NetflixRecensioni

Tredici – Recensione della seconda stagione targata Netflix [Spoiler free]

La seconda stagione di Tredici è disponibile ora su Netflix, e questa è la nostra recensione senza spoiler!

Quando circa un anno fa Tredici (13 reasons why) aveva chiuso la sua prima stagione, una domanda aveva assillato gli spettatori. “Abbiamo davvero bisogno di una seconda stagione?” In questo articolo senza spoiler noi di filmpost.it cercheremo di dare una risposta alla vostra domanda. Ovviamente, tenendo conto dei pro e dei conto di una delle serie targate Netflix più celebri del momento. Ecco a voi quindi un giudizio su Tredici: recensione di una serie in caduta libera o di un nuovo caso sociale?

Tredici – Recensione della seconda stagione targata Netflix [Spoiler free]

La prima stagione di Tredici aveva lasciato molte porte aperte; in questa seconda stagione, molte di esse hanno avuto un proseguimento. Altre, invece, sono state abbandonate a loro stesse. Socchiuse, forse, perché non abbastanza rilevanti da portare avanti in una serie che si apre con un ampio salto temporale. Distruggendo, in un certo senso, la costruzione serrata che aveva caratterizzato la prima, se pur controversa, stagione.

La trama

Tredici recensione seconda stagione

La storia di Tredici riprende mesi dopo la conclusione della prima stagione. Tutti i protagonisti – o tutti gli imputati, che dir si voglia – sono andati avanti con le loro vite. Più o meno. Perché se Hannah Baker (Katherine Langford) è morta di certo ad essere non è scomparso il suo ricordo; che aleggia certo nei corridoi della scuola, o nelle menti delle persone che le hanno voluto bene – in maniera fin troppo concreta, potremmo dire; ma soprattutto nell’aula del tribunale in cui il processo che Olivia (Kate Walsh) sta portando avanti contro la scuola. L’istituzione, difatti, viene vista dalla donna come la vera responsabile della morte della figlia; il cui suicidio sarebbe potuto essere evitato se qualcuno, lì dentro, avesse in qualche modo tutelato i ragazzi.

E mentre il processo va avanti e i testimoni vengono chiamati alla sbarra, i giovani protagonisti cui le cassette di Hannah erano state dedicate si ritrovano ad affrontare loro stessi. Qualcuno ammette la verità, altri invece la celano, dietro ignobili bugie, per proteggere se stessi. Ed altri ancora, invece, rivelano retroscena sconosciuti. E saranno questi stessi retroscena a rimettere in dubbio l’affidabilità del narratore – cosa già accaduta durante la prima stagione –, spingendoci a credere fino a dove la storia di Hannah Baker fosse parziale.

Nel frattempo Clay (Dylan Minnette) sembra aver superato il lutto; ha una nuova ragazza e i legami che aveva sabilito nel primo atto di Tredici si sono consolidati. Tuttavia, quando il processo ha inizio, tutto ciò che il ragazzo aveva messo da parte riemerge con prepotenza. E così facendo lo mette alle strette, costringendo lui e tutti gli altri a riaprire quelle porte che sembravano ormai in procinto di chiudersi.

Una strada già battuta

Nel momento in cui ci si approccia alla seconda stagione di Tredici, è innegabile che la curiosità regni sovrana. Per quanto la serie abbia fatto discutere, sia in negativo sia in positivo, si tratta sempre di un prodotto che ha destato l’interesse di migliaia e migliaia di spettatori. Ragion per cui, quando la serie Netflix tratta dal romanzo di Jay Asher ha ottenuto un rinnovo, gli spettatori si sono lasciati andare a varie congetture. Alcune delle quali, ovviamente, hanno ritrovato riscontro in questa nuova stagione. Il motivo fondamentale tuttavia non è stato però il geniale intuito dei fan; ciò che ha permesso allo spettatore medio di imaginare nella propria mente un seguito sicuramente fedele di Tredici è stato dato dal fatto che 13 Reasons Why, di per sé, non ci dice nulla di nuovo.

Come nella prima stagione, i tempi narrativi vengono scanditi tramite dei focus; se da una parta avevamo le cassette di Hannah, e quindi le varie storie dei personaggi in esse tirati in ballo, questa volta ci ritroviamo a seguire la storia con le convocazioni in tribunale dei giovani protagonisti. Si tratta, in un certo senso, di un espediente già usato; e forse anche per questo meno efficace. Abbiamo la possibilità in questo modo di approfondire varie vicende, mentre sul piano parallelo la storia va avanti con un nuovo mistero – se così lo vogliamo chiamare.

