Tower of God: recensione della serie animata presente su Crunchyroll

Arriva l'attesa serie animata del famoso webtoon coreano

Tra le uscite primaverili della piattaforma Crunchyroll c’è anche la tanto discussa Tower of God. Prima di addentrarci nella recensione di Tower of God è necessario fare alcune precisazioni. L’opera coreana in questione nasce come manwha webtoon. Manwha è il termine coreano con il quale si indica il fumetto; webtoon è il nome dato alle opere uscite direttamente sulle piattaforme digitali. L’autore è Lee Jong-Hui, in arte Siu, che dal 2010 a oggi ha prodotto più di 480 capitoli dell’opera. L’artista è talmente tanto legato alla sua creazione da lavorarci singolarmente in prima persona senza editori, pubblicando online spesso curiosità che approfondiscono i vari personaggi e anticipazioni dei capitoli successivi.

Negli anni il manwha in questione è diventato sempre più famoso e già dal primo anno di vita destò un discreto successo, venendo tradotto repentinamente in giapponese e inglese. Con l’uscita dell’anime questo successo si è ulteriormente espanso a livello mondiale. Lo studio che ha prodotto l’anime è TMS Entertainment, già famoso per le animazioni di Lupin III o del recente Dottor Stone. Fra i vari nomi che hanno lavorato a questa serie c’è anche il compositore Kevin Penkin, famoso per le colonne sonore di Made in Abyss (anime da poter recuperare su Netflix) e Shield Hero. Dopo queste premesse, ecco la recensione di Tower of God.

Indice

Una trama altalenante – Tower of God, la recensione

In un mondo parallelo, di cui viene spiegato ben poco, il protagonista Bam da sempre vive nell’oscurità delle caverne. Il suo unico raggio di luce è Rachel, una ragazza che dal primo incontro si è presa cura di lui. Il più grande desiderio della ragazza è poter vedere il cielo e le stelle. Per poterlo esaudire è pronta perisno ad affrontare la scalata della torre. Si dice che una volta raggiunta la cima di questo misterioso edificio si possa esaudire qualsiasi desiderio. Ma ben pochi possono raggiungere la vetta, solo i meritevoli. Nel momento in cui Rachel scompare per iniziare la sua scalata della torre, Bam no esiterà e sceglierà di seguirla. Lui non ha nessun desiderio in particolare ed è disposto ad affrontare le prove solo per poterla raggiungere.

Tower of God- TMS Entertainement studio

Tower of God. TMS Entertainment

La trama incuriosisce certamente per la sua originalità. L’autore ha creato un vero e proprio universo di cui non viene spiegato nulla nell’immediato. Lo spettatore è catapultato nelle vicende in medias res e conosce esattamente le stesse cose del protagonista e cioè nulla, dal momento che prima dell’incontro con Rachel egli non ha memoria. Proprio attraverso questo espediente e grazie all’ampio ventaglio di personaggi presentati, la curiosità è costantemente stimolata. I tredici episodi, però, non mantengono tutti lo stesso livello di originalità e alcune delle puntate, non reggendo il confronto con le altre, smorzano radicalmente il ritmo. Spesso nella narrazione gli stessi personaggi ed eventi ricadono in alcuni cliché. Questa divergenza verso la metà degli episodi tende a notarsi particolarmente. Alla fine, però, grazie ad una serie di colpi di scena inaspettati e ai combattimenti acrobatici l’interesse e la scorrevolezza sono assicurati.

La scalata della torre e il darwinismo sociale

La stessa base della storia sottolinea quello che vuole veramente mostrare l’opera: il darwinismo sociale. Solo i più meritevoli, forti e fortunati possono andare avanti e sperare di raggiungere la cima, gli altri devono accettare il proprio destino. Già con queste premesse enunciate nella trama si parla del concetto fondamentale di disuguaglianza e potere. Questa non è certo una tematica nuova o originale ma in Tower of God viene affrontata in maniera talmente plateale da colpire maggiormente. Si prenda, ad esempio,il protagonista Bam. Lui è inspiegabilmente forte e fortunato, il classico personaggio a cui tutto è dovuto e che si trova ad avere alleati pronti a qualunque cosa pur di aiutarlo.

