The O.C.: Mischa Barton ha svelato i motivi che l’hanno portata a lasciare la serie

Le parole dell'interprete di Marissa Cooper in un'intervista concessa a E! News

A 18 anni dalla conclusione di The O.C, Mischa Barton ha deciso di svelare i motivi che la portarono ad abbandonare la serie diventata cult e trasmessa in più di 50 paesi del mondo. L’attrice interpretava Marissa Cooper, personaggio che nel finale della terza stagione veniva fatto uccidere, causando un vero e proprio trauma televisivo. All’epoca della messa in onda, si era vociferato che fosse stata la stessa attrice a chiedere di uscire dalla serie, ma lei non ne aveva mai parlato direttamente fino ad oggi, in un’intervista concessa a E! News.

Mi sono sempre vergognata, in un certo senso, di parlare di ciò che era successo dietro le quinte, perché sono sempre stata una persona riservata e consapevole dei sentimenti delle altre persone. Adesso che viviamo in un’era dove parliamo delle nostre esperienze e le donne escono allo scoperto su cosa davvero accadeva dietro le quinte e come venivano trattate, è una cosa diversa.

The O.C: i motivi che hanno portato Mischa Barton ad abbandonare la serie

Mischa Barton spiega:

C’era una costante atmosfera di bullismo da parte di alcuni membri maschili del team che era davvero orribile. Ma, sai, ho anche adorato la serie e ho dovuto costruire i miei muri, trovare il mio modo per aggirare il problema e la fama che avevo conquistato. Dovendo affrontare questa incredibile invasione nella mia vita privata, mi sentivo molto indifesa, immagino che sia il modo migliore per dirlo.

A peggiorare la situazione, fu il ritmo sempre più intenso delle riprese che per lei divenne eccessivo. A quel punto, ricorda la Barton, i produttori le diedero due possibilità:

“Mi dissero ‘Vuoi mantenerti il lavoro veleggiando verso l’orizzonte con la possibilità di tornare in futuro in una situazione bizzarra o possiamo uccidere il tuo personaggio lasciandoti libera di fare ciò che vuoi della tua carriera?’ Ho pensato che andarmene fosse la cosa migliore per me e per la mia salute perché non mi sentivo protetta dai colleghi e dalla crew a quel punto. Triste pensare che non abbiamo trovato un modo migliore di risolvere la situazione, ma anche se è stato brutto dire addio agli altri mentirei se dicessi che andava tutto bene. Per me è stato un sollievo togliermi da quella situazione. Ero giovane, ma ero entusiasta di provare a fare anche cose nuove e inoltre non sapevo se sarei riuscita a continuare a gestire lo stress di quell’ambiente in cui mi trovavo”.

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