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Mulholland Drive: recensione del film di David Lynch

Ecco la recensione de L'Impero delle Ombre, il film di David Lynch con Naomi Watts e Laura Harring

Mulholland Drive recensione del film del 2001 scritto e diretto da David Lynch con Naomi Watts, Laura Harring, Justin Theroux, Ann Miller e Robert Forster. Il film di Lynch è un viaggio illuminante che parte dalla Mulholland Drive e che ti porta dove non penseresti mai di arrivare. Il film è considerato uno dei capolavori del regista e gli ha permesso di vincere il Prix de la mise en scène (Premio Miglior Regista) al Festival di Cannes del 2001.

Mulholland Drive recensione

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Una ragazza con i capelli scuri riesce a sopravvivere ad un incidente automobilistico a Mulholland Drive, una strada in cima alle colline di Hollywood, riuscendo a scappare da due uomini che cercavano di ucciderla. Ferita e in stato di shock decide di allontanarsi da dove si è svolto l’incidente, scappando in città, lì si ritroverà nel giardino di una villa dove cadrà in un sonno profondo.

La mattina dopo, si intrufola nella suddetta villa nella quale farà la conoscenza della nipote di Ruth Elms, Betty Elms, la nipote aspirante attrice della signora che normalmente occupava quell’appartamento. Betty si mostra subito cordiale con questa ragazza, che però sembra non ricordare niente dopo quell’incidente.

La ragazza, allora, assume il nome di “Rita“, prendendolo da un poster di un film con protagonista Rita Hayworth visto in bagno. In seguito, Betty viene a sapere che Rita non ha niente a che fare con sua zia Ruth, però non chiama la polizia, perché decisa ad aiutarla a riacquistare la memoria. Cercando nella borsetta di Rita, Betty trova una grande quantità di denaro e una strana chiave blu.

Mulholland Driver: recensione – La recitazione

Il film in questione permette alle nostre due protagoniste, Naomi Watts e Laura Harring, di mostrare tutto il loro talento. Infatti, questo film ha lanciato la carriera di queste due attrici, che ritorneranno pure a lavorare per Lynch, Naomi Watts in Rabbits e Laura Harring in Inland Empire. È chiaro il feeling fra le due attrici durante la pellicola e la bravura nel riuscire a interpretare momenti di grande intensità.

Un esempio è la scena dove Betty si presenta al provino e lascia a tutti a bocca aperta, spettatori del film compresi, per la sua grande capacità di vivere la parte che gli è stata assegnata. Naomi Watts per tutto il film dimostra doti recitative impeccabili, che rendono chiaro il motivo per cui Lynch e molti altri famosissimi registi (Woody Allen, Inarritu, Gus Van Sant, Clint Eastwood) l’abbiano scelta per recitare nei loro film. Un’altra scena molto intensa è quella dove Rita e Betty vanno al teatro “Club Silencio”, dove la voce di Rebekah Del Rio riempie non solo le orecchie ma anche l’anima, fino a portare le nostre protagoniste alle lacrime.

Mulholland Driver: sceneggiatura

La storia che David Lynch riesce a costruire è un nodo che difficilmente riesci a scogliere. L’unico modo sarebbe seguire l’esempio di Alessandro Magno e tagliarlo, ma è qui che Lynch ti frega. Perché gli eventi narrati spingono lo spettatore ad andare avanti con la storia, a seguire il nodo, e quindi ti ritrovi a seguire la strada che Lynch vuole che tu percorra, solo ed esclusivamente, per capire quale sia la fine. Lynch dimostra doti narrative eccezionali e si dimostra grande nell’utilizzo della suspence, portando lo spettatore ad un livello di concentrazione esagerato. Lynch, quindi, si conferma un grande sceneggiatore, capace di rendere intrigante una storia complessa e della quale non puoi prevedere la fine.

