Mulholland Drive: spiegazione del film di David Lynch

In questo articolo cercheremo di analizzare il film di David Lynch soffermandoci su vari aspetti dell'opera

Spiegazione di Mulholland Drive, uno dei film più controversi ed affascinanti di David Lynch. Stiamo parlando di una delle opere migliori degli ultimi anni tanto da essersi aggiudicato il premio come Miglior Regia a Cannes ed essere stato scelto come Miglior film del secolo secondo un sondaggio della BBC. Il film è stato oggetto di molte discussioni, specialmente per la trama non propriamente tradizionale. In effetti, Lynch non solamente unisce episodi relativi a sogni, desideri e realtà, ma lo fa con l’impronta stilistica che lo ha reso unico all’interno del panorama cinematografico.

Non è facile, anzi, è quasi impossibile trovare una spiegazione certa per Mulholland Drive, come per la maggior parte dei film di Lynch. Sono veramente numerose le analisi che sono state fatte di questa pellicola. Per questo, noi tenteremo semplicemente di ipotizzare e riportare alcune teorie che possano rispondere ai quesiti posti da un mondo tanto immenso quanto complicato chiamato Mulholland Drive.

Indice

Tra sogno e realtà

mulholland drive spiegazione Il primo aspetto che possiamo dedurre da Mulholland Drive è la suddivisione in due principali segmenti o dimensioni. La prima parte del film sembra alludere ai sogni e i desideri della protagonista, Diane (Naomi Watts), mentre la seconda alla realtà dei fatti, particolarmente sofferta dalla giovane. Le due, o più, parti in cui è suddiviso il film sono segnate principalmente dai rapporti tra i personaggi, specialmente dalla relazione tra le due donne.

Nella prima parte del film Rita (Laura Harring) riesce a salvarsi da un incidente automobilistico mentre sta per essere uccisa in una limousine che percorre la Mulholland Drive. La ragazza scappa e si rifugia a casa di Betty (Diane), un’aspirante attrice appena arrivata ad Hollywood dopo aver vinto un concorso. Rita, però, ha perso la memoria e non ricorda più chi è. Tra le due si viene ad instaurare una relazione psicologicamente complessa e totalmente opposta rispetto alla realtà: Betty è rappresentata come una persona sicura di sé, senza paure, la donna alpha della coppia, mentre Rita è debole, incerta, completamente dipendente dalla giovane attrice.

Nella seconda parte, invece, la situazione è capovolta. La realtà è un’altra: ad essere insicura e fragile è proprio Diane (Betty), sopraffatta così tanto dalla disperazione della condizione in cui si trova (la relazione con Camilla sta finendo e non riesce a sfondare nel cinema) che cerca di costruire un mondo parallelo in cui riuscire ad avere il controllo e realizzare i suoi desideri.

Struttura del film – Mulholland Drive spiegazione

mulholland drive spiegazione Seguendo la suddivisione precedentemente delineata, ora ci focalizzeremo sulla struttura di Mulholland Drive. Nella prima parte del film, la storia sembra seguire un ordine cronologico e le vicende si susseguono secondo una continuità temporale. Ma le sequenze inerenti le due protagoniste si alternano a scene di personaggi che sembrano non avere nulla a che fare con queste (gli episodi del regista, del killer, dell’incontro tra un paziente e il suo psicanalista…).

Nella seconda parte, al contrario, ci sono diversi piani temporali in cui si svolge l’azione, dove ritroviamo tutti i personaggi dell’inizio ma in vesti differenti. Ad accavallarsi, in questa segmento, sono flashback, la realtà del presente, immagini del subconscio e addirittura dei flashback nel flashback. E’ decisamente complicato definire a quale di queste categorie appartenga ogni scena, ma ad aiutarci sono degli oggetti significativi che ritornano più volte lungo il corso del film (che tratteremo successivamente). Stiamo parlando, in ogni caso, di pensieri ed immagini prodotte dalla mente della protagonista, Diane.