Ciò che non va, in ogni caso, è che questo stratagemma sa di già visto. E, in particolar modo, stona la ripetizione dei fatti fino all’esasperazione. Se infatti c’è la possibilità di approfondire punti rimasti in sospeso nella prima stagione, questa è tata mandata in frantumi con una gestione banale della storyline.Ci ritroviamo quindi a seguire sullo schermo una storia che conosciamo già, di cui non sappiamo quanto fidarci, questo è vero, ma che tuttavia non ha nulla di diverso da raccontare.

Una stagione più corale – I personaggi

Per quanto la gestione della storia e il carattere innovativo non siano tra i più brillanti, è possibile trovare anche punti a favore della seconda stagione di Tredici. E, tra questi, senza dubbio figura la gestione dei personaggi. O almeno, di parte di questi; ciò in virtù del fatto che ampio spazio è stato lasciato ad alcuni degli incriminati della stagione precedente, mentre altri sono lasciati indietro. Forse perché, secondo le idee degli sceneggiatori, non avevano più nulla da comunicare allo spettatore.

Ad ogni modo, ci ritroviamo a conoscere in maniera più approfondita alcuni dei personaggi. In particolare, sono Tyler, Jessica, Alex, Zach e Justin ad acquistare più spazio in questa seconda stagione, cercando di conquistare l’empatia dello spettatore. E bisogna ammettere che ci riescono. La storia di Jessica è quella di una vittima dello stesso aguzzino che ha spinto Hannah al suicidio; una storia senza dubbio forte, ma che ci pone davanti a una ragazza la cui forza di volontà sembra essere diversa da quella di Hannah. Una ragazza che continua a combattere e a cercare giustizia. E quella stessa forza di volontà invece non l’abbiamo vista in Alex al termine della scorsa stagione, conclusasi con il suo – ora lo sappiamo – tentato suicidio.

Ma se gli amici servono a qualcosa, Alex sarà in grado di riprendersi, e questo anche grazie a Zach che si rivela ancora una volta come il personaggio meno problematico del gruppo. Un ragazzo senza dubbio logorato da questioni personali ma che non smette per questo di essere una brava persona.
E se le vittime possono reagire, spesso lo fanno diventando carnefici; ed è quello che tenta di fare Tyler, affrontando i soprusi – sempre più cattivi, sempre più violenti – in modo poco ortodosso.
E infine Justin, che fuggito di casa al termine della prima stagione torna alla ribalta per tentare di aiutare la ragazza di un tempo; ma che si ritrova inghiottito dal proprio mondo e dalla vita.

Tredici recensione – Conclusioni

tredici recensione

Quella che ci troviamo davanti, tutto sommato, è una serie televisiva adolescenziale che tenta di portare sullo schermo problemi di rilievo. E il mondo in cui lo fa è stato spesso discusso o condannato – dall’esaltazione del suicidio o della violenza alla mancanza di delicatezza nello gestire temi di tale portata. E ciò la seconda stagione di Tredici continua a farlo. Tuttavia, una serie televisiva non è solo contenuto morale; è anche forma, narrazione, storia. Tutti elementi che nella serie TV prodotta da Netflix risultano deboli.

Non sono assenti, questo bisogna dirlo. Ma non sono neppure abbastanza per tenere in piedi una serie nel suo insieme. Una serie che, inoltre, ha perso la presa sullo spettatore, riproponendo una storia già vista e prendendo la distanze sempre di più da una storyline complessa, interessante e originale. Ci ritroviamo quindi a guardare un teen drama qualunque; che tratta la denuncia sociale che era il suo scopo primario in modo forse troppo accentuato per essere realistico.

Verrebbe da concludere dicendo che Tredici ha perso il suo smalto. La questione, in definitiva, è se lo abbia mai davvero avuto. È stato certamente un fuoco di paglia, e molto probabilmente continuerà ad esserlo in quando il pubblico a cui è diretta continuerà ad apprezzarla – e magari anche avendo le proprie ragioni; ma a dispetto di ciò Tredici rimane un prodotto televisivo che cerca di raggiungere livelli che, purtroppo, gli sono troppo lontani.

 

Tredici - Recensione

5 - 5

5

Lati positivi

  • Approfondimento di alcuni personaggi

Lati negativi

  • Sceneggiatura piatta e banale
  • Tutto sa di già visto

Voto Utenti: 2.64 ( 5 Voti)
Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close