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Tomb Raider – La recensione del film con Alicia Vikander

Ecco a voi, in questa recensione, il nostro pensiero sul nuovo reboot su Lara Croft, l'eroina protagonista della saga "Tomb Raider".

Il 15 marzo, nelle sale italiane, ha fatto il suo esordio al cinema Tomb Raider, ultimo reboot cinematografico dell’omonima saga video-ludica. In questo film diretto da Roar Uthaug troviamo nei panni di Lara Croft una bellissima Alicia Vikander.

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L’eroina dovrà destreggiarsi in lungo e largo, tra disavventure e pericoli nascosti, alla ricerca disperata del padre scomparso 7 anni prima. In questa recensione, noi di FilmPost vi parleremo delle nostre impressioni riguardo Tomb Rider, film dal potenziale molto alto ma dalla resa finale non esattamente all’altezza.

Tomb Raider – La recensione del film con Alicia Vikander

Il peso del passato

Lara Croft è una figura storica nel panorama dei video giochi, fin dagli albori dello sviluppo di questo mondo. Il primo capitolo di “Tomb Rider” infatti risale al 1996 e, in seguito, sono usciti decine di sequel, generando una vera e propria saga. Il boom è stato talmente forte da interessare perfino il mondo del grande schermo. Ecco che quindi, nel 2001, esce Lara Croft: Tomb Raider, primo storico film interpretato dalla meravigliosa Angelina Jolie.

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Ad oggi, nel 2018, da quel lontano 2001 di tempo n’è passato. Questo è forse un elemento che, vista la resa finale del film, non è stato preso in considerazione. Proviamo però ad andare con ordine.

Nel periodo in cui il primo Tomb Rider uscii, la gente aveva ancora una concezione molto basic degli action movie. Nel ’96 era uscito Indipendence Day, nel ’99 Matrix, nel 2000 il primo X-Men. Il pubblico quindi aveva comunque iniziato a familiarizzare con un certo tipo di cinema d’azione. Ciò che però ancora non conosceva era l’ondata incontrollabile di blockbuster dal budget illimitato che Hollywood avrebbe rilasciato, travolgendo il mercato fino ai giorni nostri.

Detto ciò, fare un film come Lara Croft: Tomb Raider nel 2001 significava tutto sommato portare innovazione, raccontando le gesta di un’iconica eroina per la prima volta. Per quanto il film non fosse il massimo della qualità, ha comunque rappresentato un punto di partenza, un tentativo coraggioso. Questo nuovo Tomb Raider invece, nonostante sia un film tecnicamente di alto livello, con una resa visiva degna del budget che è costato, non porta nulla di nuovo.

Alicia Vikander e la sua Lara Croft

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Parlando strettamente del film che ci interessa in questa recensione, Tomb Raider è una pellicola dal potenziale inespresso. La storia dell’eroina è affascinante, ha un appeal non indifferente, ma il modo in cui viene raccontata la rende molto scontata e banale.

Per un osservatore “navigato” alcuni passaggi narrativi possono essere tranquillamente intuibili già solo dopo pochi minuti di film. L’azione stessa inoltre sembra essere talmente tanta e talmente prevedibile da risultare stucchevole. A peggiorare il tutto vi è una sovrabbondanza di cliché (dei quali non parlerò, onde evitare spoiler) che semplicemente tolgono ogni speranza a questo film di distaccarsi un minimo dall’etichetta di film action “standard”.

A risollevare le sorti di Tomb Raider c’è lei, Alicia Vikander. Paradossalmente, lei è l’unico elemento del film che non merita il paragone con il predecessore. La Lara Croft di Angelina Jolie era una figura energica, impavida, già sicura di sé. Qui Alicia Vikander ha un lavoro ben differente da svolgere, cioè mostrare la fase di formazione dell’eroina, quando ancora non era la Lara Croft tutta “salti e spari”. In questo, l’attrice svedese premio Oscar non sbaglia e centra l’obiettivo. L’umanità che ci trasmette, la vulnerabilità che ci comunicano i suoi pianti di dolore, la sofferenza che incarna; tutto ciò che fa è credibile, nonché perfetto per il contesto che si va a raccontare, ossia le origini di Lara Croft. Ovviamente la giovane eroina ha la predisposizione all’avventura, quindi abbiamo modo di vedere anche il suo lato coraggioso, anch’esso rappresentato in modo ottimale.

Conclusioni

Al fronte dell’esperienza che si ha oggi, un cineasta interessato a produrre un prodotto culturalmente di qualità dovrebbe fare sempre il confronto con il passato. In questi anni, sono usciti una marea di film d’azione brutti e dimenticabili, seppur dai costi di produzione elevati. Naturalmente, come in ogni cosa, l’eccezioni non mancano (Logan, ad esempio).

Tomb Raider è un film che, costato 95 milioni, orientativamente si appresta a far bene al botteghino. È un film francamente irrilevante, che tutto sommato raggiunge la sufficienza solo grazie all’ottima interpretazione della protagonista. Dovesse effettivamente avere successo, questo sarebbe davvero da attribuire alla “qualità” del film? O sarebbe invece da ricercare nel carisma del personaggio interpretato dalla Vikander, che tutt’oggi attira molta curiosità? Probabilmente, la seconda ipotesi è quella in cui noi crediamo di più.

tomb raider recensione alicia vikander

Tomb Raider

Rating - 5.5

5.5

The Good

  • Alicia Vikander

The Bad

  • Modo di raccontare la storia banale e a tratti anche noioso
  • Sovrabbondanza di cliché
  • Non porta assolutamente nulla di nuovo, se non nuovi soldi ai produttori

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