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The Loudest Voice: recensione della serie tv con Russell Crowe

Russell Crowe è il controverso uomo dei media americano Roger Ailes

Il biopic è ormai diventato uno dei generi di punta del panorama delle serie tv da molto tempo. Raccontare storie che parlano della vita e delle esperienze di una persona realmente vissuta, o ancora in vita, rappresenta una formula che, se ben usata, risulta spesso vincente. È questo il caso di The Loudest Voice, serie tv di cui vi proponiamo la nostra recensione, prodotta da Showtime con un grande cast composto da Russell Crowe, Naomi Watts, Sienna Miller e Seth MacFarlane.

La serie è andata in onda su Sky, e l’ultima puntata è stata trasmessa Mercoledì 25 Dicembre. Una serie, The Loudest Voice, che parla della vita, al tempo stesso di successo e controversa, di Roger Ailes. Ailes è stato quello che potremmo definire un guru della comunicazione a stelle e strisce; un guru che, dietro le quinte dei programmi tv di cui è stato produttore, è riuscito a plasmare, politicamente, socialmente e nei costumi, una nazione intera per decenni.

Indice

La trama

Roger Ailes è uno dei più acclamati e spietati produttori di talk show televisivi nel panorama statunitense. Dopo una lunga carriera alla NBC, terminata a causa delle sue prese di posizione sempre più estreme e conservatrici, ad Ailes viene dato l’incarico di fondare Fox News. Un nuovo canale di informazione a forte spinta repubblicana e conservatrice, sotto l’egida del magnate dei media Rupert Murdoch. Sotto la guida di Roger Ailes Fox News passa dall’essere un network poco seguito al diventare l’emittente di notizie più seguita negli USA. Merito questo di un cambio di tono rispetto agli altri canali già esistenti: violenza verbale più accentuata, dibattiti sempre più populisti, razzisti e xenofobi, un uso dell’immagine femminile come semplice mezzo d’attrazione.

Ailes è stato in grado di riassumere in immagini e suoni ciò che la maggior parte dell’America bianca e repubblicana pensava. Ma non aveva il coraggio di dire. Oltre alla sua attività di produttore televisivo, Ailes è anche stato in carica come responsabile delle campagne elettorali di presidenti repubblicani. Da Nixon ai due Bush, fino ad arrivare all’attuale presidente, Donald Trump. Una carriera costellata di successi in serie, che, però, è stata macchiata dalle accuse di molte donne che hanno lavorato per lui. Queste ultime lo ritraggono infatti come un vecchio pervertito e molestatore seriale.

I personaggi – The Loudest Voice: Recensione

Se è vero che le storie autobiografiche hanno visto negli ultimi anni un picco di apprezzamento da parte del pubblico, ciò si applica ancora di più alle storie che raccontano di abusi e molestie. Dopo l’ascesa del movimento #Metoo, il gran numero di rivelazioni e storie rivelate al mondo ha non solo sconcertato il mondo, ma ha anche creato un nuovo modo di raccontare le storie. Ed è in questo contesto che si muovono i personaggi di The Loudest Voice: quello del mondo televisivo, fatto di lustrini e pailletes da un lato, e di lati oscuri e perversi dall’altro.

E Roger Ailes, interpretato da un Russell Crowe più che mai magistrale, è la sintesi perfetta di questo modo di vivere, pensare e agire, tipico di un certo contesto, politico, sociale e di costume. Ailes è un uomo che, come molti conservatori statunitensi di vecchia data, è razzista; convinto della supremazia dei bianchi, religioso all’apparenza e convinto sostenitore dei vecchi valori cristiani. Tutto ciò, come detto, all’apparenza. L’Ailes che ci viene presentato è un uomo misogino, molestatore e che approfitta della propria posizione di potere per sottomettere, psicologicamente e fisicamente, uomini e donne al suo comando.