Oggetti chiave in Mulholland Drive

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All’interno del film, specialmente nella seconda parte, sono presenti diversi oggetti che aiutano ad orientare lo spettatore nella linea temporale o a segnare dei momenti importanti della storia. Nella scena del “Club Silenzio” Betty trova nella sua borsa una misteriosa scatola blu che segna chiaramente il passaggio tra il mondo dell’illusione a quello della realtà. Questo piccolo oggetto sembra risucchiare le protagoniste in un vortice oscuro che le fa confrontare con la triste realtà dei fatti e immerge lo spettatore in una dimensione sconosciuta.

Verso il finale del film, il killer dice a Betty che quando vedrà la chiave blu, il suo lavoro sarà stato compiuto. La chiave blu sul tavolo di casa di Betty non fa che confermare l’uccisione di Camilla da parte del killer. L’obiettivo della protagonista è quindi finalmente raggiunto. Un altro oggetto da segnalare è il posacenere a forma di pianoforte che dimostra come la scena in questione abbia luogo prima dell’assassinio di Camilla.

Questione identitaria e sdoppiamento – Mulholland Drive spiegazione

Rita, nella prima parte del film, perde la propria identità e non ricorda più niente. Si vede costretta, quindi, a crearne una nuova e lo fa assimilando indizi che trova intorno a sé. L’esempio più evidente è quello che riguarda il nome che sceglie di adottare. La donna si guarda allo specchio e vede riflesso il manifesto di Gilda di Charles Vidor con Rita Hayworth e decide di chiamarsi come l’attrice. Guardandosi allo specchio, Rita diventa ciò che sta osservando, diventa l’Altro. Centrale nel suo personaggio, ma non solo, il riconoscimento del proprio essere nell’Altro e la dipendenza da ciò che la circonda.

mulholland drive spiegazione Ma Rita non si limita a scegliere un altro nome. Sotto consiglio, o meglio controllo, di Betty, vuole cambiare aspetto. La scelta ricade su una parrucca bionda che la rende molto simile all'”amica”. Il desiderio ossessivo di possesso da parte di Betty (Diane) e la totale dipendenza di Rita (Camilla) da lei arrivano al culmine in questa scena: il tentativo di simbiosi tra le due donne è sempre più evidente. Sembrano l’una la copia dell’altra. L’immagine delle due allo specchio, come in realtà tutta la complessa relazione che si viene a stabilire tra loro, riprende molto da Persona di Bergman, a cui Lynch chiaramente si ispira. Il tema del doppio e della dipendenza tra due donne, in effetti, sono centrali in tutte e due i film.

La dualità dei personaggi “di contorno” david lynch spiegazione

Oltre alle due protagoniste, i personaggi che le circondano sono altrettanto significativi. Apparentemente non coinvolti nelle vicende delle due donne nella prima parte del film, assumeranno un ruolo per certi versi decisivo nella seconda. Come Diane e Camilla, questi personaggio hanno dei ruoli completamente, o in parte, diversi nella durata del film. Ad esempio, Coco nella prima parte è la donna che accoglie Betty nel residence, mentre nella seconda veste i panni della madre di Adam. Adam, a sua volta, dal regista ridicolizzato e impotente dell’inizio passa ad essere la fonte di gelosia di Diane e quindi un suo antagonista. Il regista della prima parte non è che un prodotto della mente di Betty per compensare la situazione di minaccia in cui si trova coinvolta Diane nella realtà.

Ad avere un ruolo più rilevante sono, però, principalmente tre figure. La prima è quella del cow boy che, verso metà film, incita la giovane attrice a svegliarsi:

hey pretty girl…it’s time to wake up!

