Sicario – Recensione del film di Denis Villeneuve

Sicario è un thriller diretto da Denis Villeneuve presentato al Festival di Cannes del 2015 e uscito nelle sale nel settembre dello stesso anno. Tre le candidature all’Oscar ricevute: per la fotografia di Roger Deakins (il direttore della fotografia è in lizza per l’Academy Award anche quest’anno con Blade Runner 2049); per la colonna sonora di Johann Johannsson e per il montaggio sonoro di Alan Robert Murray. Sebbene le candidature fossero tutte meritate il film non riuscì a portarsi a casa l’ambita statuetta d’oro.

Sicario – Recensione del film di Denis Villeneuve



L’agente dell’FBI Kate Macer (Emily Blunt) viene scelta per collaborare con un’unità militare d’élite che contrasta il traffico di droga al confine tra gli Stati Uniti ed il Messico. Una task force speciale capeggiata da Matt Graver (Josh Brolin) e dal misterioso Alejandro (Benicio Del Toro), entrambi ambigui e con più di uno scheletro nell’armadio. La missione coinvolgerà Kate visceralmente, fino a mettere in dubbio tutte le sue certezze, anche la fiducia nei propri colleghi.

recensione sicario

Sicario, un film americano di genere

Denis Villenueve è un regista che è riuscito a farsi adottare da Hollywood senza per questo snaturarsi e che continua a fare film d’autore. Il crime-thriller Sicario mette in scena la battaglia al violento narcotraffico messicano perpetrata con altrettanti metodi sanguinari dall’esercito americano.

Perché la guerra ai cartelli della droga non ha regole. E’ una strage che avviene in pieno giorno. Si trovano case che dietro le pareti nascondono decine di cadaveri; si appendono le vittime del narcotraffico – o quel che resta di loro – alla tangenziale come in macelleria. Di contro gli americani fucilano i sospetti senza trattativa, in mezzo al traffico dell’autostrada, alla luce del sole e di fronte agli autisti increduli ma ormai quasi abituati a vedere scene del genere.

I pesci piccoli non interessano alla task force di Josh Brolin e Benicio Del Toro, loro vogliono stanare i capi dai loro nascondigli sicuri, farli rischiare e farli uscire allo scoperto. E’ per questo che alla violenza rispondono con la violenza. Perché quando la situazione si assesta bisogna dare uno scossone, smuovere all’azione chi siede al vertice dei cartelli del narcotraffico.

Il punto di vista della protagonista

E’ proprio Del Toro a dire di un capo di un cartello che: “Ammazzare quell’uomo sarebbe come scoprire un vaccino“. Emily Blunt è sempre più incredula e sospettosa di quanto vede. I metodi usati dalla task force non sono certo ortodossi e sono lontani anni luce da quanto le è stato insegnato durante l’addestramento.

E’ dal suo punto di vista che ci muoviamo tra gli spettacolari paesaggi di El Paso e Ciudad Juarez, che sentiamo risuonare come bombe nei timpani i colpi d’arma da fuoco esplosi dai militari americani e con lei tremiamo e restiamo senza fiato quando vediamo rapire e torturare un narcotrafficante da parte della speciale task force.

La violenza, più che vederla, si sente. E’ questo il grande pregio di Villeneuve. La violenza è rappresentata in modo esplicito ma non grafico in Sicario. Si vede l’impatto che la violenza ha sulla persone, sia su chi la perpetra che su chi la subisce. E il pubblico sente questo forte effetto come lo sente la protagonista del film.

Conclusioni

Una trama mozzafiato, un montaggio del suono che trasporta direttamente alla fonte dell’assordante rumore, un cast azzeccatissimo rendono Sicario un thriller imperdibile. Il crimine in Messico è ritratto in modo realistico ed agghiacciante. Ancor più stupefacenti sono i feroci mezzi con cui l’esercito americano contrasta il narcotraffico. Se c’è un messaggio nel film di Villeneuve è proprio che gli Usa sono sempre in guerra ed hanno le mani in pasta un po’ dappertutto.

Il caldo rovente del Messico, la doccia per togliersi di dosso il sangue di Emily Blunt, il sospetto che la scava dentro, il realismo con cui vengono rappresentati i crimini del narcotraffico – che è un pezzo importante del puzzle che va a comporre l’assetto geopolitico del paese in questione – fanno il resto per proclamare il film come uno dei migliori del 2015.

Leggi anche:

https://www.filmpost.it/recensioni/recensione-arrival-denis-villeneuve/

Guillermo del Toro alla regia del documentario su Michael Mann

Sicario

Rating - 8

8

The Good

  • La recitazione sempre più convincente di Emily Blunt
  • Il realismo della fotografia di Roger Deakins
  • Il sonoro potentissimo e capace di trasportare direttamente in mezzo a dove si svolge l'azione

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *