Normal People: recensione dell’acclamata serie tratta dal romanzo di Sally Rooney

La lacerante e meravigliosa storia di due anime in cerca di se stesse

Cosa significa essere Persone Normali? Cos’è la normalità? Esiste davvero? Queste sono solo alcune delle domande su cui si impernia la serie Normal People, di cui vi proponiamo la recensione. Tratta dall’omonimo romanzo della giovanissima Sally Rooney, la serie è un prodotto della BBC e del canale Hulu. Il fulcro della storia è il rapporto tra i suoi due protagonisti: Connell Waldron e Marianne Sheridan. La storia non potrebbe essere più semplice eppure è allo stesso tempo incredibilmente complessa. L’autrice stessa ha dichiarato di non voler raccontare qualcosa di straordinario e di rivoluzionario, semplicemente la vita comune e mondana che delle persone possono vivere. E così è successo. La stessa autrice ha collaborato alla stesura della sceneggiatura della serie, collaborazione che le è valsa una nomination ai prossimi Emmy. La serie ha ricevuto altre candidature, tra cui quella di Lenny Abrahamson che ha diretto i primi sei episodi e quella a miglior attore in una serie limitata perPaul Mescal.

L’attore, al suo esordio televisivo, ha dato il volto a Connell Waldron con una performance straordinaria. Al suo fianco la giovanissima e altrettanto eccellente, Daisy Edgar-Jones nei panni di Marianne Sheridan. I due con le loro performance hanno incantato il pubblico e dato vita a due personaggi così complessi e semplicemente brillanti. La serie è riuscita a rendere in maniera semplice e diretta le esperienze di vita che questi due giovani di ritrovano a vivere. Dalla semplicità e naturalezza di un giovane amore alla complessità e le difficoltà dei problemi cui la vita ci pone davanti. La lotta che Marianne e Connell portano avanti non è solo quella per trovare il proprio equilibrio, ma anche una lotta interiore che li vede disperatamente affamati di normalità. Ma senza dilungarci ulteriormente esploriamo meglio Normal People nella nostra recensione.

Indice

Trama – Normal People, la recensione

Contea di Sligo, Irlanda. Marianne Sheridan e Connell Waldron frequentano lo stesso liceo ma non hanno nulla in comune. Lui è popolare ma incredibilmente timido, cordiale e piace a tutti; lei invece è distaccata, fredda e solitaria. Non si impegna particolarmente per piacere alle persone, sentendosi spesso superiore a loro. Nonostante questo però, le loro strade si incontrano. Lorraine, la madre di Connell è la donna delle pulizie della famiglia di Marianne e quando Connell la va a prendere i due hanno una prima conversazione. La prima di molte altre che li porterà a scoprirsi più simili di quello che credevano e svelerà sentimenti inaspettati. Ma la storia tra i due all’inizio deve rimanere un segreto. La coppia insospettabile di cui nessuno a scuola deve sapere nulla. Una condizione che all’inizio la fa sembrare un gioco, ma che poi si rivela ben diversa.

Gli anni passano e la relazione tra i due cambia. Si allontanano e si ritrovano a Dublino, al Trinity College. Facoltà di Letteratura per Connell e Scienze Politiche per Marianne. Il sentimento nato a scuola è sempre presente tra i due ma ad ogni incontro si concretizza in modo diverso. Sono cresciuti e sono persone diverse. Nel corso degli anni il loro rapporto sarà così: una conflittuale crescita e scoperta dei sentimenti, un’indagine del mondo che ognuno conduce per conto proprio, ma che poi li rivede sempre tornare l’uno all’altra. Connell e Marianne sono due pianticelle che condividono lo stesso pezzo di terra, crescendo l’una vicino all’altra, contorcendosi per farsi spazio, a volte sostenendosi a vicenda altre togliendosi il respiro. Due persone che nascondono un mondo al loro interno, a cui solo reciprocamente concedono la possibilità di entrare. Un percorso tortuoso, accidentato, vero e tutt’altro che normale.

