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E se Jessica Fletcher fosse una Serial-Killer?

Una teoria in voga negli USA suggerisce che Jessica Fletcher, protagonista de "La Signora in Giallo", fosse una Serial-Killer! Quanto è plausibile?

Alzi la mano chi non è mai capitato di fronte a un episodio della serie tv La Signora in Giallo! Nessuno? Lo immaginavamo. Protagoniste indiscusse dei palinsesti televisivi italiani da decenni, le avventure di Jessica Fletcher hanno raggiunto lo status di culto assoluto. La scrittrice di gialli con il pallino per l’investigazione è una di quelle figure capaci di rappresentare una rassicurante tradizione. Questo ruolo ha fatto la fortuna della grandissima Angela Lansbury, vista recentemente ne Il Ritorno di Mary Poppins, e l’ha resa una leggenda. Eppure, riguardandola oggi, risulta palese quanto sia invecchiato il meccanismo che animava le singole puntate.

Quanto può essere credibile che una persona incappi in un omicidio ovunque vada e chiunque incontri? A meno che non si decida di adottare il metodo deduttivo caro ai più grandi detective della storia. A quel punto, un sospetto inizia a farsi strada nei nostri cervelli: e se, in realtà, Jessica Fletcher fosse una Serial-Killer? Se tutti gli omicidi fossero stati opera sua? Con l’avvento di Internet, molti forum hanno iniziato a radunare indizi, teorie, affermazioni che portano esattamente in questa direzione. Ecco perché, noi di Film Post, abbiamo deciso di affrontare la questione. A noi due, Signora in Giallo!!

Jessica Fletcher Signora in Giallo Serial-Killer

Jessica Fletcher: una Serial-Killer?

Come i migliori detective, partiamo dai dati certi e, da lì in poi, proseguiamo per deduzione. La Signora in Giallo debuttò sulla CBS il 30 settembre del 1984. La serie nacque dalla delusione di Richard Levinson e William Fisk, reduci dalla cancellazione di Ellery Queen. Il loro tentativo di portare in TV le avventure del giallista aspirante detective creato da Dannay e Lee non aveva funzionato a dovere, ma loro pensavano che fosse un’idea solida. Decisero, così, di ispirarsi a un altro personaggio letterario, la Miss Marple di Agatha Christie, e di riprovarci. Fallita l’opportunità di acquisire i diritti per gli USA della nonnina investigatrice, i due optarono per crearne una loro versione. Nacque così Jessica Fletcher, giallista inglese residente nel Maine.

La serie proseguì con successo fino al 1996 per un totale di 294 episodi. A questi si aggiunsero alcuni film TV realizzati negli anni successivi e la trasformazione in un franchise che comprendeva anche veri romanzi. Nel corso di questo lungo progetto, Angela Lansbury acquisì sempre più controllo produttivo, divenendo azionista di maggioranza della serie. Fu lei a spingere, nel 1991, affinché venissero rinnovate le meccaniche narrative già usurate con l’assunzione di talenti come J. Michael Straczynski (futuro fumettista e autore di Sense 8). A lui si deve il trasferimento di Jessica a New York e la storyline relativa al suo corso di criminologia, ad esempio. Per molti anni si è parlato di un potenziale reboot della serie ma nulla è stato mai confermato, se non il disappunto della Lansbury verso una simile idea.

Jessica Fletcher e quelle curiose coincidenze

Jessica Fletcher Signora in Giallo Serial-KillerQual è la struttura di un episodio de La Signora in Giallo? Solitamente, la scrittrice viene coinvolta in una diatriba relativa a un personaggio che si attira le antipatie di molti soggetti. Il suddetto personaggio muore misteriosamente e, ovviamente, tutti i suoi nemici diventano i principali sospettati. A occuparsi dell indagini arriva di frequente un tutore dell’ordine talmente incapace da suscitare nello spettatore il dubbio che non abbia nemmeno finito l’Accademia! Di conseguenza, la solerte Jessica Fletcher può ficcare il naso ovunque, passeggiando indisturbata sulla scena del crimine e interrogando i testimoni come se niente fosse. Il suo cervello registra un micro-dettaglio che nessuno nota (e che, spesso, è frutto di pura fortuna) per poi risputarlo fuori quando sembra destino che un innocente venga accusato del delitto. Grazie a lei, il vero colpevole finirà dietro le sbarre e tutti vivranno felici e contenti.

Per molti anni, gli spettatori più sarcastici hanno ventilato la non troppo implausibile teoria che Jessica Fletcher fosse una porta sfortuna! Ovunque andasse incappava in un omicidio… ovunque! Eppure, a un esame più attento, questo sarcasmo evidenzia una smisurata falla logica che ci permette di ribaltare l’assunto. Sherlock Holmes diceva: Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità. Qual è l’unico collegamento fra tutti gli omicidi avvenuti nel corso della serie? Il fatto che la signora Fletcher fosse sempre sul luogo del delitto per pura casualità! Quanto può reggere una situazione del genere prima che un tutore dell’ordine faccia 2 + 2? Per quanto tempo si può permettere a questa vecchina di aggirarsi per il mondo seminando cadaveri prima che qualcuno ponga l’unica domanda corretta: e se La Signora in Giallo fosse una Serial-Killer? E se li avesse uccisi tutti lei?

