The Crown 5: quanta verità c’è dietro la nuova stagione della serie Netflix?

Proviamo ad analizzare alcuni fatti trattati dalla serie e scopriamo quanta verità si cela dietro di essi

The Crown 5 debutta oggi 9 novembre su Netflix dopo due anni dalla quarta stagione. La serie creata da Peter Morgan vede la vita e l’evoluzione della monarchia sotto la guida della Regina Elisabetta II intorno alla quale hanno ruotato delicate situazioni politiche e scandali che hanno coinvolto la Casa Reale. Fin dalla sua prima stagione – nel novembre 2016 – la serie si è immediatamente distinta per la qualità sia estetica che soprattutto contenutistica. Ad interpretare la Regina si sono susseguite nel corso degli anni tre attrici: Claire Foy, Olivia Colman e Imelda Staunton che debutta in questi nuovi episodi. Fin da subito la serie è stata alquanto divisiva nel pubblico e critica, trattando tematiche delicate e soprattutto fatti personali di una delle monarchie più chiacchierate dell’ultimo secolo. Come le altre la stagione cinque non si esimierà dalla cosa, ragion per la quale proviamo a distinguere quanta verità c’è negli episodi di The Crown 5 e quanto è frutto di un’operazione narrativa. 

The Crown 5.

The Crown 5, Left Bank Pictures, Sony Pictures Television

The Crown 5: tra realtà e finzione arriva la stagione più complessa 

Altra grande protagonista di The Crown 5 destinata dividere lo spazio con la stessa Elisabetta è ovviamente Diana. I primi anni del suo matrimonio con Carlo erano stati già affrontati nella scorsa stagione, evidenziando la sua disillusione nei confronti di quel mondo che le sembrava idilliaco. Inizia così il racconto dei suoi disturbi alimentari e la crisi aperta con Carlo per via del suo rapporto – mai interrotto – con Camilla Parker Bowels. Nella quinta stagione si riproduce fedelmente tutta la parte degli scoop di Diana, compresa la sua intervista al giornalista Andrew Morton, in cui riferiva della relazione extra coniugale del marito. Sembra poi rispecchiare anche la realtà il fatto che l’intervista shock rilasciata da Diana nel 1995 fosse in realtà frutto di una manipolazione:  era stata ingannata sul  fatto che i servizi segreti la stessero spiando. Strettamente legato a Diana c’è poi l’approfondimento sulla figura di Dodi Al Fayed, l’uomo con il quale inizierà una relazione e che rimarrà vittima con lei dell’incidente a Parigi del 1997. 

Rafforzata un po’ dalla vena narrativa che caratterizza la serie c’è ovviamente la descrizione della stessa Diana. Una donna  che fin dalla quarta stagione viene descritta come ingenua e fragile in un certo senso, ma non in maniera negativa. La serie ha puntato molto sulla presentazione di una giovane acqua e sapone apparentemente perfetta che è entrata in un mondo non adatto a lei, troppo pressante e troppo stretto all’interno del quale non avrebbe mai davvero trovato il suo posto. Ovviamente non avendola conosciuta le ricostruzioni sono solo ipotesi, ci sarà una parte di verità ma Diana è stata anche altro. Non mancheranno poi approfondimenti – che trovano riscontro storico – sul passato della famiglia reale e dei rapporti con altre potenze reali. Insomma The Crown 5 sembra nella maggior parte dei casi essere abbastanza fedele alla realtà e si pone esattamente su quella sottile linea tra fiction e documentario raccogliendo sicuramente qualche polemica ma altrettanti innegabili consensi. 

 
 
 
 
 
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