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10×10: recensione del film thriller con Luke Evans

Recensione del film 10x10, il thriller da poco disponibile su Netflix

Da qualche giorno è disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix il film 10×10 (o Outfall), thriller claustrofobico per gli amanti del giallo ricco di suspence. Già dall’uscita il film si è reso interessante per diversi motivi, uno fra questi è la presenza di ben due titoli. Il film, diretto da Suzi Ewing, è un thriller dalla trama semplice, in apparenza, che però offre allo spettatore un’esperienza emotiva forte. La Ewing è brava innanzitutto nella scelta degli attori.

I protagonisti, infatti, sono Luke Evans, Robert Lewis nel film, e Kelly Reilly, nel film Chaty. I due attori, entrambi ben affermati nel panorama cinematografico, riescono a costruire una storia ricca di sfumature. Il film è caratterizzato da una progressione lenta, spesso accelerata da avvenimenti traumatici o violenti. Nonostante ciò, le ottime interpretazioni di Evans e Reilly permettono al film di essere avvolgente. Noi della redazione di FilmPost vi racconteremo il film e, prendendo spunto dal modus operandi della Ewing, vi accompagneremo nella sua analisi.

10×10 recensione: la trama

In una cittadina non definita dell’America, Chaty (Kelly Reilly) è una donna come un’altra; vende fiori per lavoro, fa colazione nei bar, fa yoga durante il suo tempo libero. La sua quotidianità, però, viene interrotta da una presenza inquietante: un uomo la segue. Uscita dalla palestra Chaty viene seguita e rapita da Robert (Luke Evans), che la porta in una villa fuori città e la rinchiude in una stanza insonorizzata da lui costruita. Robert tiene un comportamento ambiguo: dopo aver rinchiuso la donna nella stanza, infatti, cucinerà per lei, accende più volte il televisore per guardare dei video registrati e chiede più volte a Chaty quale sia il suo nome.

Nonostante Chaty risponda sempre allo stesso, Robert non sembra essere soddisfatto della risposta. La risposta a questa domanda è uno dei cardini della storia, una storia triste, piena di dolore e spesso accompagnata dalla violenza. I due protagonisti, infatti, avranno diversi scontri fisici nel corso del film, rischiando la morte diverse volte.
10x10 recensione

10×10 recensione: la narrazione

La narrazione, come dicevamo prima, è uno dei punti forti del film. La Ewing è brava a rafforzare tutto ciò che rende questo film un thriller con una narrazione lenta e progressiva. Questa progressione, tuttavia, riceve spesso una forte scossa rappresentata sotto forma di violenza. La lentezza della narrazione decade a favore di una scena dove i protagonisti hanno colluttazioni. Finita la scena violenta, si ritorna ad una narrazione piuttosto lenta, sempre caratterizzata dalla fantomatica domanda “come ti chiami?”.

Durante la narrazione vengono lasciati, anche se a piccole dosi, indizi che faranno storcere il naso allo spettatore. Con l’avanzare della narrazione, infatti, ci si imbatte in una inevitabile sensazione di confusione. Robert, nonostante il rapimento, sembra un uomo piuttosto emotivo, non è di certo un serial killer né un fanatico sessuale. Proprio perché il thriller ci ha abitutati a questo tipo di antagonista, questo film risulterà innovativo e particolare agli occhi di chi guarda.

10×10 recensione: criticità e punti forti

Nonostante l’ottimo lavoro di recitazione svolto dai due attori, il film presenta alcune criticità che, anche se sono piccolezze, appaiono nitide all’occhio di uno spettatore attento. Alcuni passaggi sono inspiegabili, uno dei più chiari è visibile nelle scene iniziali. Quando Robert rapisce Chaty, lo fa nel parcheggio della palestra, piuttosto trafficato. Il tizio che sale sulla macchina a fianco a Chaty, mentre è distesa per terra, come può non accorgersi della donna? Come è possibile che mentre Chaty urla nessuno riesce a sentirla? Nella ripresa immediatamente precedente vediamo un parcheggio trafficato, nella scena successiva sembra sia deserto. E ancora: quando Robert rapisce Chaty le mette il nastro sulla bocca e le lega le mani, perché nella scena in cui la tira fuori dal bagagliaio della macchina ha anche i piedi legati? Abbiamo visto chiaramente l’uomo che caricava la malcapitata nel bagagliaio della macchina per poi partire velocemente, perciò è come se una parte della scena fosse stata tagliata.

Piccolezze a parte, ci teniamo a sottolineare nuovamente la bravura dei due attori protagonisti. Non è cosa banale rendere un film di questo tipo così scorrevole. Luke Evans ha fatto un ottimo lavoro e si vede. Le personalità dei due attori, unite all’idea di Suzi Ewing hanno dato vita ad un binomio avvincente, nonostante il film non abbia avuto un ruolo da protagonista nelle discussioni della critica cinematografica.

10x10 recensione

10×10 recensione: analisi tecnica e conclusioni

Il film è accompagnato da una bella colonna sonora, infatti sarebbe interessante affrontare una visione con un audio potente. Da una parte aiuta la narrazione, dall’altra aumenta considerevolmente la suspence in diverse scene. Un altro aspetto davvero particolare è il primo piano. Il film è letteralmente cosparso di primi piani di Luke Evans, prima nei panni del feroce rapitore, poi nei panni del padre triste. Ogni primo piano, o quasi, ci racconta un Robert diverso, sempre più pieno di lividi e ferite. I dialoghi sono di fatto il cavallo di troia del film: attraverso dialoghi densi lo spettatore finisce col provare sensazioni simili a quelle dei protagonisti. Le parole, con lo scorrere del tempo, feriscono lo spettatore come le scene violente feriscono i protagonisti. Sono apprezzabili anche le riprese di alcune scene violente, nonostante ci siano momenti in cui la macchina è troppo “dinamica” rispetto alla situazione che vuole raccontare.

Nel complesso dunque 10×10 è ben realizzato: gli attori, specialmente Evans, si comportano benissimo e offrono allo spettatore un’esperienza emotiva forte. Si sono impegnati nella recitazione e in un film così ricco di dialoghi, lo spettatore lo percepisce. La colonna sonora è in linea con il genere del film, anche se consigliamo un bel paio di cuffie o delle casse di qualità per entrare al meglio nella storia e per gustarne l’economia. Abbiamo trovato qualche imprecisione dal punto di vista narrativo, ma la storia scorre bene. Forse ci sono giusto quei dieci minuti in meno utili a sistemare i problemi che vi abbiamo proposto, ma nulla di trascendentale.

10x10 (Outfall)

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Ottima interpretazione da parte dei due protagonisti
  • Storia interessante, ben costruita

Lati negativi

  • Mancano circa 10 minuti al film, utili per risolvere piccoli problemi

Voto Utenti: 2.7 ( 7 Voti)
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