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Interruption – Recensione del film di Yorgos Zois (2018)

Ecco una nostra recensione del film d’esordio per Yorgos Zois: Interruption

Il teatro è sempre stato una forma d’arte visiva dalle svariate potenzialità comunicative. La magia che ne preserva il prestigio è rinchiusa nell’esistenza di quella che viene usualmente chiamata “quarta parete”. Essa è una forma retorica coniata per donare un’immagine al concetto di distanza tra pubblico e attori sul palco, definendola quindi come una parete. Il risultato è una netta distinzione tra vero e falso, tra vita reale e finzione, tra lo spettatore e la scena. Cosa succede però quando questa crolla? Con Interruption Yorgos Zois riflette su questo.

Inoltre il Regista, nella sua opera prima, ci sprona a riflettere su questo interrogativo. Presentato alla Biennale di Venezia nel 2015, il film d’esordio alla regia di Zois esce il 24 Aprile nelle nostre sale. Fimpost.it vi propone  la recensione di Interruption  dove parleremo di questa pellicola singolare, a tratti forse pretenziosa più del dovuto.

Interruption – Recensione del film di Yorgos Zois

Tra falso e verità

Siamo in un teatro. Tutti sembrano godersi lo spettacolo, si respira tranquillità nell’aria. Quando ad un tratto, con modi altrettanto pacati, un gruppo di uomini vestiti in nero fa irruzione sul palco. Nelle loro mani riusciamo ad intravedere delle pistole.

“Ci scusiamo per l’interruzione. Noi siamo il Coro e saremo la vostra guida per stasera”.

Così facendo veniamo proiettati nella storia di Interruption, film del 2015 diretto da Yorgos Zois. Il film prende spunto da fatti realmente accaduti. Nella fattispecie ci si ispira a quanto accadde il 23 Ottobre 2002 nel Teatro Dubrovka di Moska. In quell’occasione cinquanta ceceni armati presero in ostaggio ben 850 spettatori intenti a guardare la rappresentazione messa in scena. L’elemento paradossale è che, nei primi 5 minuti circa, questa irruzione parve al pubblico come parte dello spettacolo, non suscitando timore ma piuttosto curiosità. È proprio da questi insoliti 5 minuti che nasce il concept alla base di Interruption.

Interruption recensione yorgos zois

Nella parte iniziale del film, l’entrata in scena del Coro combacia con l’esilio forzato dei veri attori, confinati in una sorta di cubo di vetro imponente situato sul fondo del palco. Così, proprio come il cubo, tutti i teatranti diventano parte della scenografia, lasciando così spazio ai nuovi interpreti. Accade però qualcosa di insolito: il Coro richiede la totale partecipazione del pubblico. In questo modo, viene formato un nuovo nucleo teatrale formato esclusivamente da spettatori. È qui che realtà e finzione si vanno a combinare, nel momento esatto in cui gli spettatori mettono piede su quel palco. Questo tuttavia è solo un ampio preambolo: la vera e propria evoluzione della trama tarda un po’ ad arrivare, lasciando fortemente disorientati.

La tradizione al giorno d’oggi

L’opera che viene interrotta dall’ingresso del Coro è l’Orestea, trilogia greca formata dalle tragedie Agamennone, Le Coefore e Le Eumenidi. L’antico mito vedrebbe il protagonista, Oreste, vendicare suo padre uccidendo Clitennestra, autrice del delitto nonché madre dell’eroe. Quando pero gli uomini in nero assumono il controllo della scena, interpretare questa tragedia diventa compito di una decina di spettatori chiamati ad improvvisarsi attori. Le sorti del racconto cambiano pericolosamente dal momento in cui arriva la scena topica dell’omicidio di Clitennestra.

Riportando in auge una tragedia come l’Orestea, con Interruption Yorgos Zois lancia velatamente una provocazione. Cosa succede se si guarda un mito in chiave moderna? Quali conseguenze porta il dubitare del valore delle tradizioni? In altre parole, la “tradizione” ci serve ancora, al giorno d’oggi?

Interruption recensione yorgos zois

Il film una chiave di lettura al riguardo la offre, seppur vanagloriosa. Onde evitare spoiler, basta limitarsi a dire che la maggioranza delle reazioni umane risultano incomprensibili e forzate. Quando ciò accade, a perdere di credibilità è anche la tesi ultima del film.

Interruption ha indubbiamente i suoi punti di forza. La fotografia prende degli elementi moderni (neon, luci soffuse dai colori accesi ed elettrici) e li fonde abilmente con uno dei contesti più classici che esistano, il Teatro. Ciò viene giostrato da una regia paziente ed al servizio della storia, che non teme lunghe pause e momenti di stallo. A non giovarne è la dinamicità della storia, la quale tutto sommato riesce a farsi seguire senza annoiare oltremodo.

Questa prima opera sperimentale di Yorgos Zois è un atto di coraggio, da apprezzare in quanto tale. Risulta difficile però dire che questo esperimento sia del tutto riuscito. Ciò nonostante, non ci sentiamo di sconsigliarlo del tutto, anzi; l’osservatore disposto a mettere al servizio del film concentrazione e spirito critico sarà il benvenuto.

Interruption

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Film intraprendente e dagli ideali coraggiosi
  • Fotografia coinvolgente ed accattivante

Lati negativi

  • Regia a tratti poco intraprendente e statica
  • Reazioni umane spesso poco credibili

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