Love, Victor 3: recensione dell’ultima stagione della serie su Disney+

Arriva alla conclusione la serie tv spin-off del film Tuo, Simon

Ogni serie tv ha inevitabilmente una sua fine, in alcuni casi troppo presto e in altri troppo tardi, ma spesso ciò che accompagna questa fine è una certa malinconia e tristezza data dal dover abbandonare personaggi cui ci si era affezionati. Ed è quello che capiterà a tanti spettatori nel salutare Victor Salazar e i suoi amici in Love, Victor 3, di cui vi presentiamo la recensione. La serie tv spin-off del film di successo Tuo, Simon, disponibile in Italia sul canale Star di Disney+, arriva alla sua conclusione, scegliendo di non dilungarsi troppo e di chiudere un arco narrativo molto più efficace e convincente del suo originale filmico. Dopo un’ottima seconda stagione, molto più matura e coraggiosa della prima, Love, Victor ritorna con il suo ultimo ciclo di episodi e una grande responsabilità: soddisfare le aspettative dei fan in termini di qualità e gestione della narrazione.

Come da tradizione, la seconda stagione ci aveva lasciato con un cliffhanger: nell’ultimo episodio Victor raggiungeva la casa del ragazzo con cui era intenzionato a rimanere ma ci era stata negata la possibilità di sapere chi fosse. Il protagonista ha scelto il suo primo amore Benji o il suo nuovo amico Rahim, il quale aveva rivelato chiaramente i suoi sentimenti? La terza stagione riparte proprio dalla scoperta di questa scelta ed esplora la conseguenza non solo di questa, ma di tante altre che Victor dovrà affrontare. Continuando a trattare tematiche importanti per i giovani, Love Victor 3 si impegna inoltre a dare la giusta conclusione ai suoi personaggi, perdendo purtroppo di vista il focus della narrazione. Otto episodi sono troppo pochi per trattare esaustivamente nuove tematiche e concludere nel miglior modo possibile tutte le storylines in ballo. Vediamo dunque cosa non ha funzionato in questa ultima stagione di Love, Victor.

Indice

Una stagione di scelte – Love Victor 3 recensione

Come già anticipato, Love Victor 3 riprende esattamente da dove si era interrotta la seconda stagione: dopo essersi confidato con Felix, Victor corre verso la casa del ragazzo con cui si vede legato nel proprio futuro. Suonato il campanello, la porta si apre e finalmente scopriamo chi ha scelto il protagonista. Tra Benji e Rahim, Victor sceglie la persona più prevedibile, ma questa scelta non condurrà immediatamente a un happy ending, svelerà invece un non detto che innescherà un percorso di analisi interiore per il nostro protagonista. L’abbandono forzato di una persona cara, inoltre, lo porterà a scoprire il mondo dei rapporti occasionali e a sperimentare qualcosa di nuovo. Queste esperienze inedite saranno importanti per capire cosa desidera realmente Victor.

Tante scelte attendono anche gli amici di Victor: Lake, Mia e Felix. La prima scopre un nuovo lato di sé stessa grazie all’inaspettato rapporto amoroso con Lucy, ma l’affetto per Felix pesa ancora sui pensieri della ragazza. Mia, invece, tenterà di capire cosa sia più importante nel suo futuro, tra la sua nuova famiglia e il suo amore per Andrew. Felix, infine, si troverà nuovamente invischiato in un rapporto da consumare non alla luce del sole: Pilar infatti non ha intenzione di rivelare il suo rapporto amoroso con il ragazzo alla sua famiglia, a causa del comportamento iperprotettivo di suo padre. Tutti i personaggi della serie, dunque, in un modo o nell’altro, si ritrovano a compiere scelte importanti che segneranno il loro avvenire e li definiranno. Inoltre l’ultimo anno di liceo sta finendo e la paura per il futuro inizia a farsi sentire.

love victor 3 recensione

Love Victor 3. Temple Hill Entertainment, No Helmet Productions, The Walk-Up Company, 20th Television

Temi e personaggi – Love Victor 3 recensione

Love, Victor 3 continua il viaggio di approfondimento del vivere queer del suo protagonista, il quale scopre sempre qualcosa di nuovo e importante che lo aiuta a definirsi e a capire chi realmente sia. Ed è proprio questo il focus di questa stagione finale, in cui Victor giunge a piena maturazione, realizzandosi anche al di fuori del suo orientamento sessuale e delle sue relazioni amorose. Intorno al ragazzo si sviluppano anche gli archi narrativi paralleli, evolutisi in nuove combinazioni particolari. Lake ha scoperto di nutrire forti sentimenti per Lucy, ma non ha ancora affrontato il suo problema di autostima, alimentato dalle continue critiche di sua madre. Una nuova e imprevedibile relazione è anche quella di Felix e Pilar, su cui pesa la paura del primo di deludere il fin troppo protettivo padre della ragazza. Infine ci sono Mia ed Andrew, il cui futuro potrebbe finire per separarli.

