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Jack Whitehall: Travels with my father

Il re della stand up comedy inglese Jack Whiteall e suo padre, ci accompagnano in un documentario originale Netflix ambientato nel Sud Est asiatico.

In un periodo denso di uscite di serie attesissime nel catalogo Netflix, è facile che altro prodotti di indubbia qualità finiscano per passare in sordina.  Uno di questi è sicuramente “Jack Whitehall: Travels with my father”, un prodotto che rappresenta un ibrido fra un documentario e una serie comedy.

Settembre ed Ottobre sono mesi cruciali per le distribuzioni televisive, soprattutto per Netflix. Quest’anno, in particolare, i due mesi che danno il benvenuto all’autunno sono decisamente ricchi, per quanto riguarda la piattaforma di Los Gatos: la terza stagione di Narcos, la quarta di Bojack Horseman e l’attesissima seconda stagione di Stranger Things sono solo alcune delle produzioni originali Netflix distribuite in questo periodo. Queste tre, in particolare, hanno ovviamente ricevuto un’attenzione più alta da parte di pubblico e critica, lasciando in secondo piano altre uscite degne di nota.
Oggi parliamo di Jack Whitehall: Travels with my father.

Per chi non conoscesse Jack Whitehall, una descrizione è d’obbligo: 29 anni, con un accento decisamente “snob” (posh, in inglese), Jack è uno degli stand up comedian più apprezzati e seguiti di tutto il panorama del Regno Unito.

Jack Whitehall

La sua fama è dovuta soprattutto alla sua partecipazione a due famose serie comedy britanniche, Fresh Meat  e Bad Teacher, nelle quali figura sempre in ruoli principali. I suoi spettacoli di stand up comedy inoltre sono seguitissimi e fanno puntualmente il tutto esaurito nella terra della Regina Elisabetta e negli Stati Uniti.

Jack Whitehall: Travels with my father è stato ideato e prodotto da Whiteall stesso, con la partecipazione di Netflix, che ne ha fatto un proprio prodotto originale.

L’idea di base dello show è semplice ma allo stesso tempo originale e interessante: durante il suo anno sabbatico lontano dagli impegni quotidiani, Jack vuole esaudire uno dei suoi più grandi desideri, ossia quello di spendere del tempo con il padre, l’anziano Michael, affermato produttore teatrale di 77 anni, dal carattere decisamente freddo e riservato, tipico dei gentleman inglesi di vecchio stampo, in un viaggio di alcune settimane nel Sud Est asiatico. Il tutto, per rafforzare un rapporto che non è mai stato troppo stretto, né affettuoso, e regalare un’avventura al decisamente poco avventuroso padre.

Michael Whitehall e Jack Whiteall in viaggio per la Thailandia

L’incipit è un pretesto per dare il via al doppio binario seguito dalla serie: da un lato troviamo la fase “documentaristica”, nella quale la simpatica voce di Jack ci presenta posti esotici e affascinanti della Cambogia, del Vietnam e della Thailandia, dall’altro le fasi puramente comedy, caratterizzate dal continuo punzecchiamento di Jack nei confronti del padre, finalizzato a far uscire la vena più allegra e festaiola dell’anziano Michael, a volte con risultati divertentissimi.

Nonostante la leggerezza che permea l’intero svolgimento dei sei episodi ( da 30 minuti ciascuno), il livello tecnico della fase documentaristica è davvero notevole e, oltre a farci delle sane risate, guardando lo show sarà difficile non avere voglia di prenotare il primo volo per quei posti meravigliosi ed esotici.

Jack convince il padre Michael a farsi un tatuaggio

Oltre ciò, è interessante notare come, in alcuni casi, le ambientazioni scelte da Whitehall per un approfondimento siano molto insolite e lontane dai tipici documentari, e ciò rende il tutto più fresco e intrigante. Si può fare riferimento, ad esempio, alla visita di un “tempio” molto poco tradizionale, dove una strana signora cura l’anima delle persone prendendole letteralmente a schiaffi in faccia, oppure ad un negozio thailandese dove vengono costruite delle bambole tradizionali decisamente inquietanti, o, infine, il “treno” che attraversa alcune zone della Cambogia, costituito da una tavola di legno e quattro ruote di ferro poste su un binario.

Il modernissimo treno di bambù

Anche in questo caso, Filmpost vi consiglia la visione di Jack Withehall: Travels with my father: sia che cerchiate qualcosa di fresco ed originale per farvi quattro risate spensierate, sia che cerchiate un buon documentario fuori dalla “norma”, lo show di Netflix saprà soddisfarvi e, perché no, regalarvi qualche informazione sul lontano ed affascinante Sud Est asiatico.

Se non la conoscete, Filmpost vi consiglia la serie britannica Fresh Meat, serie che ha fatto decollare la carriera del giovane Jack Whitehall. A voi l’approfondimento:

FRESH MEAT- Primo anno di Università: Istruzioni per l’uso all’inglese.

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