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Mulan: il film è ora boicottato anche per motivi politici

Non si placano le polemiche su Mulan, oggetto di boicottaggio ora anche per diversi motivi politici

Non si placano le polemiche su Mulan – live action disponibile a pagamento su Disney+ – che ora è anche oggetto di boicottaggio per motivi politici. Tutto è iniziato dopo che Liu Yifei, attrice di Wuhan che interpreta proprio la protagonista della pellicola,  la scorsa estate si era schierata dalla parte della polizia cinese durante le rivolte scoppiate a Hong Kong nel 2019. L’attrice aveva dichiarato:

Sostengo la polizia di Hong Kong, ora potete picchiare anche me. Che disgrazia per Hong Kong!

Le parole di Liu Yifei hanno portato alla nascita di un movimento online che, con l’hastag di #BoycottMulan, ha preso piede soprattutto in Thailandia, Taiwan e nella stessa Hong Kong. Nelle ultime ore, si è aggiunta un’ulteriore polemica legata ai titoli di coda del film. Come ha fatto notare la scrittrice Jeanette Ng in un tweet lunedì scorso, nei credits di Mulan compare un “ringraziamento speciale” al Publicity Department of CPC Xinjiang Uyghur Autonomous Region Committee, ala della propaganda del Partito Comunista cinese nello Xianjang, dove si stima che oltre un milione di musulmani Uyghur siano stati inviati nei campi di rieducazione. Nei titoli di coda di Mulan si ringrazia anche l’Ufficio di Publica Sicurezza di Turpan, municipalità nello Xinjiang, sanzionato dagli Stati Uniti lo scorso ottobre per violazione dei diritti umani.

Mulan: il boicottaggio del film Disney per motivi politici

Come fa presente il giornalista del Washington Post Isaac Stone Fish sul suo profilo Twitter:

Cosa c’è di sbagliato nel ringraziare lo Xinjiang? Ebbene, più di un milione di musulmani nello Xinjiang, la maggior parte della minoranza uigura, sono stati imprigionati nei campi di concentramento. La Disney ha lavorato con le regioni in cui si sta verificando il genocidio e ha ringraziato i dipartimenti che stanno aiutando a realizzarlo. Per fare Mulan, la Disney ha lavorato con quattro dipartimenti di propaganda nella regione cinese dello Xinjiang, luogo di un genocidio contro i musulmani.

In seguito alle informazioni sui rapporti tra Disney e diversi enti governativi dello Xinjiang, il noto attivista di Hong Kong Joshua Wong – che già aveva chiesto di boicottare il film dopo le dichiarazioni di Liu Yifei – si è di nuovo schierato contro il film.

Vedendo Mulan, si è potenzialmente complici delle incarcerazioni di massa dei musulmani uiguri.

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