Questa frase sancisce quindi la fine del sogno di Diane e la spinta a confrontarsi con il mondo reale. Il secondo personaggio da distaccare è il killer a pagamento che, nella prima parte, si contraddistingue per la sua incapacità nel portare a termine il suo obiettivo, mentre, verso la fine del film, sarà risoluto e preciso nel lavoro che dovrà svolgere. La terza figura è quella del paziente che si confida con il suo analista nel ristorante, di cui parleremo in modo più approfondito successivamente.

Ipotesi sull’episodio simbolo – Mulholland Drive spiegazione

Una teoria, forse poco nota, ma citata in vari studi, tra i quali quello svolto da P. Bertetto, è quella che vede come episodio simbolo del film la scena dell’incontro tra paziente e analista da Winkie’s. Ma spieghiamoci meglio. Nella sequenza, il paziente racconta di un sogno che ha fatto due volte e alla fine del quale moriva, evento che effettivamente accade pochi secondi dopo. Dan, il paziente, evoca, quindi, un sogno che si ripete e che si conclude con la morte del sognatore. Se ci pensiamo bene, in effetti, la fine del film potrebbe coincidere con la morte della protagonista.

L’episodio potrebbe essere quindi un simbolo, una chiave di lettura dell’intero film: i due sognatori, profondamente tormentati e divorati da una tendenza all’autodistruzione, producono dei sogni, o sarebbe meglio dire incubi, che li portano ad un tragica fine. Il destino di Diane, in fin dei conti, è preannunciato dal ritrovamento del cadavere in decomposizione da parte di Betty e Rita.

Il “doppio” in Mulholland Drive

david lynch spiegazioneIl doppio ritorna, o meglio, è l’elemento centrale nel film di Lynch. Non solamente nei personaggi, che sembrano assumere due ruoli diversi, non solamente nell’identità delle protagoniste, che cercano di identificarsi nell’Altro da sé, ma anche nella struttura propria del film, come abbiamo già visto. Un’altra ipotesi avanzata nel corso del tempo è quella dell’esistenza di due mondi paralleli. Secondo questa teoria, quindi, le due parti del film coinciderebbero con due mondi, entrambi credibili e collocati l’uno accanto all’altro.

L’ipotesi annulla, quindi, quella che divide il film in sogno e realtà in quanto i due mondi possibili non sono altro che due realtà che coesistono e non si escludono a vicenda. Tutto accade e tutto può essere classificato come vero. I personaggi, di conseguenza, sono concepiti come doppi di altri personaggi, senza poter compiere una distinzione tra originale e copia in quanto ognuno di questi è reale nel suo proprio mondo.

Club Silencio – Mulholland Drive spiegazione

david lynch spiegazioneConcludiamo la nostra analisi con una se non la scena più significativa di Mulholland Drive che racchiude il messaggio del film. Rita si sveglia improvvisamente dal sonno e ripete la frase:

“Silenzio, no hay banda.”

Le due ragazze si recano, allora, ad un teatro, il “Club Silenzio”, dove assistono all’esibizione di un mago e di una cantante. Quest’ultima, in particolare, sembra catturare la loro attenzione coinvolgendo così tanto le due donne da farle arrivare ad un pianto disperato. La cantante, ad un certo punto della sua performance, sopraffatta dall’emozione sviene e viene portata via mentre le parole della canzone continuano a risuonare nel teatro. Sarà questa la scena di passaggio da una dimensione ad un’altra grazie alla comparsa della misteriosa scatola blu.

La componente meta-cinematografica è abbastanza evidente. Con questa scena, Lynch non fa che affermare quanto il cinema sia solamente un’illusione, tutto sia registrato e di vero ci sia ben poco. L’unica cosa autentica è la reazione del pubblico che è libero di emozionarsi di fronte ad un qualcosa che, di per sé, è finto. Alla fine si riduce tutto alle emozioni, quelle di uno spettatore che, impossibilitato ad agire, si limita a osservare un prodotto strutturato e confezionato. Che Lynch non stia facendo riferimento solamente al cinema ma a qualcosa di più grande come la vita?

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