Povere Creature!: analisi della fiaba gotica di Yorgos Lanthimos

Povere Creature! è una fiaba satirica e grottesca su una donna che sogna la sua libertà: analizziamolo

Povere Creature!, l’ultimo film di Yorgos Lanthimos, sta scalando le classifiche e conquistando pubblico e critica, già affascinata fin dalla presentazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Poor Things (qui la recensione) è un film che indaga sulla libertà, sull’emancipazione femminile e sulle dinamiche di una società che, quando può, dà il proprio peggio. Se l’interpretazione di Emma Stone e l’idea di base, la voglia di omaggiare Frankenstein e la sua autrice simbolo del femminismo gotico, sono da omaggiare, Povere Creature! tentenna quando deve mettere in pratica gli stessi messaggi che dovrebbe diffondere.

Indice

L’arco di trasformazione di Bella – Povere Creature!, l’analisi

Quando la conosciamo, Bella è una giovane donna a cui è stato impiantato il cervello di sua figlia non ancora nata. Nei primi minuti del film, quindi, Bella è una bambina con tutti i comportamenti che ne conseguono, e la vediamo crescere davanti ai nostri occhi. Bella percorre tutte queste fasi con sempre rinnovato spirito d’avventura e curiosità. Da bambina è rumorosa, impacciata, con un linguaggio povero, ma con una spiccata tenacia e curiosità che la spinge ad imitare Godwin e a fare i capricci quando non ottiene quel che vuole. Da adolescente spiccano il suo spirito d’avventura e la voglia di esplorare, conoscere e capire.

Povere Creature!

Povere Creature! Element Pictures, Film4, Fruit Tree.

Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta è segnato dalla vista, in Alessandria, di bambini che muoiono di fame sotto gli occhi incuranti di ricchi turisti, di cui lei stessa fa parte. A caratterizzare la fase successiva della sua vita è il pensiero critico. Ora che conosce a sufficienza il mondo e le dinamiche che lo muovono, è decisa a migliorarlo. Quel che è stato tanto criticato al film è che Bella utilizza il sesso come mezzo. Non per ottenere qualcosa, ma come mezzo di conoscenza. In Povere Creature! il piacere femminile diventa per Bella un modo per conoscere se stessa, gli uomini e le regole che dominano il mondo.

Gli uomini di Povere Creature!Povere Creature!, l’analisi

Gli uomini che conosce, al contrario, la vorrebbero docile, da plasmare secondo i loro desideri. Godwin e Max si nominano, rispettivamente, il suo creatore e il suo osservatore, ma quel che fanno entrambi è tenerla sotto stretto controllo. Le dicono come comportarsi, cosa fare, cosa non fare, la tengono rinchiusa in casa e parlano di lei come se fosse un oggetto e non una persona senziente.

Povere Creature!

Povere Creature! Element Pictures, Film4, Fruit Tree.

Duncan non si distanzia dai suoi due predecessori: si descrive come un amante appassionato quanto bisognoso sempre di nuovi stimoli che si traducono in continue storie e avventure con donne sempre diverse. Quel che lo affascina di Bella e che lo spinge a chiederle di partire con lui è il suo essere disinibita (o almeno è lui che la considera tale). Quello stesso atteggiamento che condanna appena si definisce innamorato e vorrebbe ingabbiarla in una relazione monogama e priva di qualsiasi stimolo esterno. Ma non è innamorato, è solamente possessivo e non riesce a sopportare che lei abbia il medesimo comportamento che lui ha avuto con le sue amanti precedenti.

L’ex marito di Bella, Alfie, è la summa di tutti i precedenti personaggi maschili del film. Suppone che, visto che Bella possiede il corpo di Victoria, lei sia suo di diritto. Come Godwin, crede che Bella sia un qualcosa di sua proprietà. non è interessato a lei come non era interessato a Victoria, non ama nessuna delle due, crede solamente che la propria moglie sia qualcosa su cui possa prendere decisioni, possa manovrare, plasmare e reprimere a suo piacimento.

Il viaggio – Povere Creature!, l’analisi

Tutto quello che Bella ricerca, il suo obiettivo e quello che la anima è la ricerca della libertà. Il viaggio è accompagnato da continue conoscenze e personaggi nuovi che si alternano nella vita di Bella. Libertà è la parola chiave di Povere Creature! e la sua spasmodica ricerca è il motore che spinge Bella a fare tutto quello che fa.

Povere Creature!

Povere Creature! Element Pictures, Film4, Fruit Tree.

La vita di Bella cambia drasticamente dal momento in cui esce di casa e si mette in viaggio assieme a Duncan, un cambiamento che Lanthimos mostra nella maniera più visiva possibile passando da un gotico bianco e nero a una palette di colori accesa e variopinta con un’estetica fiabesca. Povere Creature! utilizza un linguaggio ricco di satira, pungente e diretto nel creare una protagonista memorabile.