The loudest voice recensione

Al suo fianco troviamo la moglie Elizabeth, donna totalmente devota e allineata al marito, nonostante le controversie che lo riguardano. Una donna pronta a difendere il marito anche di fronte alle evidenze, per mantenere uno status raggiunto da lui ma che giova anche a lei. Intorno a Roger troviamo una troupe di dirigenti di Fox News altrettanto scaltri e senza scrupoli, che copriranno le malefatte di Roger, anch’essi per evitare di perdere il proprio status nel network. Finché la giornalista Gretchen Carlson non decide di denunciare tutto e presentare al mondo le prove di ciò che fino ad allora era soltanto gossip.

Il cast – The Loudest Voice: recensione

Come si può intuire, quella di The Loudest Voice è una storia che, per quanto sconcertante, purtroppo risulta quasi conosciuta, visto il ripetersi quasi sistematico di questi abusi nel mondo televisivo. Ciò che rende The Loudest Voice una grande serie è, senza dubbio, il cast stellare messo in campo. Il già citato Russell Crowe da ancora una volta prova del suo già affermato talento. E lo fa interpretando un personaggio difficile e moralmente disgustoso. Crowe è perfetto nel riprodurre sia la fisicità del personaggio, sia l’espressività di un uomo capace di soggiogare con poche parole o con un semplice sguardo.

E lo ha fatto sotto chili di trucco, che lo hanno reso perfettamente viscido e inquietante come il vero Roger Ailes. Incredibile la performance di Sienna Miller nei panni di Elizabeth Ailes. Anche lei appare trasformata totalmente sotto il trucco, per farla risultare più anziana. Ed infatti è molto difficile credere che la donna che vediamo sullo schermo abbia poco meno di 40 anni. La Miller ha interpretato un personaggio che rappresenta da un lato una donna succube del marito, mentre dall’altro una sorta di forza motrice per il marito nei momenti più difficili.

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Naomi Watts interpreta Gretchen Carlson, la donna che ha saputo raccogliere le prove e poi denunciare le malefatte di Ailes; sia nei suoi confronti, sia nei confronti di moltissime altre giovani donne. Una donna che vede svilita la sua personalità e la sua professionalità dai continui soprusi di Ailes. Spaventata per i rischi della sua carriera in un mondo, quello televisivo, caratterizzato da un maschilismo estremo. Fino a diventare l’apripista di un numero enorme di donne che, dopo di lei, hanno trovato il coraggio di parlare.

Conclusioni – The Loudest Voice: recensione

The Loudest Voice è un prodotto che sa di già visto; la storia di un uomo di potere che sfrutta la sua posizione per scopi disgustosi e inquietanti a discapito di giovani uomini ma soprattutto donne succubi della sua figura. Ma non per questo la serie risulta meno potente e interessante. Un prodotto che non ci fa vedere soltanto i successi pubblici di Ailes, e contemporaneamente anche le molestie da lui perpetrate; Ailes, prima di tutto, è stato un guru della comunicazione, in particolare a sostegno del partito repubblicano.

Attraverso i media Ailes è stato capace di cambiare il linguaggio politico; passando da un mal digerito “politicamente corretto” ad un linguaggio diretto, spesso volgare e violento, fatto di razzismo e populismo. Un linguaggio che ha plasmato spesso l’opinione pubblica, attraverso l’uso di notizie finte o manipolate per sminuire gli oppositori politici piuttosto che discutere e confrontarsi.

The loudest voice recensione

The Loudest Voice trova proprio in ciò i suoi punti di forza. Al di là della storia dell’uomo di successo che si macchia di molestie, ciò che fa riflettere e spaventare è capire come i toni che oggi troviamo in tv, nelle bocche dei leader mondiali, Trump su tutti, siano stati perfettamente studiati a tavolino. The Loudest Voice ci fa vedere questo: un uomo, Ailes, capace di anticipare i malumori di un’intera nazione e darle quello che vuole. Capri espiatori, volgarità, nazionalismo e un’aggressività universalmente accettata. E, infine, trasformare la tv di cultura in tv di massa; dove anche il presidente degli Stati Uniti parla, agisce, odia e disprezza come buona parte dei cittadini americani repubblicani comuni.

Voto - 8

8

Lati positivi

  • Cast eccezionale
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Ci fa conoscere molti retroscena della tv e della politica statunintense

Lati negativi

  • Alcune dinamiche sono già viste in altri prodotti simili

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