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Freaks Out: Gabriele Mainetti vorrebbe una versione estesa del suo nuovo film

Le dichiarazioni del regista alla Festa del Cinema di Roma

Arriverà nelle sale cinematografiche il prossimo 16 dicembre 2020 il nuovo film di Gabriele Mainetti, Freaks Out. Poco più di una settimana fa la 01 Distribution ha distribuito il trailer del secondo lungometraggio del regista romano; nel cast del film Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giorgio Tirabassi, Aurora Giovinazzo, Giancarlo Martini, Max Mazzotta e Franz Rogowski. Il regista di Lo chiamavano Jeeg Robot firma la scenografia insieme a Nicola Guaglianone, autore del soggetto. Nel corso della Festa del Cinema di Roma, Gabriele Mainetti ha dichiarato di voler far uscire, prima o poi, una versione estesa di Freaks Out, di circa tre ore di durata. Mainetti ha investito nella realizzazione del suo secondo lungometraggio gli incassi ottenuti dal suo fortunatissimo e pluripremiato film d’esordio del 2015.

Gabriele Mainetti parla di Freaks Out alla Festa del Cinema di Roma

Gabriele Mainetti è tornato alla Festa del Cinema di Roma dopo 5 anni e ha parlato del suo nuovo film nel corso di un incontro condotto dal direttore artistico Antonio Monda. Durante la masterclass il regista ha parlato dei film che ama di più; verso la fine, poi, sono stati mostrati i primi minuti di Freaks Out in anteprima. Sul red carpet Gabriele Mainetti ha poi manifestato il desiderio di far uscire una versione estesa di Freaks Out; vediamo insieme la dichiarazione qui sotto.

Non lo ritoccherò, ma una versione integrale di tre ore spero che prima o poi possa uscire. Mi hanno costretto a ridurlo a un tempo umano, che garantisse più proiezioni. A un certo punto bisogna dire basta: perché se a un regista gli tieni aperto un film, non lo chiude mai.

Diamo uno sguardo alla sinossi ufficiale del nuovo film di Gabriele Mainetti in uscita il 16 dicembre 2020.

Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono come fratelli quando il dramma della Seconda Guerra Mondiale travolge Roma. Siamo nel ’43, nel pieno del conflitto, e la città eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di fuga per tutti oltre oceano. I nostri quattro protagonisti sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto, senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede libero” in una città in guerra.

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