Sex Education 4: recensione della stagione finale della serie Netflix

Un ultimo capitolo che avrebbe dovuto chiudere in bellezza ma che fallisce nel tentativo di essere all'altezza del suo passato

Sex Education ha fatto il suo debutto nel 2019 su Netflix riscontrando immediatamente ottimi consensi sia di critica che di pubblico. Da tempo una serie tv non riusciva a bilanciare il tema del teen-drama con la sessualità e l’educazione sessuale in modo naturale e realistico. Presentare un adolescente con problemi legati alla sua sessualità ma che allo stesso tempo riusciva a confortare e aiutare i suoi coetanei sulle stesse difficoltà, ha reso la serie interessante e piacevole da guardare. Rinnovata per ulteriori tre stagioni ha cercato sempre di rimanete fedele a questo suo tema portante aggiungendo personaggi – e di conseguenza – tematiche legate alla sfera della sessualità e dell’orientamento di genere.

Qualcosa ha cominciato a venire meno però già dalla terza stagione, dove ha iniziato a perdere parte di quella sua naturalezza che non è riuscita a recuperare del tutto neanche nella sua stagione finale. Ideata e scritta da Laurie Nunn ritroviamo nel cast i volti principali di Asa Butterfield, Emma Mackey, Nucti Gatwa (reduci dall’enorme successo di Barbie), Gillian Anderson, Connor Swindells, Aimee Lou Wood e la new entry Dan Levy.  Proviamo insieme a capire in Sex Education 4 recensione perché questa stagione non ha funzionato del tutto. Per farlo, come immaginerete, dovrò fare spoiler che  saranno accuratamente segnalati. 

Indice: 

Un nuovo capitolo –  Sed Education 4 recensione

Dopo la chiusura del liceo di Moordale, Otis, Eric, Aimee, Ruby, Viv, Jackson e Cal si trasferiscono al Cavendish College, una scuola inclusiva e con una grande attenzione al benessere dei suoi studenti e all’ecosostenibilità. Otis vuole continuare la sua attività di terapeuta ma scopre che nel college c’è già O, che fa esattamente lo stesso. Eric non riesce a credere di trovarsi in un posto dove non si sente giudicato e vi incontra Roman e Abbi, una coppia trans che lo fa subito sentire il benvenuto;

Aimee si focalizza sulla classe di arte dove inaspettatamente incontra Isaac; Ruby invece sembra far fatica ad orientarsi nella scuola dove la sua attitudine da mean girl non è la benvenuta; Maeve è in America per frequentare un corso di scrittura tenuto dal professor Molloy, famoso e adorato scrittore che – a fine corso –  concede ad uno studente o studentessa un prestigioso tirocinio. E infine Jean, la madre di Otis, si trova a dover crescere da sola la piccola Joy, nata prematura, dopo la rottura con Jakob.

Sex Education 4 recensione

Sex Education 4 recensione, Eleven Film, Netflix

*ATTENZIONE LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER* 


Pro e contro dell’inclusività – Sex Education 4 recensione

Un dei punti forti della serie è sempre stato il tema dell’inclusività. Nel corso delle quattro stagioni è stato trovato lo spazio per parlare dei vari orientamenti dei personaggi: dall’omosessualità di Eric, la bisessualità di Adam, la pansessualità di Ola, l’identità non binaria di Cal e l’asessualità. Oltre a queste tematiche in questa stagione c’è stato anche più spazio per la disabilità motoria di Isaac e l’introduzione di Aisha, un personaggio sordomuto, che hanno fatto riflettere sulla loro condizione e come sono trattati dagli altri. Il desiderio di volerne parlare fa sicuramente lode alla serie, ma non posso fare a meno di notare una notevole differenza nel modo in cui queste sono state affrontate nelle prime due stagioni rispetto alle ultime. Il personaggio di Cal per esempio viene presentato inizialmente come non binario, mentre in questa stagione attraversa molte difficoltà nell’affrontare la sua sempre più evidente disforia di genere, fino a giungere alla conclusione di volersi sottoporre all’operazione.

