Bruce Willis, la moglie dell’attore contro i media: “Titoli fuorvianti”

Emma Heming Willis, la moglie di Bruce Willis, afferma che le recenti notizie sulle condizioni di suo marito sono "l'esatto contrario" della verità

Emma Heming Willis, moglie della celebre star di Die Hard, Bruce Willis, ha espresso il suo disappunto riguardo alle voci e ai titoli fuorvianti riguardanti le condizioni del marito. Nel marzo 2022, la famiglia di Bruce Willis aveva annunciato il suo ritiro dalla recitazione a causa di un disturbo medico che si è poi rivelato essere una forma di demenza. Heming Willis ha condiviso un toccante post su Instagram, invitando i media a essere più accurati nei loro resoconti sulla situazione di suo marito e sulla loro vita familiare.

Emma Heming Willis, moglie di Bruce Willis, contro la stampa

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“Bruce Willis” by Gage Skidmore is marked with CC BY-SA 2.0. To view the terms, visit https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/?ref=openverse

“È domenica mattina e sono sconvolta”, ha dichiarato Heming. “Ho appena letto un titolo che riguardava la mia famiglia. Diceva che non c’era più gioia nella vita di mio marito. Questo è lontano dalla verità… Chiedo alla società e ai media di smettere di spaventare le persone con titoli ingannevoli.”

Heming ha sottolineato la necessità di combattere le rappresentazioni sbagliate dei media sulla salute di Bruce Willis, criticando il presupposto che la sua diagnosi avesse privato completamente di gioia e felicità. Ha invitato le persone a educarsi meglio sulle malattie neurocognitive e a mostrare più compassione verso coloro che ne sono affetti.

“Inizia un nuovo capitolo pieno d’amore, connessione, gioia e felicità”, ha continuato. “Vedo titoli e messaggi di disinformazione. Questo contribuisce all’ansia e alla depressione nella nostra società. Dobbiamo essere più consapevoli e responsabili nelle informazioni che diffondiamo.”

Con questa dichiarazione, Emma Heming Willis ha voluto diffondere un messaggio di comprensione e supporto per coloro che affrontano malattie neurocognitive, sfidando le narrazioni sbagliate e promuovendo una maggiore consapevolezza e compassione.

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