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Due ragazzi si sono sfregiati il volto per assomigliare al Joker

L'episodio è avvenuto nel milanese, dove i due minorenni si sarebbero sfregiati il viso per assomigliare all'iconico villain di Batman

Una coppia di fidanzatini, composta da una 14enne e un ragazzo di poco meno di 18 anni, si sono presentati al pronto soccorso di Cernusco sul Naviglio – in provincia di Milano – con profondi tagli che dalle labbra si allungano sul viso. I due minorenni avrebbero inizialmente spiegato ai medici di essere stati “aggrediti per strada“; secondo quanto riportato dalle prime indagini dei carabinieri, però, i due si sarebbero inferti i tagli da soli, nel tentativo di ottenere un “sorriso” simile al Joker. Avrebbero inizialmente sostenuto la loro tesi con diversi particolari, che però non hanno convinto il medico di guardia che – insospettito – ha avvisato i carabinieri, incaricati di investigare sull’episodio. Interrogato dall’Arma, il ragazzo avrebbe confessato spiegando di aver voluto fare una prova “per verificare la soglia del dolore“.

Due minorenni si sono sfregiati il volto per assomigliare al Joker

L’episodio, riportata da un periodico locale, risale a lunedì scorso ma è ancora coperto in molti aspetti dal comprensibile riserbo delle indagini. Il primo ad impugnare la lama sarebbe stato il ragazzino, lei avrebbe accettato di farsi incidere le labbra per prima, per “sperimentare la soglia del dolore” e poi avrebbe dovuto fare lo stesso con lui, che infatti presenta delle ferite superficiali. Tutto per un folle gioco nato per avere il sorriso del Joker. Ma i due hanno deciso di interrompere il “gioco” perché sentivano troppo dolore. Da lì è scattata la corsa all’ospedale, dove è emerso che la ragazza è risultata essere la più grave e dovrà essere operata; il ragazzo invece è stato denunciato per lesioni personali e rischia la reclusione da 8 a 14 anni.

Elisa Balconi, sindaco di Cassina e psicoterapeuta, ha commentato la vicenda dicendo:

Quando ho saputo sono rimasta sconvolta. Questi adolescenti ci stanno dicendo qualcosa. Il Covid significa migliaia di morti e tanto dolore, ma anche sofferenza per i giovanissimi, strappati alla quotidianità e isolati in cameretta. Bisogna accendere i riflettori sulla loro situazione. La pandemia lascia eredità pesanti.

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