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Togo – Una grande amicizia: recensione del film Disney+ con Willem Dafoe

Il racconto di una missione coraggiosa, la storia dell'amicizia tra un uomo e il suo miglior amico

Nel ricchissimo e variegato catalogo di Disney+, la piattaforma streaming appena approdata in Italia c’è anche una storia vera e mai raccontata prima. È la storia al centro di Togo – Una grande amicizia, di cui vi proponiamo la nostra recensione; la storia vera dell’eroe a quattro zampe che insieme al suo addestratore ha salvato i bambini della cittadina di Nome in Alaska da un’epidemia di difterite. Tutti conosciamo la storia di Balto e tutti abbiamo visto il cartone animato omonimo prodotto dalla Amblin Entertainment di Steven Spielberg. In pochi, tuttavia, sanno che i veri protagonisti di quella storia sono Togo e il suo addestratore Leonard Seppala.

Il film originale Disney+ diretto da Ericson Core rende giustizia all’uomo che con il suo cane percorse più di quattrocento chilometri per portare da Fairbanks a Nome un siero antitossina salvavita. Una storia emozionante, coinvolgente ed appassionante con protagonista Willem Dafoe. Accanto a lui nel cast anche Julianne Nicholson, Christopher Heyerdahl, Richard Dormer e Michael Greyeye. Il magnifico Siberian Husky Diesel, invece, è il protagonista a quattro zampe che nel film “veste i panni” di Togo; il cane che da cucciolo svantaggiato e indisciplinato è diventato la guida della muta da slitta più apprezzata di Nome.

Indice

La trama – Togo, la recensione

Alaska, 1925. Nella cittadina di Nome si è diffusa un’epidemia di difterite che colpisce e miete vittime fra i bambini. Nel piccolo ospedale, il dottor Welch (Richard Dormer) fa di tutto per alleviare le sofferenze dei giovanissimi pazienti ma senza ottenere risultati. L’unica speranza risiede in un siero; l’antitossina salvavita si trova però a Fairbanks, che dista da Nome più di mille chilometri. L’arrivo di una violenta tempesta impedisce ogni tentativo di spostamento per via aerea, che sarebbe troppo pericoloso. Il sindaco di Nome si rivolge allora a Leonhard Seppala (Willem Dafoe), pluripremiato addestratore (o musher) di cani da slitta; solo lui potrebbe essere in grado di andare a prendere il siero e portarlo all’ospedale.

Senza esitazioni, Seppala accetta la missione nonostante la moglie Constance (Julianne Nicholson) cerchi in tutti i modi di dissuaderlo. L’uomo sa bene che solo Togo – nonostante i suoi dodici anni – può condurre la muta e guidarlo sano e salvo per tutta la missione. Mentre Seppala è già in viaggio, il sindaco di Nome (Christopher Heyerdahl) fa partire una staffetta di supporto appoggiandosi ad altre città; andando incontro a Seppala, gli altri musher potranno alleggerirgli la fatica e accelerare il trasporto del siero. Seppala e Togo affronteranno una corsa contro il tempo e la distanza nelle terre sconfinate dell’Alaska – fra temperature gelide e venti forti – per portare avanti una missione la cui posta in gioco è la salvezza dei bambini di Nome.

Il cuore di un sopravvissuto

“Il cuore di un sopravvissuto”: è con queste parole che Seppala traccia un ritratto di Togo parlando con la moglie Constance alla fine della coraggiosa missione. Ed è proprio la donna a non aver mai avuto dubbi circa la natura del cane, nonostante le caratteristiche di Togo cucciolo fossero tutt’altro che rassicuranti. Togo, infatti, partiva svantaggiato: troppo gracile, indisciplinato, incurante delle regole del branco e della gerarchia. Mentre seguiamo le tappe del viaggio di Seppala assistiamo in parallelo alla crescita e ai buffi e sfiancanti tentativi di addestramento di Togo. I due piani della storia procedono in parallelo e ci aiutano a comprendere meglio l’evoluzione psicologica di Seppala. Il percorso di formazione di Togo procede dunque di pari passo con quello del suo musher.

Il cucciolo poco prestante e troppo esuberante diventa il miglior cane da slitta di Nome; l’addestratore freddo e schivo diventa, per Togo, un amico affettuoso e riconoscente. Alla fine del viaggio, a missione compiuta, Seppala capisce che Togo ha dedicato la vita al suo padrone e compagno fin dal primo giorno. Quella che vediamo nel film è sì la storia di un atto coraggioso ed eroico, ma è anche un viaggio di formazione declinato attraverso il rapporto di un uomo e il suo cane. Un viaggio emozionante su tutti i livelli, che rende giustizia a un eroe a quattro zampe che non ha avuto a fine missione il riconoscimento che meritava. E alla fine della storia scopriamo che entrambi i protagonisti hanno il cuore di un sopravvissuto; due cuori legati in modo indissolubile in una grande amicizia.togo recensione

