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Wounds: recensione dell’horror Netflix con Armie Hammer e Dakota Johnson

Un nuovo singolare horror dal cast interessante si aggiunge al catalogo Netflix

Ferite, insetti e discesa nell’oscurità e nella follia. Questi sono gli argomenti principali di Wounds, nuovo film Originale Netflix dal buon cast: Armie Hammer, Dakota Johnson e Zazie Beetz. L’opera in questione è stata presentata a inizio anno al Sundance Film Festival e successivamente al Festival di Cannes, all’interno della Quinzaine des Rélisateurs. Il film è di genere horror ed è scritto e diretto da Babak Anvari, regista de L’ombra della paura (Under the shadow), molto apprezzato dalla critica. La trama si concentra su Will, ragazzo con scarse aspirazioni che lavora in un bar. Qui una sera si scatena una rissa fra clienti e nel trambusto qualcuno perde un cellulare. Will lo recupera e vi scopre al suo interno foto e video scioccanti. Da quel momento inizierà per lui un vero e proprio incubo. Analizziamo insieme Wounds nella nostra recensione.

Il film, adattamento cinematografico del romanzo The Visibile Filth di Nathan Ballingrud, ha delle buone premesse: in campo, infatti, troviamo un’interessante analisi della condizione umana. Tuttavia la regia, lo spreco di cast e una narrazione imperfetta ricca di jumpscare pregiudicano di molto il risultato finale. Wounds inserisce numerosi elementi simbolici e tenta di operare riflessioni di un certo livello; la confezione da horror comune però non aiuta assolutamente questo tentativo di creare un horror autoriale. Pertanto possiamo parlare di una ennesima occasione sprecata. Diamo uno sguardo con più precisione alle caratteristiche di questo horror Originale Netflix.

Indice

Trama – Wounds recensione

Il protagonista di Wounds è Will (Armie Hammer), ragazzo privo di ambizioni e con scarse aspettative. Lavora come barista in uno sporco locale di New Orleans, dove spesso ha a che fare con individui problematici e ubriaconi. Tra i clienti c’è però Alicia (Zazie Beetz), una bella ragazza per cui lui nutre un certo interesse, che però è fidanzata. Una sera nel bar si scatena una rissa fra alcuni clienti abituali, ripresa con il cellulare da uno strano gruppo di adolescenti. Will riesce a domare la situazione e inoltre chiama la polizia. Questo porta tutti i clienti ad abbandonare il bar. Poco dopo Will trova il cellulare di uno degli adolescenti e lo porta a casa con sé.

Sullo smartphone iniziano ad arrivare strani messaggi, oltre che foto e video inquietanti. Will trova immagini scioccanti, che mostrerà anche alla sua fidanzata Carrie (Dakota Johnson). A partire da quel momento inizieranno a verificarsi oscuri avvenimenti e l’uomo si ritroverà invischiato in una spirale di follia che rivelerà tutti i lati più negativi della sua personalità.

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Un horror che scava nell’oscurità della condizione umana

The Filth Visible, ovvero la sporcizia visibile. Il titolo del romanzo da cui è tratto Wounds è un immediato riferimento alla condizione dei personaggi protagonisti, in particolare di Will. Il protagonista sembra vivere con serenità la sua vita decisamente vuota, fra un lavoro poco edificante e un alcolismo latente. Tuttavia dentro di lui sono nascosti innumerevoli problemi: insoddisfazione, inadeguatezza, apatia, errori e sensi di colpa. L’inquietante esperienza che inizierà a vivere, a seguito del ritrovamento dello smartphone, lo porterà a scavare nell’oscurità della sua condizione e ad accogliere un male potente che proviene dalle “ferite” (wounds per l’appunto). Ferite simboliche o reali? Sono perlopiù reali, di figure che credono di essere potenti ma la cui vita non è altro che un fallimento.

Wounds quindi si fa portatore di temi e discorsi interessanti, cercando anche di adottare una resa visiva d’impatto. Colpisce molto l’utilizzo massiccio di scarafaggi, che spesso invadono la narrazione. Un chiaro riferimento alla sporcizia, al sudiciume interiore di Will, che spesso si ritrova circondato proprio da questi insetti. Debolezza umana e discesa nella follia e nell’oscurità sono quindi i temi principali del film. Anvari sceglie di utilizzare l’horror per raccontare la storia e sviluppare i temi suddetti. Recentemente horror come Noi, Babadook o Scappa – Get Out hanno dimostrato che l’unione di questo genere con tematiche importanti, come quelle sociali, può rivelarsi una carta vincente. Purtroppo non è il caso di Wounds.