Mulholland Driver: regia

Lynch dimostra una cosa con questo film: la cura esagerata per i dettagli. Si è visto nella sceneggiatura, ma si vede ancora di più nella regia. La regia di David Lynch è molto ben studiata e attenta ai dettagli. Ogni più piccolo particolare, ogni smorfia e oggetto diventa, sapientemente, protagonista della scena.
Il montaggio, molto veloce, fa saltare l’inquadratura da una parte all’altra. I primi piani si alternano ad ogni scambio di battuta e Lynch li riesce a gestire in modo egregio riuscendo a farci seguire l’azione, non disdegnando alcuni piani sequenza che anche se brevi vengono ricordati per la loro efficacia e precisione.

Mulholland Drive: l’illusione

Il tema intorno al quale gira l’interno film di Lynch è quello dell’illusione. Quando Betty e Rita si ritrovano nel teatro “Club Silencio” è come se venissero trasportare in un’altra realtà. Il maestro di cerimonia presente sul palco mostra come niente sia in realtà come sembri, ripetendo in diverse lingue che tutto è un illusione, che tutto può essere replicato. Insomma ogni cosa intorno a noi può essere solo un grande inganno della mente. Persino la canzone cantata da Rebekah Del Rio non è come sembra, perché ad un certo punto la cantante cade al suolo priva di sensi ma nonostante questo la musica e la sua voce ci sono ancora.

Lynch vuole far capire, grazie a questo film, che quella che viviamo potrebbe essere un’illusione, esattamente com’è stato per Betty. Lynch, quindi, vuole farci capire come non bisogna vivere nella propria fantasticheria, ma di cercare di vivere nel mondo reale. Esemplare a tal proposito il rapporto fra Betty e Rita, che ci viene mostrato come un rapporto idilliaco, ma alla fine anche questo non è altro che un prodotto illusorio e smoderato della mente di Betty.

Mulholland Drive: mai fidarsi di David Lynch

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David Lynch è conosciuto a livello mondiale per essere uno dei migliori registi del nostro tempo. Ma un’altra cosa che rende Lynch unico, per tutti i fan delle sue pellicole, sono le storie che riesce a costruire. Mulholland Drive ne è una prova. Questo film si mostra come un film drammatico con momenti noir e che nasconde in sé una vena da film giallo. Questa che Lynch ci costruisce davanti è tutto una montatura per qualcosa di più grande.

Il film ti intrappola come fosse la tela di un ragno. Ti costringe a vederlo e a seguirlo con attenzione, perché come film è bello, ma bello come pochi film se consideriamo quelli usciti negli ultimi anni, ma ti lascia quel senso di vuoto, giustamente, perché non saprai mai quale sia il significato complessivo di tutto. Non saprai mai cosa volesse rappresentare David Lynch con quella chiave blu o cosa rappresenti nel suo cervello il Club Silencio. Non ti resta che pensarci sopra e pensare a cosa significhi per te, perché da lui una risposta non la avrai mai.

Mulholland Driver: recensione – Conclusioni

David Lynch non ha mai dato una vera e propria spiegazione ai propri film. Questo perché, per lui, significherebbe andare fuori dal quello che è la sua concezione di cinema. L’importante per Lynch è che il film faccia colpo, senza stare ad interrogarsi troppo se la pellicola possa essere intelligibile o meno al pubblico. Il che è più meno quello che rappresenta il cinema. Una visione soggettiva di qualcosa di collettivo, vedere e dare un proprio significato a qualcosa che per gli altri avrà sicuramente un significato diverso. Ma se l’obiettivo principale di David Lynch è quello di colpire lo spettatore, allora questo film c’entra l’obbiettivo in pieno.

mulholland recensione

 

Mulholland Drive

Voto - 9

9

Lati positivi

  • Regia e Sceneggiatura incredibili
  • Naomi Watts fantastica

Lati negativi

  • Richiede un enorme sforzo cognitivo
Voto Utenti: 5 ( 1 Voti)
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