In quest’opera certi elementi sono particolarmente marcati proprio per mostrare l’assurdità e crudezza di questo mondo basato sulla legge del più forte. Spesso negli anime ciò non viene minimamente preso in considerazione. Il fatto che al personaggio principale sia tutto dovuto è una prassi. In Tower of God l’autore invece, caratterizzando psicologicamente un protagonista apatico che evita qualsiasi impegno e sforzo, è riuscito a mostrare quanto sia paradossale la differenza e la diseguaglianza delle situazioni. Allo stesso modo, il fatto che per la prima volta dei personaggi ammettano di essere gelosi dell’inspiegabile successo di Bam, rende la storia quasi più “umana” e sentita dallo stesso pubblico.

Comparto tecnico – Tower of God, la recensione

L’aspetto visivo di questa serie è forse uno dei motivi principali per i quali essa piace e incuriosisce. Parlando semplicemente di stile si nota una netta differenza fra i disegni coreani e giapponesi a cui si è abituati negli anime. Questi tredici episodi oltre a trasporre in modo impeccabile le tavole del fumetto di Siu, ne migliorano la qualità. I tratti sono marcati, scuri e ben definiti, in netto contrasto con le colorazioni calde che fanno risaltare ulteriormente gli elementi grafici nelle ambientazioni. I vari paesaggi sono stati arricchiti di dettagli che permettono così una maggiore chiarezza difficile da notare nel manwha originale. Con questa scelta stilistica i combattimenti frenetici risaltano nettamente dando un’idea di rapidità e sequenzialità maggiore allo spettatore.

Tower of God- TMS Entertainement studio

Tower of God. TMS Entertainment

Va precisato che all’inizio dell’opera l’autore non aveva ancora sviluppato un suo tratto personale e riconoscibile; questo, infatti, si è formato ed è maturato con il procedere dei capitoli portando ad un cambiamento del prodotto che compie così un percorso evolutivo, così come il suo autore. Sul front delle animazioni, invece, è riconoscibile il lavoro di Siu, soprattutto in relazione all’opera originale. La colonna sonora curata da Penkin è particolarmente incalzante e allo stesso tempo riesce a rispecchiare sia le ambientazioni che le varie situazioni che si susseguono. Da segnalare, inoltre, la scelta azzeccata delle sigle di testa e di coda. In particolare l’opening è risultata tra le sigle più apprezzate della stagione. Per quanto riguarda quella finale, invece, essa emoziona specialmente per la combinazione con le immagini evocative che scorrono sullo schermo.

Considerazioni finali – Tower of God, la recensione

Tower of God, nella sua trasposizione animata, conferma il successo dell’originale. L’opera ad un primo sguardo si presenta come il più classico degli shonen giapponesi, ricordando per alcune dinamiche e situazioni altre opere recenti e non. Eppure riesce a conquistare lo stesso, anche perché questo specifico genere è destinato a trovare fortuna in qualsiasi situazione. Il successo dell’opera deve molto alla sua linearità e alla scorrevolezza scandita da momenti comici che alleggeriscono la trama.

In Tower of God viene presentato un nuovo mondo da scoprire e in pochi episodi la curiosità cresce sempre di più grazie alla sapienza con la quale vengono presentati gli eventi. Grazie a questa ciò, per gli spettatori i cliché e le debolezze nella trama passano tranquillamente in secondo piano. Inoltre, numerosi colpi di scena nella parte finale della serie inducono a pensare ad una più che probabile seconda stagione – le voci si fanno sempre più insistenti – sperando che possa essere all’altezza della prima. Magari mettendo fine a molti di quei cliché a cui è purtroppo ancorata questa prima parte e facendo prendere definitivamente il largo alla storia con ulteriori episodi.

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Tower of God

Voto - 8

8

Lati positivi

  • Una trama che tende ad incuriosire
  • Stile del comparto tecnico d'impatto
  • Nuovo modo di presentare il classico protagonista

Lati negativi

  • Cliché e tempi morti nella narrazione

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