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La Mummia: da oggi su Netflix il film con Russel Crowe e Tom Cruise

Arriva oggi su Netflix il reboot del classico del 1932

Il mese di agosto è appena cominciato e già il catalogo di Netflix si arricchisce di nuovi titoli davvero attesi e che suscitano grande curiosità. Da oggi infatti, su Netflix è arrivato La Mummia, il reboot action horror con protagonisti Russel Crowe e Tom Cruise. Il film horror in questione ha debuttato nelle sale cinematografiche il 9 giugno del 2017; dietro la macchina da presa, il regista Alex Kurtzman.

La Mummia – disponibile da oggi 4 agosto su Netflix – è una nuova versione del film horror omonimo del 1932 diretto da Karl Freund e con protagonista Boris Karloff. Nel reboot del 2017, accanto a Tom Cruise e Russel Crowe, troviamo anche Sofia Boutella ed Annabelle Wallis. La prima è nota anche per aver preso parte ad Atomica bionda con Charlize Theron; Annabella Wallis, invece, ha recitato in Annabelle e Annabelle 2: Creation.

La Mummia: il reboot del film del 1932 disponibile su Netflix

Le riprese del reboot de La Mummia sono iniziate ad aprile del 2016 ad Oxford per concludersi in Namibia nell’agosto dello stesso anno. Il week end di apertura del film nella sale cinematografiche statunitensi ha registrato 32 milioni di dollari di incasso; questo a fronte di un budget di circa 125 milioni. L’aggregatore Rotten Tomatoes ha fatto totalizzare invece solo il 16% di recensioni positive al film con Russel Crowe e Tom Cruise. Gli analisti hanno stabilito che La Mummia ha fatto perdere alla Universal circa 95 milioni di dollari. Un bilancio, questo, decisamente poco positivo.

A seguito di questo dato, Alex Kurtzman – produttore del Dark Universe con Bride of Frankenstein e The Invisible Man – ha rilasciato la seguente dichiarazione riguardo il suddetto universo cinematografico.

La verità è che non lo so. Non ho ancora deciso, questa è la risposta più onesta che posso darvi. Penso che ogni film, in sé, sia diverso. L’unica cosa di cui sono sicuro è che i mostri della Universal sono ancora molto amati, dopo quasi cento anni dalla loro nascita. Quindi penso che anche gli americani li ameranno, occorre solo trovare gli ingredienti giusti.

 

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