E per tutti gli episodi il suo personaggio è esclusivamente relegato a questo aspetto. Non dubito che la sua rappresentazione sia importante, ma credo anche che non sia stato giusto soffermarsi solo su questo e soprattutto dargli tanto spazio, fino a dedicargli addirittura gran parte dell’ultima puntata. Sarebbe stato più coerente attribuire il giusto spazio al suo personaggio come è stato fatto con gli altri. In questa maggiore attenzione infatti non percepisco solo la volontà di essere inclusivi, ma anche l’impressione di voler fare per forza bella figura e parlare di tutto, non importa il modo. Perché non dedicare uguale spazio alla storia di Aisha allora? O approfondire le difficoltà affrontate da Viv? Ciò non accade solo con i personaggi ma anche nell’introduzione del nuovo college che sembra essere perfetto; rivelerà anch’esso i suoi limiti ma la sua presentazione non fa altro che alimentare un’idea troppo stereotipata di luoghi che, purtroppo, nella realtà sono ben lungi dall’esistere

L’importanza di accettare se stesse – Sex Education 4 recensione 

Un altro grande filone vede protagoniste le donne e si divide tra il tema della maternità e della depressione post – partum di Jean, e le molestie fisiche e psicologiche di Aimee e Viv. La vita di Jean viene sconvolta dalla maternità inaspettata e si ritrova a dover gestire una bambina, occuparsi di Otis e continuare a lavorare. Ha perso il supporto di Jakob e più trascorre il tempo nel disperato tentativo di bilanciare la maternità e il nuovo lavoro, più inizia a risentirne emotivamente. Non si parla spesso di questa tematica e si tende a sminuire lo stato d’animo delle neo mamme che invece hanno bisogno di provare questi sentimenti e vederli legittimati. Hanno anche il diritto di ricevere il supporto che necessitano e che permette loro – se lo desiderano – di occuparsi dei figli e lavorare allo stesso tempo.

Sex Education 4 recensione .

Sex Education 4 recensione, Eleven Film, Netflix

Aimee, dopo la molestia subita della seconda stagione, continua il suo percorso di guarigione e riesce a trovare un modo per esprimere ciò che ancora la tormenta nell’arte. Con un lavoro pregnante e straordinariamente vivo, riesce a guarire e anche ad aiutare Viv. Quest’ultima inizia una relazione con Beau, un ragazzo del college. Inizialmente tutto è perfetto ma i comportamenti del giovane si trasformano sempre di più in ossessivi, paranoici e manipolatori giustificati da un troppo amore e da un’apparente insicurezza. Viv riesce anche grazie all’aiuto di Jackson e di Aimee a rendersene conto e legittimare la sua indipendenza e la sua libertà.

Crescere e cambiare – Sex Education 4 recensione 

Devo purtroppo ammettere che questa stagione non ha fatto un buon lavoro con la scrittura di alcuni personaggi, mentre altri sono migliorati. Il cambiamento più evidente è quello di Adam, passato da essere un bullo prepotente e insicuro, ad un ragazzo conscio di se stesso e sensibile. Il suo percorso è stato uno dei più belli da guardare; nel tempo è arrivato ad accettare e rimarcare la sua bisessualità, a parlarne apertamente con la madre e soprattutto con suo padre. Anche il personaggio di Michael ha intrapreso un percorso di crescita e maturazione in nome dell’amore verso il figlio che non è mai riuscito a dimostrargli. Unica pecca è che, anche Adam, è stato rilegato al suo nuovo lavoro in una fattoria. Ogni scena lo vedeva nella stessa situazione e lo ha completamente isolato dagli altri, cosa che ancora faccio difficoltà a comprendere visto che è uno dei personaggi primari. 

Oltre ad Adam anche Ruby ha avuto una notevole maturazione, gli scrittori hanno permesso al pubblico di conoscerla meglio e di far capire che come spesso accade, dietro la facciata si celano tante insicurezze. Al suo personaggio legano la tematica del bullismo di cui da vittima diventa carnefice, ma che allo stesso tempo comprende non essere un’atteggiamento sano. In alcune puntate di questa stagione era ancora troppo legata ad Otis, ma lentamente ha riconosciuto se stessa come priorità. 

Sex Education 4 recensione

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Essere se stessi – Sex Education 4 

Un altro percorso di crescita è stato quello di Eric che affronta in questa stagione il tema della religione. La coesistenza tra la sua omosessualità e la fede da giovane cristiano non viene vista di buon occhio dal pastore e soprattutto dalla sua comunità. Eppure Eric si dimostra forte e decide di essere onesto con se stesso e anche con Dio. L’aspetto su cui invece il suo personaggio ha deluso è stata l’amicizia con Otis. Senza una ragione specifica sono state portate a galla le differenze tra i due che li hanno allontanati durante diverse puntate. Un comportamento tecnicamente logico perché sono pur sempre due adolescenti, ma che non risulta coerente con il modo in cui sono sempre stati scritti, Otis in primis. 