I difetti del film – Wounds recensione

Babak Anvari, come sceneggiatore e come regista, non dà al suo film la giusta confezione. Sceglie l’horror ma si mantiene su binari fin troppo classici e già visti, senza abbandonare i cliché del genere. Molti gli esempi di jumpscare per spaventare lo spettatore, adottando ad esempio dei brevi flash visivi accompagnati da suoni spaventosi. Probabilmente si adotta questa tecnica per tenere continuamente in tensione lo spettatore, che altrimenti si accorgerebbe di un andamento narrativo che arranca e si fa stantio a lungo andare. È possibile inoltre notare come Wounds oscilli continuamente fra la creazione d’atmosfera e l’immediatezza dello jumpscare. A essere efficaci nell’impressionare lo spettatore sono solo i famigerati scarafaggi e le inquietanti immagini, che Will rinviene nello smartphone abbandonato. Tra i difetti di Wounds c’è anche l’utilizzo dell’ambientazione. Nessuna città come New Orleans si presta così bene ad essere una location perfetta per una storia da brividi.

Folklore, leggende e molto altro hanno reso affascinante la città in questi termini, e il cinema e la tv ne hanno sfruttato questa potenzialità. The skeleton key e American Horror Story: Coven sono la dimostrazione. In Wounds invece si sceglie una rappresentazione diversa, dipingendo la città come un luogo da cui sembra impossibile scappare: un posto soffocante. Tutto questo però non è reso minimamente bene in termini cinematografici. A deludere, infine, è anche il trattamento dei personaggi. Il film si concentra molto bene su Will e i suoi tormenti interiori, ma si dimentica di delineare bene anche gli altri protagonisti. Carrie e Alicia, che sono due dei principali motivi di frustrazione per il protagonista, sono assolutamente poco approfondite. Lo stesso per quanto riguarda Eric, un veterano di guerra che è importante ai fini della riflessione sulla condizione umana.

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Regia, sceneggiatura e attori

Babak Anvari, dopo l’apprezzata prova de L’ombra della paura, con Wounds non riesce a convincere, sia in termini di scrittura che di regia. La sceneggiatura non riesce a dare il giusto sviluppo agli ottimi temi trattati. Non si riesce a scegliere un percorso preciso fra creazione d’atmosfera e jumpscare, e alla fine si delude lo spettatore sul fronte del coinvolgimento e della tensione. A livello di regia non si rileva qualcosa di interessante, un aspetto che cerchi di elevare il livello qualitativo del film. È una regia tipica di tante pellicole horror.

Dal punto di vista della recitazione, invece, ci si può ritenere soddisfatti. Armie Hammer è perfetto per interpretare un personaggio così apatico e vuoto come quello di Will. Dakota Johnson continua a esplorare la strada dell’horror dopo Suspiria, ma il suo talento non riesce a emergere a causa della sua Carrie così poco approfondita. Per questi motivi l’attrice risulta decisamente sprecata. Lo stesso si può dire per Zazie Beetz, vista di recente in Joker. Anche la sua Alicia, interesse amoroso principale di Will, non ha un soddisfacente sviluppo psicologico.

Conclusioni – Wounds recensione

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Concludiamo la nostra recensione di Wounds affermando che, come diversi film horror Netflix, ha delle ottime premesse che vengono sviluppate nel modo errato. Si sceglie l’horror come pretesto per trattare interessanti questioni relative alla condizione umana. Una scelta giusta, accompagnata però dalla decisione sbagliata di utilizzare regia e aspetti di una classica pellicola horror. In questo modo Wounds non riesce a spiccare al volo, a causa anche di un imperfetto lavoro di scrittura, non in grado di costruire giusto ritmo e tensione.

Scarafaggi e inquietanti flash visivi non bastano a far apprezzare in toto questo horror Originale Netflix. Un vero peccato perché il cast in ballo preannunciava qualcosa di diverso: dispiace quindi vedere sprecati così Armie Hammer e Dakota Johnson. In conclusione possiamo dire che Wounds è un horror che tenta di elevarsi grazie a un’analisi della condizione umana, concentrandosi su debolezza e predisposizione all’oscuro e al male. Alla fine però fallisce scegliendo strade sbagliate e deludendo proprio dove si aspettava che brillasse. Wounds non è altro che l’attesa dell’esplosione di un qualcosa che non sembra arrivare mai.

Wounds

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Il film ha ottime premesse e opera un'interessante analisi sulla condizione umana...

Lati negativi

  • ... purtroppo sviluppando il tutto con jumpscare, sceneggiatura e regia imperfetti
  • Personaggi secondari ma utili poco approfonditi, con conseguente spreco di cast coinvolto

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