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La ruota delle meraviglie – La recensione

In questo fine 2017 torna puntuale sul grande schermo, come ogni anno, Woody Allen. Dopo la sofisticata Hollywood di “Cafè Society” si sposta a Coney Island, narrando invece la vita di persone “normali”. Esse vorrebbero però andare oltre quella normalità, cercando una sorta di rivincita e un nuovo sorriso. Lo racconta con semplicità ne “La ruota delle meraviglie” (Wonder Wheel), prodotto da Amazon Studios, dramma dai toni leggeri che vi raccontiamo in questa recensione:

Ecco la recensione del nuovo film di Woody Allen: La ruota delle meraviglie!

Sogni e bugie

Il quarantottesimo film di Woody Allen è ambientato nella magica Coney Island, con la meravigliosa ruota panoramica da sfondo alle vicende narrate.

La ruota delle meraviglie: Recensione del nuovo film di Woody Allen
Juno Temple (Carolina) in una delle scene iniziali del film

Anni 50. Ginny è ex attrice, alle prese con un figlio teppista. Dopo vari errori è riuscita a salvare il suo futuro incontrando e sposando Humpty, un rozzo macchinista del parco divertimenti di Coney Island, che però col tempo, e con l’alcol, ha cominciato a dare più attenzioni alla pesca che alla donna.

All’improvviso due inaspettate novità entrano a far parte delle loro vite. La prima, Carolina, la giovane figlia di Humpry, torna in cerca di aiuto e voglia di rifarsi una vita; dopo aver sposato un gangster italiano e trovandosi adesso in pericolo per aver detto troppo alla polizia, portando le attenzioni del padre sempre più lontano dalla moglie. La seconda si chiama Mikey, aitante bagnino della spiaggia con il sogno di diventare un famoso drammaturgo. Un po’ tutti si troveranno in una scomoda situazione quando il giovane bagnino farà infatuare sia Ginny che Carolina…


Il teatro di Coney Island

Sì, perché è proprio questo che Woody Allen mette in scena: una perfetta commistione tra dramma teatrale e cinema. E se Allen mette in scena un opera teatrale, gli interpreti la portano alla gloria.

La protagonista non è solo colei attorno alla quale ruota la storia, ma è la personalità che monopolizza le attenzioni e spinge il pubblico a soffrire e gioire per lei. Questo è quello che fa il personaggio di Ginny, interpretata da una magistrale Kate Winslet. Una donna infelice, che come dice lei stessa recita ogni giorno il ruolo della cameriera e che ha bisogno di tornare a star bene. Ma quando le emozioni rifioriscono con Mikey, sono pronte a crollare nuovamente quando pensa al passato, agli amori e al teatro, suo sogno mai compiuto appieno.

La Winslet, diretta per la prima da Allen, non sbaglia un colpo e come quest’ultimo fa ormai da anni, porta i personaggi femminili a compiere interpretazioni stupefacenti (basti pensare a Cate Blanchett in “Blue Jasmine”). L’attrice britannica si conferma nuovamente tra le migliori attrici, in attività, della storia del cinema.

La ruota delle meraviglie: Recensione del nuovo film di Woody Allen
Da sinistra: Justin Timberlake (Mikey), Kate Winslet (Ginny) e Juno Temple (Carolina)

Il resto è un ottimo contorno che sorprende piacevolmente: Justin Timberlake e Juno Temple convincono e si adattano perfettamente al tono del film, semplici e disinvolti. E dimenticate il volto buono e divertente che affibbiate a Jim Belushi; il suo personaggio rozzo e ubriacone spazzano via gli ideali che avevamo e aggiungono un importante tassello alla sua filmografia, quasi completandolo, a livello attoriale. Incredibile è il pittoresco risultato della ricostruzione storica di luoghi e costumi della Coney Island che funge da quinta.

La narrazione però, pur essendo sempre pulita e lineare, scorrevole e piacevole, sfiora quasi la banalità e spesso avvenimenti e movimenti sono come telefonati, scontati. Woody Allen però è registicamente un maestro, all’interno di questo genere, e riesce a render non solo meno banale una storia fin troppo semplice ma a far risaltare ogni vibrazione e dramma psicologico.

“Quando si tratta d’amore, finiamo con l’essere i nostri peggiori nemici”


Il colore del dramma

Proprio la psicologia e i drammi interiori di ogni personaggio vengono raccontati non solo attraverso dialoghi, sempre azzeccati, ma anche grazie all’utilizzo perfetto delle luci e dei colori in scena. Questo è reso possibile grazie alla magnifica fotografia di Vittorio Storaro, tre volte premio Oscar, che ritorna a collaborare con Allen.

La ruota delle meraviglie: Recensione del nuovo film di Woody Allen
La fotografia di Vittorio Storaro

La ruota delle meraviglie è un incredibile vortice di emozioni che sembrano legate fisicamente alla luce, cangiante, che si muove insieme agli stati d’animo altalenanti e ai personaggi (evidenti le tonalità opposte sui volti di Ginny e Carolina, spesso cromaticamente opposte). Ed ogni colore non è piazzato casualmente: Storaro scrive la fotografia e le sue parole sono i toni pastello che variano secondo la situazione. Questi, con le luci, si accendono e spengono anche nella stessa scena; con una Kate Winslet che si illumina di rosso grazie alle luci del parco divertimenti e si spegne in tonalità fredde quando crolla psicologicamente.


La ruota delle meraviglie: riflessioni conclusive

L’essere umano minuscolo difronte alla vita, si sente come un animale in gabbia, tentando di trovare sempre un nuovo spiraglio di “luce”. Woody Allen ci immerge in un mondo apparentemente spensierato ma ricco di dilemmi e guerre interiori, causate da sogni e tormenti. Un ottimo cast e una fotografia magistralmente gestita da un’eccellenza italiana riescono quasi completamente a velare un racconto un po’ troppo semplice. Senza di esso, La ruota delle meraviglie sicuramente potrebbe essere inserito tra i film migliori del regista.


Il trailer italiano de “La ruota delle meraviglie”:

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Rating - 8

8

The Good

  • La splendida fotografia di Vittorio Storaro
  • Kate Winslet perfetta
  • Regia pulita ma che prova a osare: Woody Allen sempre sul pezzo

The Bad

  • Soggetto troppo semplice, che sfiora la banalità
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