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New York New York: l’emozionante cortometraggio di Spike Lee dedicato alla Grande Mela

Il nuovo cortometraggio di Spike Lee dedicato a New York e ai suoi cittadini mentre affrontano la pandemia

Spike Lee ha pubblicato sui social il suo nuovo cortometraggio New York New York, dedicato alla Grande Mela e ai suoi cittadini, alle prese con la crisi pandemica. Nel corto si staglia una New York deserta, come mai vista prima. L’attento sguardo del regista di Atlanta, Georgia, ha catturato alcune immagini da brivido di una città che sembra essere stata abbandonata.

Sulle note dell’omonima canzone di Frank Sinatra, Spike Lee mostra alcuni luoghi culto della New York normalmente frenetica e affollata. Luoghi ora invece vuoti e spettrali, dalle stazioni della metropolitana ai teatri di Broadway, da Wall Street a Times Square. Non mancano le rirpese di stadi, arene sportive, ospedali, ambulanze e gente con la mascherina in fila per entrare al supermercato. Il corto dà soprattutto risalto ai lavoratori sanitari impegnati in questo momento decisamente difficile.

Spike Lee ha definito New York New York una lettera d’amore ai suoi abitanti, aggiungendo: “È doloroso quando non vedi nessuno in giro, ma non vorrei essere in nessun altro posto“. Il corto termina con una sequenza che mostra l’Empire State Building illuminato a intermittenza di rosso, che lo fanno sembrare un cuore che batte. Una vera e propria lettera d’amore alla sua città.

Nel corso della sua carriera, Spike Lee ha ricevuto 6 nomination e una vittoria agli Oscar per 4 Little Girls, documentario del 1997 che ripercorre l’uccisione di 4 bambine afroamericane in una chiesa di Birmigham a causa di un attentato del Ku Klux Klan. Ha vinto l’Oscar anche per la sceneggiatura di Fa la cosa giusta e nelle vesti di produttore e regista per BlacKkKlansman. Uno dei massimi esponenti della Blaxploitation, nel 2015 ha ricevuto il premio Oscar alla carriera. New York New York è solo l’ultimo lavoro di un regista eccentrico e sempre attento a catturare la situazione reale dell’America contemporanea

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