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Captain Fantastic: quando la natura si scontra con la civilizzazione

Torna il Cinema2days il mercoledì e questa volta la scelta è davvero ampia: FilmPost ha optato per Captain Fantastic! Viggo Mortensen torna al cinema in veste di un padre molto alternativo che vive con la sua famiglia di sei figli a stretto contatto con la natura e lontano dalla civiltà. Ben Cash, così si chiama, impartisce ai propri figli uno stile di vita puramente naturale, istintivo, che si concentra sul conoscere il mondo fisicamente, scalando una montagna, cacciando animali e dormendo all’aperto. Ben rifiuta il junk-food, l’opulenza, la scarsa proprietà di linguaggio e l’ignoranza che regnaormai sovrana, insegnando ai figli a evitare la civilizzazione , a stare alla larga da chiese, ospedali, università. Non manca, però, l’educazione “ classica”, infatti i sei figli leggono Chomsky, Marx, fisica quantistica, diritto internazionale e apparentemente imparano molto più precocemente di chi, normalmente, va a scuola. Non ci sono tabù o proibizioni, i bambini ricevano in regalo coltelli, archi da caccia e vengono a conoscenza di argomenti come il sesso o la violenza direttamente e senza tanti giri di parole.

Tutto sembra filare liscio finché non arriva la notizia del suicidio della madre, acui seguirà il viaggio a bordo di un furgone (molto alla Little Miss Sunshine) verso la civiltà e , più specificatamente verso il funerale, voluto dai genitori ma contrario alla posizione della donna stessa che avrebbe voluto la cremazione e lo spargimento delle ceneri nelle discariche. Più avanti si va nella trama più si viene a contatto con tanti punti di riflessione, con tanti paradossi a volte, che fanno pensare all’inutilità del mondo consumistico ed all’inevitabile adeguamento ad esso. Temi predominanti sono proprio quelli dell’educazione, dell’essere ungenitore, delle responsabilità che ne derivano e della libertà privata dall’isolamento (cos’è meglio, continuare con il proprio metodo o lasciare che i ragazzi seguano la propria strada con le proprie scelte?) ma c’è molto di più: dichiarazioni amorose che ricordano quelle dei personaggi di Wes Anderson, discussioni religiose, filosofiche sulla vita,sul futuro e sulla morale, insomma un percorso di formazione autentico e intenso.

 Il film dura due ore, due ore accompagnate da una fotografia floreale, una regia ispirata (esordio alla regia per Gary Ross), una colonna sonora raffinata in simbiosi con le immagini e da un Mortensen in formissima che , grazie alla sua interpretazione, si aggiudica una nomination ai Golden Globes.

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