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Green Book continua a fare polemica a suon di tweet

Dopo giorni dalle premiazioni, c’è ancora chi cavalca la polemica del film di Peter Farrelly

GreenBook è uno dei film che ha ricevuto diverse nominati ai recenti Academy Awards. La regia è a cura di Peter Farrelly e i personaggi principali sono interpretati da Viggo Mortensen e Mahershala Ali. La pellicola racconta la storia vera di un noto pianista jazz afroamericano che, in vista di un tour nelle zone più a sud degli Stati Uniti, assume come autista Tony Lip, un italoamericano con tendenze razziste. Il loro viaggio porterà Tony a rivalutare i suoi principi e i due a costruire un rapporto di amicizia.

 

Green Book polemica

Green Book polemica

La pellicola è ancora al centro della tormenta dopo aver ricevuto il premio Oscar come miglior film nella notte di domenica 24 febbraio. Molti hanno avuto la percezione che la pellicola, che tocca un tema da sempre molto caldo negli Stati Uniti, dia una visione del problema razziale “da bianchi”. Come se questo non bastasse, a riscaldare ulteriormente l’atmosfera c’erano stati diversi episodi controversi. Tra questi, la parola “negro” scappata dalla bocca di Mortensen durante la promozione del film; o le dichiarazioni della bisnipote di Don Shirley, il pianista interpretato da Mahershala Ali, in cui viene negato che lui abbia mai voltato le spalle alla comunità afroamericana o si sia istruito in Europa.

L’ultima notizia scottante viene da un tweet della giornalista della NBC Jenny Miller, che condivide il contenuto di una mail inviatale da uno dei produttori di Green Book.

 

La Miller, nel novembre 2018, aveva scritto un articolo proprio sul film di Farrelly, in cui diceva “Green Book è un film sul razzismo fatto da bianchi per i bianchi”. Charles Wessler, uno dei produttori della pellicola, sembra non avesse gradito il commento e così non ha pensato due volte a contattare la diretta interessata. Il contenuto della comunicazione è ora sotto gli occhi di tutti, dato che la Miller ha deciso di pubblicare il tutto sul suo account Twitter. Nella mail del produttore leggiamo “La maggioranza degli afroamericani AMA questo film”. Non sembra pensarla allo stesso modo Spike Lee, che durante la premiazione ha voltato le spalle al palco in segno di protesta. Ci sarà presto una luce in fondo al tunnel per il film più discusso degli Academy Awards 2019?

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