Non è lo stesso con gli altri

Come già accennato nella nostra recensione di Normal People, Connell e Marianne scoprono l’uno nell’altra qualcosa di cui hanno bisogno. Le loro vite sono in costante interazione ed è proprio tramite questa interazione che le loro identità cominciano a definirsi. Quando sono insieme diventano una versione di sé ben diversa da quella che mostrano con chiunque altro incroci il loro cammino. Non è possibile cercare di comprendere e analizzare chi siano i due escludendoli dal contesto in cui le loro identità di plasmano e dai ruoli che questo contesto richiede loro. Marianne vive in una famiglia dove non le viene mostrato l’amore che merita e dove questo è sinonimo di violenza. Il fratello è un piccolo uomo frustrato e la madre apatica e indifferente. Tutto ciò fa sentire Marianne indesiderata e non meritevole di nessuna forma d’amore, anche sbagliata, perché c’è in lei qualcosa che la rende a-normale.

Connell invece ha l’amore di una madre che lo ha avuto durante l’adolescenza ed è apprezzato a scuola. Ma anche un’anima delicata e sensibile che risente della pressione sociale e del ruolo che ricopre. Una volta usciti dalla cittadina di provincia, la grande Dublino sovverte gli equilibri. Improvvisamente Marianne sboccia e sente di essere apprezzata. Connell invece si sente fuori posto e vorrebbe tornare indietro, ma può andare solo avanti. Questo sentirsi fuori posto sarà schiacciante per lui. Questi elementi modellano entrambe in maniera differente, ma la magia avviene quando si incontrano. Le conversazioni di Marianne con Connell sono uniche, e Connell riesce ad esprimersi con lei come non ha mai fatto con nessuno. Capiranno di essere davvero loro stessi e non degli attori che recitano una parte richiesta dal pubblico, grazie all’influenza reciproca. Non hanno bisogno dell’accettazione degli altri ma solo quella di sé stessi.

Normal People recensione

Element Pictures, Screen Ireland

Analisi sociale e individuale – Normal People, la recensione

Un altro grande pregio di Normal People è il modo in cui intreccia i temi più disparati alle vite di questi personaggi. A partire dalla tematica della disparità sociale e dei diritti delle persone. Marianne è benestante, Connell di ceto medio. In una storia d’altri tempi questo sarebbe stato un grande impedimento per loro, invece qui diventa pretesto per riflettere su come la società è impostata. E di come loro da adulti comincino a capire il vero valore di questa differenza, non solo al livello teorico. Ma senza dubbio l’elemento che più risalta è la naturalezza, quasi commovente, con cui si tratta l’intimità tra i due. Dall’insicurezza di Marianne alla premurosa tenerezza di Connell. Un’intimità senza abbellimenti, con momenti imbarazzanti in cui si percepisce la tensione e anche la paura. Scene di nudo ed esplicite che non risultano mai fuori posto.

Un ritratto genuino dell’aspetto più privato di una relazione. Elemento più che riuscito grazie alla chimica straordinaria sviluppatasi tra i due attori protagonisti. Un plauso alla trattazione della delicata tematica della depressione, sviscerata e vissuta in maniera diversa da entrambe i personaggi. L’ansia sociale di Connell, la percezione di essere inadeguato, sono sentimenti reali e condivisi. Rappresentazione resa ancora più realistica e sensibile grazie alla performance di Paul Mescal. Così come la depressione di Marianne. Lei che si sente in difetto si abbandona a qualunque cosa le dia un po’ di considerazione. Anche qui vediamo come i due si compensino e trovino sollievo l’uno nell’altra. In questo contesto comunicano e crescono, si fanno bene letteralmente a vicenda. I due offrono delle versioni più concrete ed esplicite delle loro controparti letterarie. Ci riescono con un’attenzione ai dettagli e una fedeltà alle piccole cose che rendono i loro personaggi speciali.