Libertà e corpo – Povere Creature!, l’analisi

La tematica del corpo è un caposaldo per Lanthimos che lo ha già esplorato in precedenza, specialmente in The Lobster e in La favorita. Come dicevamo, Bella conosce e comprende se stessa, gli uomini e il mondo che la circonda attraverso il sesso. La scoperta del sesso, non a caso, coincide con la scoperta della masturbazione e con quella che il sesso sia visto come un argomento tabù eppure gli uomini attorno a lei ne parlano costantemente.

Povere Creature!

Povere Creature! Element Pictures, Film4, Fruit Tree.

Godwin, quando propone a Max di prenderla in sposa, inizia il discorso proprio chiedendogli se è attratto da lei. E quando Max gli rivela che aveva inteso lo strano rapporto tra Bella e Godwin anche di carattere sessuale, l’uomo nega ma ammette di “averci pensato”.
Allo stesso modo, Duncan ne è affascinato per via del suo essere disinibita, un tratto che se prima lo attira poi cerca di plasmare e far scomparire quando Bella non ha la minima intenzione di avere un rapporto monogamo ed esclusivo.

A Parigi, quando i due si ritrovano senza un soldo, Bella inizia la sua carriera da prostituta. Ed è in questo momento che Lanthimos si perde e viene meno il messaggio complessivo del film. Il fatto che Bella si prostituisca è in linea con tutto il percorso narrativo, specialmente quando il sesso coincide ancora una volta con la conoscenza della sfera maschile che è dominata da impulsi sessuali e sentimenti quali la possessività e la gelosia che si traducono con la voglia di plasmarla, modificarla, renderla il più possibile docile. Più Bella conosce questi uomini, più è decisa a cambiare il mondo che la circonda.

Male gaze – Povere Creature!, l’analisi

Per questo, da un regista che ha portato brillantemente sullo schermo tematiche simili (oltre a The Lobster, il sesso come strumento utilizzato da donne potenti è stato indagato brillantemente in La favorita), ci si aspettava di più. La prima metà del film e la conclusione riescono nel tentativo di creare una versione al femminile di Frankenstein dove qui la creatura è una donna e il mostruoso che porta con sé è la voglia di vivere la sua vita. Questa voglia di riprendere in mano la propria vita è continuamente concentrata sul sesso e sul rapporto che Bella ha con gli uomini.

Povere Creature!

Povere Creature! Element Pictures, Film4, Fruit Tree.

Più che il sesso come mezzo o come strumento, tutta la parte centrale del film si concentra banalmente sul corpo dell’attrice. La macchina da presa ne è ossessionata, il corpo di Bella viene costantemente messo in posa, usato da uomini che lo sfruttano per sfogarsi o per altri bizzarri obiettivi come quello di educare due figli (maschi) all’amplesso. Le situazioni sono bizzarre e grottesche e Bella, in quei momenti, è completamente assente. E per essere una protagonista il cui punto centrale, il cui perno dell’intera scrittura è il suo essere un personaggio attivo e che riprende in mano la sua vita un grosso scivolone da parte dello sceneggiatore Tony McNamara e del regista.

Una protagonista assente – Povere Creature!, l’analisi

Paradossalmente, Povere Creature! ha il difetto che è stato ingiustamente affibbiato a Barbie. Per quest’ultimo non sono state poche le critiche sui personaggi maschili ritenuti sciocchi, superficiali ed egoisti, ma Gerwig è riuscita a fare quello che Lanthimos invece non riesce a mettere in atto: mettere in evidenza le dinamiche patriarcali. Né la sceneggiatura né tantomeno la regia mettono in luce quali sono le dinamiche che hanno portato Bella a prostituirsi a Parigi, non a caso è anche il momento in cui il personaggio viene meno.

Le scene di sesso non devono avere una propria utilità per la trama, ma in un film in cui il corpo e come viene utilizzato è uno dei pochi segni di emancipazione per la protagonista, è necessario che siano momenti più introspettivi per Bella piuttosto che scene create per compiacere il pubblico. Queste sono scene di sesso basate sul piacere degli altri: lo sguardo della telecamera, gli uomini con cui va a letto e i personaggi che pensano che questo sia eccessivo perfino per lei. Come dice Angelica Jade Bastién nel suo articolo per Vulture, in un film come Povere creature!, dove l’interiorità è inglobata nell’esibizione e nell’espressione sessuale, portano semplicemente più fardelli. Se lasciate incustodite, scene come la sequenza del bordello di Parigi si svolgono come una fantasia maschile, e i “furiosi sobbalzi” di Bella diventano asettico piuttosto che trasgressivi. Povere Creature! è al cinema, qui il trailer.

 

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