Hoops: recensione della sitcom animata di Netflix

La storia di un allenatore di basket sboccato e fuori dagli schemi

La sitcom animata Hoops, di cui vi proponiamo la recensione, è approdata lo scorso 21 agosto su Netflix. Ideata dal cantante, attore e comico Ben Hoffman, che ne è anche produttore esecutivo, la sitcom racconta la vita di un coach di basket in una scuola americana. La voce del protagonista è dell’attore Jake Johnson, già noto per i ruoli in New Girl e per aver prestato la voce al film d’animazione Spider-man: un nuovo universo. Ad affiancarlo nella serie voce ai protagonisti anche Ron Funches, Cleo King e Natasha Leggero. La serie nasce come una comedy ma la maggior parte delle volte il suo umorismo può risultare eccessivamente sboccato. Un umorismo particolare che nasconde una critica agli stereotipi.

La serie ha comunque dei momenti seri in cui forse il soggetto dimostra di non essere terribile come appare. Ma senza dilungarci oltre nell’introduzione, analizziamo meglio cosa ha funzionato e cosa invece no, nella nostra recensione della sitcom animata Hoops.

Indice

Un allenatore fuori dagli schemi – Hoops recensione

Nello stato del Kentucky, Ben Hopkins allena una squadra di basket composta da un gruppo di ragazzi emarginati e poco adatti allo sport. Ben è stanco della vita provinciale e sciatta che il suo lavoro da allenatore gli offre. Ad accentuare la sua frustrazione, che sfocia in attacchi di rabbia e turpiloquio, c’è un complicato rapporto con un padre famoso e compiacente; un’ex moglie di cui è ancora innamorato; un vice allenatore che esce con la moglie e una preside anch’essa singolare ma che sa tenergli testa. La situazione sembra subire una svolta per la carriera di Ben, quando il giovane e altissimo Matty entra a far parte della squadra. Con il suo ingresso le partite cominciano ad andare meglio ma la frustrazione di Ben persiste. Si destreggia tra problemi personali e problemi sul lavoro con comportamenti sempre discutibili e anti etici.

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Bento Box Entertainment, Pepper Hill Productions, Walcott Company, Lord Miller Productions, 20th Century Fox Television

Etica, questa sconosciuta

La serie affronta differenti tematiche ma senza un particolare approfondimento che lasci una qualche lezione. In primis il rapporto con un padre assente, sia per Ben che i suoi ragazzi. Ben è in costante contrasto con suo padre, un uomo che ha brillato nel campo del basket e che vorrebbe un figlio meno problematico e più capace. Ma Ben è cresciuto all’ombra di questa grande personalità e il suo carattere ne ha risentito fortemente. I due si affrontano in scene tragicomiche anch’esse condite da un cinismo tagliente. Un altro elemento portante della serie è lo sport che unisce questo improbabile gruppo di ragazzi. La squadra è composta da liceali insicuri e inadeguati che non si riescono ad adattare all’ambiente sociale e scolastico La cosa positiva è che si supportano a vicenda e Il coach li affianca e aiuta nei momenti del bisogno.

Li aiuta sì, ma a suo modo. Non è mai lusinghiero o rassicurante, solo brutalmente onesto, a volte anche troppo. Una squadra che come il suo allenatore sfida gli stereotipi. La serie cerca di fare esattamente questo, sfidare gli stereotipi e le aspettative con dei personaggi altamente discutibili, armandoli di un affilato e tagliente sarcasmo. Ed è proprio quest’ultimo il grande protagonista della serie insieme all’etica, questa sconosciuta. Ben è il protagonista assoluto, un uomo che si impone di raggiungere i propri obiettivi in barba alla morale, figlio della filosofia secondo la quale il fine giustifica i mezzi. Ad ogni decisione presa non si pone il problema della conseguenze, scelte per lui normali ma che lasciano interdetti i ragazzi e anche gli spettatori. Hoops è una serie anche ricca di riferimenti culturali e stereotipici in particolare allo stato del Kentucky stesso.

hoops recensione

Bento Box Entertainment, Pepper Hill Productions, Walcott Company, Lord Miller Productions, 20th Century Fox Television

Una direzione poco chiara – Hoops recensione

Concludendo la nostra recensione di Hoops, dobbiamo ammettere che nonostante la serie si proponesse di lasciare allo spettatore qualcosa attraverso un messaggio, questo non arriva del tutto al pubblico. Tra i lati positivi che ci sentiamo di segnalare ci sono la colonna sonora con canzoni calzanti e adeguate al ritmo della serie e l’ottima performance di Jake Johnson. L’attore con il suo doppiaggio, la cadenza della voce e la giusta enfasi riesce a dare vita a Ben caratterizzandolo perfettamente. Un uomo frustrato, arrabbiato e cinico che manifesta queste emozioni in atteggiamenti anti etici e discutibili. La sceneggiatura non brilla particolarmente, la serie fa dell’ironia il suo punto forte e con essa – si suppone – rompe gli stereotipi. Tuttavia c’è uno squilibrio tra la prima e seconda parte della serie nell’uso di sboccate espressioni, parolacce e turpiloquio. Nella prima parte la volgarità sembra assolutamente eccessiva e non necessaria.

Non è una critica dettata dallo scandalo per il loro uso, ma una semplice constatazione dell’uso esagerato e fuori luogo. La rabbia e le conseguenti espressioni volgari serviranno anche a caratterizzare Ben, ma si comprende e si possono persino apprezzare meglio alcuni suoi comportamenti nella seconda parte della stagione, dove il loro uso è ridotto. Altra nota positiva è chiaramente il tono leggero e le situazioni assurde, che sebbene discutibili, suscitano comunque ilarità. Il tutto fortemente agevolato dalla breve durata degli episodi he varia dai 23 ai 26 minuti. Una serie, sicuramente non per tutti. Se si supera lo scoglio dell’eccessivo uso delle parolacce e si riesce a sopportate la discutibilità delle azioni di Ben, allora è un prodotto che riesce a strappare una risata. Peccato per l’eccessiva volgarità, la poca caratterizzazione e una direzione poco chiara, che possono confondere e non convincere del tutto.

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Hoops

Voto - 4.5

4.5

Lati positivi

  • Doppiaggio di Jake Johnson
  • Colonna sonora

Lati negativi

  • Eccessivo utilizzo del turpiloquio anche quando non necessario
  • Tematiche interessanti ma non approfondite
  • Obiettivo della serie poco chiaro

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