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Element Pictures, Screen Ireland

Elementi tecnici – Normal People recensione

Normal People regala un’esperienza straordinaria ai suoi spettatori e non solo nella trama. Nella regia dei dodici episodi, divisa tra Abrahmson e Hettie Macdonald, c’è un desiderio di coinvolgere il più possibile lo spettatore. Ci sono spesso primi piani molto intensi sugli occhi dei protagonisti. Si mostrano così le loro reazioni alle esperienze che vivono. Stesso espediente viene usato per mostrarli anche in momenti di crisi e di ansia. Le immagini si alternano tra messe a fuoco e sfocature. Mimando quasi le conseguenze fisiche di una reazione che i personaggi hanno. A volte poi l’occhio della regia si stacca da loro come a ricordarci che sebbene rappresentino un mondo unico, sono anche parte di quello reale. Vengono infatti inquadrati spesso dall’alto quasi a volerli deliberatamente confondere tra la gente, come persone normali, oppure da dietro quando sono tra la folla o in città.

La telecamera li segue ma non mostra il loro volto e le loro emozioni. Una regia che giunge in supporto a valorizzare le intense e viscerali performance dei due meravigliosi attori protagonisti. Il tutto supportato da un’altrettanto ottima fotografia. Questa alterna gli esterni con bellissimi panorami irlandesi e cieli candidi, ad interni simmetrici e spesso asettici, in relazione agli stati emotivi dei personaggi che li abitano. La narrazione poi si incastra in un’alternarsi conturbante di flashback e flashforward. Espediente questo che spinge lo spettatore a rimettere insieme i pezzi del puzzle, ansioso di scoprire cosa sia successo. Alcune scene poi, grazie ai dialoghi che sono sempre ottimi e che offrono spunti di riflessione, diventano addirittura sublimi. Sono spesso di una semplicità disarmante nel modo in cui sono messi in atto, ma anche molto profondi nei contenuti. Genuini confronti tra i due protagonisti che dimostrano con essi una straordinaria crescita.

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Element Pictures, Screen Ireland

Considerazioni finali

Giunti al termine delle nostra recensione di Normal People abbiamo il dovere morale di consigliarvene la visione. La serie è una piccola perla che racconta con semplicità e naturalezza le cose più complesse che gli esseri umani possono vivere. È in primis una storia d’amore, ma è anche una storia di crescita e di evoluzione. I suoi protagonisti, con cui è possibile immedesimarsi, si sentono in difetto nei confronti del mondo, così fuori posto e ansiosi di trovare un loro posto in esso. Un viaggio così profondo e coinvolgente che non può non incantare lo spettatore. L’unica nota negativa, è la frustrazione che lo spettatore prova nel vederli soffrire. La loro storia, il loro appartenersi è così palese che quando sono loro a non rendersene conto, chi guarda ne soffre. Per il resto non ci sentiamo di segnalare dei difetti perché non crediamo li abbia.

Riaffermiamo le ottime performance dei due protagonisti che entrambi giovanissimi hanno fatto loro Connell e Marianne in un modo unico. Chi ha letto il romanzo riconoscerà l’intento della serie di essere fedele alla fonte originale con delle frasi tratte proprio da questa. Buon segno anche il desiderio di coinvolgere la scrittrice in un progetto così diverso da quello narrativo, che ha dato i suoi frutti. Una storia quella di Connell e Marianne che racconta la vita con i suoi alti e bassi. Una metafora la loro di come nella vita si possono commettere tanti errori a cui si può rimediare; come alcune persone sono semplicemente quelle giuste, nonostante i problemi, le incomprensioni e i fraintendimenti. Se si crede al destino o alle anime gemelle Marianne e Connell lo sono sicuramente. Rappresentano, in maniera non stereotipata ma vera e senza cliché, chi si appartiene e ha imparato cosa significhi amare qualcuno.

Normal People

Voti - 9

9

Lati positivi

  • Storia trattata con maestria e delicatezza
  • Ottime performance di Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones
  • Attenzione a tematiche differenti e complesse
  • Ottima indagine emotiva e psicologica tramite la regia

Lati negativi

  • Frustrazione come spettatori per alcune scelte dei personaggi

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