Intervista a Elisabetta Pellini, al cinema con Dark Matter: “Ogni donna che interpreto mi aiuta a capire il mondo”

"Ho raccontato tante donne, tutte diverse tra di loro. Ogni volta che le racconto, scopro delle sfaccettature diverse del mondo", Elisabetta Pellini si racconta in occasione dell'uscita di Dark Matter

Elisabetta Pellini torna al cinema con Dark Matter, il thriller psicologico diretto da Stefano Odoardi. La pellicola racconta di Antonio, un affermato fisico la cui vita viene stravolta quando suo figlio Thomas appena undicenne, viene rapito. Da quel momento Antonio non solo dovrà cercare il figlio, ma anche sé stesso. Elisabetta Pellini interpreta minuziosamente una determinata giornalista che, attraverso il suo lavoro, aiuterà le indagini. L’attrice, da sempre, racconta le donne, con sensibilità e trasparenza. Nel corso della sua lunga carriera, con il suo lavoro, si fa portavoce degli infiniti mondi femminili, mostrando le luci e le ombre delle donne. Senza risparmiarsi mai, costruisce ogni ruolo, sperimentando e sfidando sé stessa

Intervista a Elisabetta Pellini, Flavia in Dark Matter di Stefano Odoardi

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Crediti: Ufficio Stampa

Benvenuta, Elisabetta. Ho da poco visto Dark Matter e in questa pellicola interpreti una giornalista che indaga su un caso di cronaca. Da giornalista, mi ha molto colpita il modo in cui Flavia si rapporta al padre del bambino scomparso.
In Dark Matter, viene raccontato un tipo di giornalismo che credo sia molto importante perché é un giornalismo che aiuta le indagini. Il mio personaggio, nel corso della storia, diventa un aiuto fondamentale più della polizia. Quando ti rapporti ad una persona che ha perso un figlio, non stai semplicemente facendo il tuo lavoro ma stai entrando in empatia con quel dolore. Flavia vuole trovare quel bambino, scomparso in modo così assurdo. Quando ho iniziato a girare questo film, mi sono documentata e ho scoperto che spariscono quasi 50 bambini, ogni giorno, in Italia. É un argomento che viene raccontato raramente e dovrebbe essere trattato di più. Dark Matter é un film dell’anima.

Credo che sia importante anche la scelta dei colori che avvolgono l’intera pellicola e trasmettono lo stato d’animo di ogni personaggio. I costumi dei personaggi, per esempio, hanno un grande impatto sul racconto.
Il regista ha scelto dei colori per ogni personaggio. Flavia indossava dei colori neutri come il bianco e il beige. Ogni colore trasmetteva uno stato d’animo, una posizione. Flavia doveva avere un colore neutro e mai appariscente perché era lì per fare il suo lavoro ed aiutare un padre. Ho trovato molto interessante anche la scelta di mostrare la borsa della giornalista con tremila cose all’interno e anche la sua agenda, in cui scrive tutti i suoi appunti. Il lavoro del mio personaggio era così minuzioso.

In una scena con il padre del bambino, Flavia decide di pagarsi da sola il caffè. Quella é una scena molto importante che racconta il tuo ruolo.
Assolutamente sì. Flavia é una donna indipendente che riesce a dire ad un uomo: “Il mio caffè lo pago io”. Ho molto apprezzato quel momento. Ho amato questo ruolo perché, nell’arco della storia, Flavia diventa un personaggio chiave.

Quanto é importante raccontare la verità non solo attraverso una storia ma anche attraverso i personaggi che hai la possibilità di interpretare?
Raccontare la verità in una storia di finzione é così importante. É un valore fondamentale poter dire la verità, bella o brutta che sia. Va sempre detta. In un film, é bello poter condividere la verità perché, poi, nella vita é sempre più difficile essere sinceri.

Nel corso della tua carriera, hai raccontato tante donne. Quanto ancora c’é da raccontare dell’universo femminile che manca nel Cinema?
Ho raccontato tante donne, tutte diverse tra di loro. Ho interpretato dalla dark lady alla suora missionaria fino alla giornalista. Tutte loro hanno un passato diverso ed ogni volta che le racconto, scopro delle sfaccettature diverse del mondo. Penso che ci sia ancora così tanto da raccontare sulle donne. Tutti i personaggi che, fino ad ora, ho interpretato sono diventate delle mie amiche. Alcune mi assomigliano, altre no eppure sono tutte una scoperta. Ti affezioni alle loro storie, fai pace con le loro vite, anche quando sono brutte. Ogni donna che ho interpretato mi ha aiutata a capire delle cose, ad avere uno sguardo diverso sulle persone.

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Crediti: Ufficio Stampa

Penso che sia importante raccontare anche le donne difficili.
Quando racconti delle donne, positive o negative, non devi giudicarle. Bisogna sempre cercare di capire il perché delle loro azioni e magari, anche aiutarle, riconoscerle. Ogni donna ha un passato. Anche la donna più angelica ha i suoi lati oscuri, le sue sofferenze. Viviamo in un mondo difficile, lo sta diventando sempre di più. Le donne dovrebbero essere raccontate di più nel Cinema. Infatti, sono molto felice di aver appena finito di girare un film dal titolo “Buio come il cuore”, perché all’interno della storia ci sono due ruoli femminili davvero importanti che vengono raccontati davvero bene nel rapporto di amicizia, di verità e non verità, di bugie.

Il tuo mestiere é composto da tante gioie ma anche di tante attese. Come vivi l’attesa nel tuo mestiere?
Voglio essere sincera, non vivo bene l’attesa nel mio mestiere. Esistono tante attese tra un provino e l’altro, é un continuo confronto. É l’elemento più complesso di questo lavoro. Molto spesso, l’attesa deve essere interrotta. Quando sei chiusa in casa, é difficile che le cose arrivino. In qualche modo, devi uscire, devi proporti, devi farti vedere. É importante saper aspettare ma é altrettanto importante saper intervenire se ci sono dei periodi di troppa pausa. Spesso, utilizzo l’attesa per poter studiare e guardarmi intorno. Osservo le persone perché da ogni persona, da ogni relazione che ha, da ogni comportamento che ha, riesci a capire tante cose. É fondamentale l’osservazione del mondo, non rimanere chiusi nelle proprie sofferenze. C’é così poco ascolto intorno a noi.

Cosa rappresenta, per te, la libertà?
La prima immagine che mi viene in mente é quella del mare. La libertà é come un mare agitato. Non é facile essere liberi. Il mare é qualcosa di sconfinato, bellissimo ma anche qualcosa di tanto pericoloso. Diventa qualcosa che devi conquistare, giorno dopo giorno. Non devi fartela togliere da nessuno, é qualcosa che appartiene soltanto a te. É molto facile che le persone e il contorno che hai, possano toglierti la libertà che hai conquistato. Ma devi conquistarla, deve essere una tua scelta, qualcosa che ti fa sentire bene, con i polmoni aperti. Grazie ad essa, ti senti forte.

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Crediti: Ufficio Stampa



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