Il lavoro su tematiche importanti dunque continua ancora, non solo in relazione all’evoluzione di Victor ma anche a quella dei suoi amici e familiari. La sessualità del protagonista viene questa volta esplorata dal punto di vista dei rapporti occasionali, in cui Victor si rifugia dopo un abbandono forzato; sarà questa nuova esperienza ad aiutarlo in parte a comprendere chi sia realmente. Al di là di questo, la serie continua inoltre il discorso sulla dipendenza tramite il personaggio di Benji, il quale si trova nella difficile situazione di comprendere quale sia il vero trigger che lo induce a bere. Anche il rapporto generazione viene approfondito, ricorrendo a inediti punti di vista. Non mancano infine altri argomenti importanti come le malattie sessualmente trasmissibili e il rapporto tra la religione e la sessualità. Tutto molto lodevole se non fosse che questa volta non si riesca a trattare tutto nel modo più giusto.

love victor 3 recensione

Love Victor 3. Temple Hill Entertainment, No Helmet Productions, The Walk-Up Company, 20th Television

Troppa carne al fuoco – Love Victor 3 recensione

La responsabilità di dover chiudere tutti gli archi narrativi e la presenza di tantissimi argomenti rilevanti finisce per scontrarsi ed ottenere un risultato approssimativo e poco emozionante. Con troppa carne al fuoco in ballo, otto episodi appaiono troppo pochi per sviluppare e portare a conclusione ogni storyline, tentando al tempo stesso di dare a tutti il giusto spazio. Ecco che l’evoluzione di alcuni personaggi appare troppo repentina, senza la giusta componente emozionale; inoltre il mutare dei rapporti amorosi sembra poco realistico poiché svolto in tempi fin troppo ravvicinati. Quindi questa volta il racconto corale non viene gestito al meglio, con troppi eventi affastellati e la narrazione principale quasi isolata rispetto al contesto circostante

In questa situazione anche le tematiche in ballo ne risentono: a causa dei tempi stretti, queste non sono trattate in modo adeguato come nella seconda stagione. Diversi argomenti sono introdotti e presto liquidati in scene brevi o discorsi didascalici che non li valorizzano e non rappresentano il giusto punto di contatto con i personaggi. Questo tipo di approccio tuttavia è collegato anche a un certo coraggio degli autori, che in questa occasione viene a mancare di più. Nonostante i discorsi in ballo, nuovamente si sceglie di non osare per mantenere un target di riferimento più ampio possibile e si continua a tenere impostato un tono delicato in ogni fase del coming of age di Victor.

Un finale sbrigativo

love victor 3 recensione

Love Victor 3. Temple Hill Entertainment, No Helmet Productions, The Walk-Up Company, 20th Television

In conclusione di questa recensione di Love Victor 3, si può affermare che quest’ultima stagione non sia stata all’altezza delle aspettative e della qualità delle stagioni precedenti, soprattutto della seconda. Quest’ultimo ciclo di episodi è un po’ come la ruota panoramica simbolo della serie tv, ma a velocità raddoppiata: tanti eventi, tanti personaggi, tanti argomenti e tante emozioni che girano e rigirano senza sosta, senza il giusto respiro e il tempo di elaborare. Si ottiene così un finale sbrigativo e non soddisfacente che risente di una narrazione stretta in otto brevi episodi, che avrebbero meritato una durata più ampia. Risulta difficile comprendere perché questa volta gli autori abbiano realizzato solo otto episodi al posto dei dieci avuti per la prima e seconda stagione.

Terminato l’ultimo episodio, si rimane dunque con l’amaro in bocca, nonostante un lieto fine che tuttavia non possiede le grandi emozioni di un vero finale. Love, Victor 3 ci lascia con la sensazione di non aver assistito realmente alla fine di un grande ciclo narrativo, ma di aver visto quasi un semplice finale di stagione. Ciò che però viene confermato e non consente di giudicare in modo totalmente negativo quest’ultima stagione è la facilità con cui si riesce a provare affetto per tutti i personaggi. Questi rimangono sempre irresistibili, ben costruiti e soprattutto ottimamente interpretati da giovani attori talentuosi. Michael Cimino si riconferma il perfetto interprete per il personaggio di Victor, ma anche gli altri attori, da George Sear a Rachel Hilson, ci regalano un’ultima convincente performance in questa deliziosa serie tv che senz’altro non sarà dimenticata.

Love, Victor 3

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Il focus dell'ultima stagione è la maturazione del protagonista, al di là delle sole relazioni amorose
  • Sono trattate sempre tematiche importanti e interessanti
  • Le performance dei giovani attori sono sempre di qualità

Lati negativi

  • Otto brevi episodi sono troppo pochi per concludere in modo soddisfacente tutti gli archi narrativi
  • A causa del poco tempo, diverse tematiche sono trattate con superficialità
  • Il finale risulta sbrigativo e privo di emozioni forti

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