va dal compresso 4:3 delle vite singole al liberatorio 16:9 delle scene condivise (un po’ alla maniera di Mommy di Dolan, per intenderci). In definitiva, il regista si conferma ancora una volta orgoglioso cantore dei sentimenti semplici di persone semplici e ribadisce che, nonostante probabilità e imprevisti, la vita è un gioco che non richiede istruzioni: arrivare al traguardo da soli può garantire una serenità a suo modo appagante, ma è pur vero che vincere la partita insieme può essere molto più divertente. E, anche se qualcuno potrebbe arricciare il naso, qui si pensa che gli ultimi romantici come Soldini debbano essere difesi strenuamente, perché alle volte riflettere su queste amabili banalità può essere illuminante: mal che vada si diventa persone migliori.

Dare un colore alle cose mi aiuta a vederle. Per voi è più difficile, mi sa…siete per forza di cose più legati all’apparenza’.

Il colore nascosto delle cose - La recensione

Il colore nascosto delle cose: la nuova commedia di Silvio Soldini - 7

7

The Good

  • Cast, soggetto e garbo della narrazione.

The Bad

  • Qualche sbavatura di sceneggiatura e una durata forse eccessiva.

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