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Queer Eye (For The Straight Guy)

Queer Eye, un programma tv che ha fatto la storia!

Ritorna su Netflix il makeover in cui 5 uomini gay si impegnano a cambiare la vita di uomini eterosessuali incapaci di prendersi cura di se stessi e della loro casa. I fantastici 5 hanno ognuno un super potere con i quali cercheranno di trasformare i rozzi e sporchi eterosessuali. Saranno in grado di tenere al loro aspetto, sapranno cucinare e fare cocktail. Verranno introdotti al mondo del make-up. Inoltre si cerca di aprire loro la mente su un mondo diverso da quello che sono abituati a vivere, consigliando teatri, cinema o chiarendo alcuni aspetti della cultura LGBT.

“Queer”… Che?!

Queer Eye, cioè Occhio “Gay”… ma non precisamente. È necessario per prima cosa spiegare cosa vuol dire “Queer”, parola non traducibile molto facilmente in italiano.

“Queer” può indicare un nome, un aggettivo o un verbo, in inglese, e va a definire qualcosa che è contro la norma e la normalizzazione. Questa parola nasce negli anni ’70 da diversi movimenti femministi e omosessuali che volevano trasformare il sistema sociale attraverso la liberalizzazione sessuale. Quindi con queer non si può solo far riferimento al mondo gay ma, essendo il prodotto di complesse forze politiche, anche al femminismo, razzismo… a una forza rivoluzionaria che si impegna a mettere fine alle ingiustizie basate dal sesso, genere, razza e orientamento sessuale. Si impegna inoltre nella lettura delle diverse rappresentazioni del desiderio omosessuale in diversi testi di tipo letterario, cinematografico o musicale.

Per questo inoltre si parla anche di “forza queer” o di “queerness”, cioè quella forza che una narrazione, un personaggio o una situazione ha nell’andare contro la rappresentazione della convenzionalità.

Queer Eye è un format che utilizza lo stereotipo dell’omosessuale esperto di colori, di moda e trucco. Il migliore amico gay che un etero desidera. Per questo motivo il format che nasce nel 2003 e trasmesso per 5 stagioni sul canale americano via cavo Bravo di NBC con il nome di Queer Eye For The Straight guy, viene da molti criticato ma da altrettanti lodato. In Italia viene trasmesso con il nome di “I Fantastici 5” su la7 tra il 2003 e il 2004. Le critiche arrivano da chi vede il format non queer e quindi rappresentante l’omosessualità che da sempre il cinema e la tv hanno offerto. In realtà se ci si sofferma attentamente Queer Eye offre uno sguardo, appunto, queer e cioè uno sguardo diverso che viene offerto agli uomini a cui vanno in aiuto i fantastici 5 e ai telespettatori (etero e gay).

Perché è così speciale?

Il programma ha rappresentato un momento storico della televisione, tanto che per molti teorici e studiosi del medium televisivo e dei queer studies hanno avanzato differenti opinioni su di esso. Tra queste diversi voci molti affermano che Queer Eye rappresenta come dice Anna McCarthy (studiosa e professoressa di cinema e tv alla NYU) :

Un furto del capitale della cultura queer nel nome del marketing che la tv ha compiuto

Infatti lei suggerisce che programmi come questi insegnano la domesticità e la cura del sé nel facilitare l’unione tra la sfera omosessuale e quella eterosessuale (cit. Queer TV di Glyn Davis). E il mezzo televisivo sarebbe infatti il medium che rispetto al cinema può essere più appropriato per comunicare temi e linguaggi legati al mondo queer e a realizzare questo tipo di unione.

Poliziotto Bianco Vs Gay Nero

È curioso l’episodio in cui i Fantastici 5 della nuova stagione Netflix aiutano un poliziotto ed ex marine. L’episodio inizia con una volante di polizia che ferma la gip dei 5 ragazzi diretti verso la casa del loro prossimo “allievo”. Tra i fantastici 5 c’è Karamo Brown, l’addetto alla cultura. Lui è nero. Egli esprime fin da subito disagio facendo capire che il motivo della sosta fosse uno solo e dipendesse dal colore della sua pelle. La sosta si rivelerà uno scherzo e il poliziotto è inoltre l’amico del nuovo protagonista della puntata.

Karamo però confessa di riservare un certo atteggiamento di distanziamento verso il protagonista in quanto poliziotto bianco e quindi rappresentante di diversi atti di violenza che il corpo della polizia americana compie verso i neri. Inoltre i ragazzi trovano nella casa del poliziotto cappelli e bandiere con scritto “Make America Great Again”. Sembra di trovarsi davanti quindi a persone che fanno parte di poli ideologici opposti.

Queer Eye però ci fa vedere come la forza queer possa abbattere pregiudizi e creare invece dialogo e supporto reciproco. Infatti non solo alla fine i Fantastici 5 migliorano la vita del poliziotto, ma questo, aiuta addirittura Karamo stesso a non rimanere dietro le sue barriere.

Non abbastanza Queer

Queer Eye da sempre è stato il makeover gay dedicato agli etero ma nella nuova stagione troviamo un episodio in cui protagonista è un ragazzo omosessuale. Egli però si mostra etero agli occhi del mondo e a sua madre, tranne ai suoi amici. Questo lo porta a soffocare la sua vera identità. Infatti non si veste come vorrebbe e, oltre a non avere un gusto estetico particolare, non sa cucinare bene e la casa è un disastro. Abbiamo di fronte dunque un omosessuale che non per questo è capace di fare quello a cui i Fantastici 5 sono abituati.

Ecco che Queer Eye, lo sguardo gay, cerca di aiutare a liberare la “queerness” nella vita del protagonista. Lo si aiuta nel suo Coming out con la propria mamma, si conferma, inoltre, il fatto che esistono persone omosessuali che non sono maestri si stile e che non per questo si è più o meno Queer/Gay.

Insomma si dimostra che un’etichetta non contiene stereotipi, che non bisogna nemmeno aggrapparsi ad essi per sentirsi appartenenti a qualcosa. Si è ciò che si è senza limitazioni o restrizioni.

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