Jessica Fletcher Serial-Killer: gli indizi

Jessica Fletcher Signora in Giallo Serial-KillerSappiamo per certo che la nostra protagonista ha vissuto la prima parte della sua vita in Inghilterra per poi trasferirsi a Cabot Cove, nel Maine. Sappiamo anche che l’adorato marito Frank, un militare, è morto in circostanze mai del tutto chiarite (forse a causa di una malattia). Jessica ha parlato raramente del suo periodo inglese e del suo passato se non per dichiarare come il suo primo romanzo, Il Cadavere ballò a mezzanotte, fosse nato per reagire alla morte del consorte. Proviamo, però, a ragionare da un altro punto di vista. E se il povero Frank fosse stato la sua prima vittima? Questo potrebbe giustificare la fuga della donna negli States e la sua reticenza nel parlare di quel periodo. Avrebbe potuto trasferirsi in una metropoli e invece ha scelto un paesino microscopico e sconosciuto. Se fossimo sospettosi potremmo pensare che si stesse nascondendo dopo avere commesso qualcosa di terribile.

Esiste una letteratura sterminata relativa all’egocentrismo dei Serial-Killer. Loro vogliono che si parli di ciò che fanno, sfidano le forze dell’ordine e, in alcuni casi, vogliono persino farsi trovare. Jessica Fletcher commette 294 omicidi, sfida i detective incaricati delle indagini, li convince di avere acciuffato il colpevole e ci scrive un romanzo sopra… un modus operandi perfetto! Ma dove ogni teoria trova conferma è nei freddi dati tecnici. Cabot Cove è un paesino con una popolazione approssimativa di 3500 persone. Di queste, 274 sono state uccise da quando la Signora in Giallo vi si è trasferita! Un tasso di omicidi superiore del 50% a quello dell’Honduras e paragonabile solo alla nostra Gubbio (per colpa di Don Matteo) che lo rende il luogo più pericoloso del pianeta. Lo sceriffo Mort, tutore dell’ordine a Cabot Cove, ha provato a sottolinearlo nell’episodio Jessica e la Mela (Stagione 5, Episodio 21) affermando di avere assistito a cinque delitti in un anno! Eppure, nulla è stato fatto per arrestare la furia omicida della scrittrice!

Jessica Fletcher Serial-Killer: la verità

Facendo un rapido giro sul web potrete incappare in infiniti thread e forum come Reddit che analizzano questa teoria. C’è chi ha scandagliato i dialoghi di ogni puntata per individuare ogni battuta che sembri ricollegarsi al tema con lo stesso entusiasmo di chi cercava di provare che Paul McCartney fosse morto durante il periodo d’oro dei Beatles. Il comico e presentatore Craig Ferguson è stato uno dei principali diffusori di questa teoria, interpretando la Signora in Giallo in piccoli sketch per la TV, così come il cabarettista Christopher Brown. A quest’ultimo dobbiamo l’intuizione relativa al titolo originale della serie, Murder, She Wrote e non Murder, She Solved (in pratica, lei scrive di omicidi ma non li risolve), molto meno sospetto! Anche noi, con questo articolo, abbiamo provato a giocare con questo tema e, volendo, avremmo potuto andare avanti ancora a lungo.

Peccato che la verità sia molto meno affascinante di tutto questo. Abbiamo affrontato l’argomento parlando di The X-Files e di come, fin dall’inizio, si fosse reso necessario trovare un Espediente narrativo solido. Due agenti FBI che incappavano casualmente in fenomeni paranormali ogni singola puntata sarebbe stato uno spunto capace di tirare la corda dopo pochi episodi. Molto meglio renderli due personaggi che ficcavano volutamente il naso in quel genere di casi perché sarebbero stati loro a cercarli e non il contrario. Ecco, La Signora in Giallo rappresenta l’esasperazione di un’idea limitata. Gli autori decisero di sorvolare sull’inevitabile implausibilità della cosa e creare una cornice narrativa che si ripetesse immutabile in ogni stagione. La serie divenne tanto prevedibile quanto rassicurante perché era risaputo che Jessica Fletcher sarebbe incappata in un omicidio ma lo avrebbe risolto, battendo commissari ottusi e salvando innocenti.

Forse tutto questo rappresenta un fulgido esempio di quell’innocenza che, fino a qualche decennio fa, permetteva di realizzare simili prodotti senza incappare nella necessità di realismo che, spesso, attanaglia le produzioni odierne. O forse, semplicemente, Jessica era davvero la più straordinaria Serial-Killer della Storia e, a quel punto, possiamo solo inchinarci di fronte al suo genio.

Jessica Fletcher Signora in Giallo Serial-Killer

 

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