Quest’ultimo appare fin da subito minacciato dalla presenza di O come terapista e sente di dover affermare la sua autorità, sostenendo chiaramente di essere il migliore. A questo personaggio si può dire di tutto ma mai che abbia avuto un grande ego, questa ostinata sicurezza da dover deriva quindi? Con Eric rimanda costantemente un dialogo aperto e concreto su ogni tematica; dalla festa alle loro differenze, quando in passato era il primo a parlare con il suo migliore amico. Per non parlare del comportamento che ha avuto con Ruby che si è offerta – non senza un tornaconto personale – di aiutarlo in quell’assurda storia della campagna elettorale per decretare il migliore terapista. Consapevole dei sentimenti che lei ancora prova per lui, semplicemente approfitta del suo aiuto dimostrandosi insensibile in alcune situazioni. Qual era la necessità di alterare un personaggio con questi comportamenti quando era già maturato nel corso delle stagioni precedenti?

Il Futuro (e il passato) – Sex Education 4 recensione 

L’ho trovato coerente e ben scritto solo nelle scene con Maeve e questo mi ha fatto riflettere. È lei la protagonista di uno degli eventi chiave di questa stagione che la scuote profondamente ma che le permette anche di avere un’idea ancora più definita del suo futuro. Il suo personaggio è uno dei pochi scritti bene e conclude il suo percorso con una maturazione e una consapevolezza di se stessa che non può non commuovere, soprattutto alla luce delle innumerevoli difficoltà e gli ostacoli che ha dovuto affrontare. Emma Mackey e Gillian Anderson regalano una scena bellissima – che aspettavo dalla prima stagione – in cui è uscito allo scoperto un lato di Maeve mai visto prima. Il suo rapporto con Otis raggiunge un nuovo punto di svolta. Da una parte li vede cercare di costruire finalmente una relazione dopo anni di attesa e dall’altra ci riporta direttamente alla prima stagione. Una scena bellissima ha ribadito come loro due erano al cuore di questa serie e che nel tempo sono stati sempre più messi da parte non meritandolo. Nelle loro dinamiche sono stati aggiunti ostacoli su ostacoli che invece di rendere credibile la concretizzazione di un loro rapporto, ha portato chi guardare a perdere l’interesse. 

Sex Education 4 recensione

Sex Education 4 recensione, Eleven Film, Netflix

Concludendo Sex Education 4 recensione non posso essere pienamente soddisfatta di questa stagione, nonostante le aspettative. Troppe storie inserite e poi non approfondite; alcune messa da parte per altre che non erano necessarie; personaggi scritti con superficialità e in modo poco coerente con le loro versioni precedenti; altri relegati ad una sola dimensione e altri ancora completamente non necessari. La creazione di un mondo che per quanto fittizio è risultato troppo stereotipato e che in questo fa perdere alla serie uno dei suoi punti di forza: l’aderenza alla realtà. Ci sono comunque state scene emotive ed importanti (tra cui quelle tra Maeve, Otis e Aimee, Eric e il confronto con la sua comunità, e quelle tra Adam e Micheal) che sono riuscite ad emozionare e che mi hanno ricordato il vecchio Sex Education. Non è stata decisamente la conclusione che mi aspettavo,  ma nel suo complesso tutta la serie con le sue stagioni ha decisamente lasciato un segno e sono sicura che non la dimenticheremo facilmente. 

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Sex Education 4 recensione

Voto - 5

5

Voto

Lati positivi

  • Attenzione a diverse tematiche che spesso non vengono trattate nelle serie tv
  • Diverse scene emozionanti
  • Performance di Gillian Anderson e Emma Mackey
  • Evoluzione completa di personaggi come Adam, Ruby, Aimee e Maeve

Lati negativi

  • Spazio dedicato ai personaggi mal distribuito
  • Perdita di quell’aderenza alla realtà e della naturalezza che caratterizzava la serie
  • La scrittura incoerente del personaggio di Otis
  • Troppi personaggi introdotti di cui non sono state concluse le storie, altri ancora completamente non necessari

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