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Alessandro Borghi commenta la svolta su processo Stefano Cucchi

L'attore Alessandro Borghi, interprete di Cucchi in Sulla mia pelle, commenta via twitter le notizie del processo

Il muro d’omertà, eretto una notte del 15 ottobre 2009, ha iniziato a sgretolarsi sempre più. Parliamo del silenzio che ha avvolto per anni Stefano Cucchi e la sua terribile morte. Stamani, d’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, qualcuno ha deciso di parlare segnando una svolta nel processo Stefano Cucchi. A proferire sui fatti avvenuti la notte dell’arresto di Stefano è un carabiniere imputato nella vicenda, Francesco Tedesco. La piega del processo è stata inaspettata da un lato, ma aspettata dalla famiglia di Stefano da un sacco di tempo. Difatti, Ilaria Cucchi, la sorella del giovane romano, non ha mai smesso di cercare la verità.

Ilaria oggi parla di un “muro abbattuto” mentre l’attore Alessandro Borghi, il quale ha interpretato lo stesso Stefano Cucchi nel film Sulla mia Pelle, presentato all’ultima Mostra del cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, ha commentato su twitter la notizia con una frase dialettale romana: “La giustizia è lenta ma ariva pe tutti”.

La storia di Stefano è diventata una produzione cinematografica diretta dal regista Alessio Cremonini. Sulla mia pelle è la ricostruzione oggettiva delle ultime ore del geometra romano, quelle che vanno dall’arresto per detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio al suo decesso nell’ospedale carcerario Sandro Pertini di Roma per via di un violento pestaggio. Del pestaggio in questione sono responsabili, sulla base dei documenti presentati dal pubblico ministero, agli appartenenti alle forze armate che lo avevano preso in custodia.

Nel processo Stefano Cucchi arriva una svolta ed Alessandro Borghi dice la sua

processo stefano cucchi

La svolta di questa mattina riguarda gli avvenimenti risalenti alla notte dell’arresto e che portarono, dopo una settimana, alla morte di Stefano Cucchi. Il carabiniere Francesco Tedesco, in un verbale, afferma che quel pestaggio c’è stato e ne racconta i dettagli. Oltre a confermare la ricostruzione dei fatti ha anche puntato il dito verso due suoi colleghi, i carabinieri Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo. Sotto inchiesta ci sono cinque carabinieri con le accuse che vanno dall’omicidio preterintenzionale, al falso, alla calunnia.

Se quest’oggi il silenzio pesa meno lo si deve ad un altro carabiniere grazie al quale il processo è stato riaperto, l’appuntato Riccardo Casamassima. E di conseguenza anche al carabiniere Francesco Tedesco che ha deciso di rivelare la verità. La giustizia è lenta, come dichiara Borghi, ma arriva per tutti.

 

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