Regia, fotografia e CGI – Togo, la recensione

Proseguiamo la nostra recensione di Togo – Una grande amicizia soffermandoci su alcuni dettagli tecnici. Ericson Core riesce a costruire un bell’equilibrio fra azione, dramma, commozione e momenti più leggeri e divertenti. Questi ultimi trovano largo impiego in tutta quella parte dedicata a Togo cucciolo e alle sue buffe scorribande e rocambolesche fughe dai recinti. La regia è al servizio di quello che a tutti gli effetti può essere considerato un altro protagonista della storia: il paesaggio. Fra le inquadrature abbondano i campi lunghi e le riprese dall’alto che immergono le figure sulla scena in un’ambientazione che sembra inghiottirle. La passione del regista – ex guida di montagna – per la natura e gli spazi aperti traspare in ogni sequenza.

Lo stesso Core ha dichiarato di aver fatto ricorso alla CGI solo quando strettamente necessario; principalmente nelle sequenze che mostrano situazioni in cui Seppala e i cani sono in pericolo o in condizioni estreme. Laddove ha potuto farlo, il regista ha girato le scene d’azione in esterni, in paesaggi davvero gelidi e inospitali e senza ricostruire animali e ambienti in computer grafica e in studio. Anche la fotografia è tutta volta ad esaltare la maestosità di una natura potente e terribile; si spazia dai toni freddi del grigio e del blu nelle sequenze esterne e di condizioni più estreme a toni più caldi in quelle girate in interni o in cui la natura è meno ostile.

Cast, sceneggiatura e colonna sonora di Togo

Nel paragrafo precedente della nostra recensione di Togo abbiamo parlato dell’equlibrio fra i toni della narrazione, fra l’uso di computer grafica e realtà e fra regia e fotografia. Lo stesso equilibrio lo si ritrova anche nella sceneggiatura; a ciascun focus della storia viene dato il giusto spazio, sia nella narrazione del viaggio che nel racconto della costruzione del rapporto tra Seppala e Togo. Il personaggio di Seppala risulta ben scritto in tutte le sue sfaccettature ed evoluzioni; lo stesso discorso vale per il personaggio di Constance. Nelle interazioni fra i due coniugi ritroviamo poi quella giusta dose di ironia che smorza i momenti in cui sarebbe stato facile scivolare nella retorica.

Nell’interpretazione di Willem Dafoe ritroviamo tutto il lavoro che l’attore ha fatto per sviluppare al meglio il ritratto del suo personaggio. È lo stesso Ericson Core a raccontare come Dafoe abbia studiato a fondo il personaggio di Leonhard Seppala e abbia lavorato a stretto contatto con gli addestratori di cani presenti sul set. Al lato “tecnico”, l’attore ha aggiunto tutta la sua sensibilità e dote interpretativa per regalare una performance credibile ed emozionante. Ottimo anche l’utilizzo “mimetico” delle musiche, che entrano nella scena e ne restituiscono il senso arricchendone ritmo e andamento. Due esempi su tutti: la traversata della slitta su una distesa di ghiaccio e le scorribande di Togo cucciolo. Tese, reiterate e angoscianti le musiche nel primo esempio, gioiose e ritmate nel secondo.togo recensione

Conclusioni – Togo, la recensione

Arrivati alla conclusione della nostra recensione, possiamo dire che Togo – Una grande amicizia è un film dall’impianto classico che racchiude in sé tutte le caratteristiche migliori delle pellicole Disney adatte a tutta la famiglia. Pur con qualche libertà rispetto alla storia vera su cui è basato il soggetto, la sceneggiatura è fedele alla realtà dei fatti e rende giustizia ai veri protagonisti della vicenda. Il rapporto tra l’uomo e il cane – simbolo per eccellenza di fedeltà e affetto – è indagato in maniera profonda, toccante ed emozionante. Chi ha avuto esperienza in questo tipo di rapporto non farà fatica ad identificarsi nel personaggio di Leonhard Seppala e nel suo attaccamento profondo a Togo.

Grazie a un’ambientazione suggestiva e alla forte carica emotiva della storia si viene coinvolti nell’esperienza sin dal primo minuto e per tutte le due ore di durata del film. Prima dei titoli di coda, alcune didascalie spiegano come a Togo non sia stata resa giustizia nella memoria collettiva e questo film, in quest’ottica, è un omaggio sentito ed efficace. Sul finale, il film di Core spinge un po’ sull’acceleratore della retorica del “miglior amico dell’uomo” e della commozione; tuttavia, in questo caso, è un difetto perdonabile. Anche perché – ve lo assicuriamo – sarà difficile arrivare alla fine della storia senza avere gli occhi lucidi per conto proprio.

Togo - Una grande amicizia

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Storia vera coinvolgente ed emozionante
  • Regia, fotografia, cast e colonna sonora

Lati negativi

  • Un po' di perdonabile retorica sul finale

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