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Toronto Film Festival 2020: un film italiano in gara

Notturno di Gianfranco Rosi al Toronto Film Festival 2020

Notturno di Gianfranco Rosi sarà alla 45esima edizione del Toronto Film Festival, che si terrà dal 10 al 19 settembre. Per Rosi si tratta di un ritorno a Toronto dopo il suo precedente Fuocoammare. Ad aprire il festival sarà la versione cinematografica di American Utopia di David Byrne, diretta da Spike Lee. Tra i film più importanti in Concorso ci saranno:

  •  ‘Falling’ di Viggo Mortensen,
  • Fireball: Visitors from Darker Worlds’ di Werner Herzog,
  • One Night in Miami di Regina King
  • Nomadland‘ di Chloé Zhao
  • Ammonite di Francis Lee

Il direttore artistico Cameron Bailey ha spiegato:

Abbiamo cominciato a programmare la 45sima edizione come le altre volte ma a metà strada abbiamo dovuto ripensare a tutto. Il cartellone di quest’anno riflette questo tumulto.

La kermesse conta il 46% di film diretti da donne:

Siamo ad una svolta: le voci delle donne sono state sotto rappresentate troppo a lungo.

Toronto Film Festival 2020: un film italiano in gara

La pellicola è stata girata tra i confini fra Siria, Iraq, Kurdistan, Libano, nel corso di tre anni. Il regista ha raccontato:

Durante tre anni di viaggio in Medio Oriente ho incontrato le persone che vivono nelle zone di guerra. Ho voluto raccontare le storie, i personaggi, oltre il conflitto. Sono rimasto lontano dalla linea del fronte, ma sono andato laddove le persone tentano di ricucire le loro esistenze. Nei luoghi in cui ho filmato giunge l’eco della guerra, se ne sente la presenza opprimente, quel peso tanto gravoso da impedire di proiettarsi nel futuro. Ho cercato di raccontare la quotidianità di chi vive lungo il confine che separa la vita dall’inferno.

Il film di Rosi cerca di illustrare e dare voce al dramma umano, senza pensare ai vincoli e alle divisioni dettate dalle diversità geografiche o di altro genere. Il regista ha detto di aver voluto raccontare ciò che ha vissuto durante il viaggio in Medio Oriente, dove ha incontrato persone che vivono nelle zone di guerra. La sua intenzione è quella di raccontare gli uomini, le donne e i bambini oltre il conflitto, quella gente che tenta di ricostruire la propria esistenza.

 

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