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Alita – Angelo della battaglia: la recensione del film di Robert Rodriguez

Ecco la recensione di Alita, adattamento cinematografico dell’omonimo manga giapponese

Alita Angelo della battaglia recensione. Alita – Angelo della battaglia è il nuovo film diretto da Robert Rodriguez e sceneggiato (nonché prodotto) da James Cameron. Il film è la trasposizione cinematografica dell’omonimo manga scritto nel 1990 da Yukito Kishiro. In questo action movie cyberpunk veniamo catapultati in un mondo post-apocalittico dove cyborg e umani condividono insieme la loro quotidianità. In particolar modo seguiamo la storia di Alita, giovane ragazza cyborg. Insieme a lei proveremo a ricomporre i pezzi della sua vita, ricercando una verità che stenta a palesarsi, in una città dai mille pericoli.
Il cast di Alita – Angelo della battaglia vanta personalità illustri come Christoph Waltz, Mahershala Ali, Jennifer Connelly, Michelle Rodriguez, Eiza González e Rosa Salazar, la protagonista. Il film arriverà nelle sale cinematografiche statunitensi ed italiane a partire dal 14 Febbraio. In questa recensione vi parleremo delle nostre impressioni riguardo questo nuovo lavoro nato dal connubio tra Robert Rodriguez e James Cameron.

Alita Angelo della battaglia recensione – L’anima del cyborg

Alita – Angelo della battaglia ci proietta in una dimensione che ricorda molto un Blade Runner in chiave cameroniana, dove la giovane Alita incarna l’emblema dell’eroina outsider. Tutto ciò si traduce nel concreto in un’avventura a tratti al limite dell’epilessia, divertente e nella quale inseguimenti e lotte vengono rappresentati con un dinamismo travolgente.

Ciò avviene soprattutto grazie alla cura grafica sbalorditiva dietro questa pellicola. Lo stesso viso di Alita, con gli occhi più grandi del normale proprio per omaggiare l’omonimo manga, risulta umano, credibile e ricco di sentimento. Rosa Salazar in questo ha contribuito significativamente, donando anima e personalità alla giovane cyborg e dando prova di buone abilità recitative. Eccellente anche il resto del cast, con una sfilata di premi Oscar composta da Christoph Waltz, Jennifer Connelly e Mahershala Ali, quest’ultimo particolarmente ispirato nel dare ulteriore dimostrazione della sua versatilità.

Alita angelo della battaglia recensione

Alita Angelo della battaglia recensione – Rodriguez – Cameron, questione di chimica

Il connubio Cameron – Rodriguez nasce in modo piuttosto curioso. James Cameron venne a conoscenza subito del manga di Alita, scritto da Yukiyo Kishiro. Ciò che negli anni 90 però fermò il suo processo creativo fu la mancanza di tecnologie tali da rendere al meglio il mondo che lui aveva in serbo per il film. Successivamente però, con l’avvento della tecnologia adatta per realizzare il progetto, Cameron si ritrovò tuttavia rapito totalmente dalla realizzazione di Avatar. A questo punto, privo di tempo ma comunque volenteroso di vedere nascere Alita – Angelo della battaglia ad ogni costo, Cameron chiese l’aiuto del suo collega ed amico Robert Rodriguez affinché curasse la regia del film. Il regista pulp naturalmente accettò senza esitazione ed oggi possiamo finalmente vedere i frutti di questa alchimia tra i due cineasti.

La mano di Rodriguez è timida lungo la pellicola ma si percepisce, nonostante avesse potuto metterci molta più personalità. Allo stesso modo come si avverte durante la visione quel forte senso di colossal,  proprio dei film di Cameron. Il risultato è un connubio artistico curioso che genera un prodotto finale molto valido al livello visivo e narrativo.

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Alita Angelo della battaglia recensione – Conclusioni

Concludiamo la recensione con qualche osservazione. Robert Rodriguez con Alita si allontana un po’ dallo stile dei suoi film pulp di culto quali ad esempio Sin City o Dal tramonto all’alba. Piuttosto il Rodriguez che troviamo in Alita ricorda più quello di Spy Kids o Le avventure di Sharkboy e Lavagirl in 3-D. Alita – Angelo della battaglia è quindi impostato come un film tutto sommato per ragazzi (anche perché la violenza grafica presente è decisamente tollerabile, nulla di traumatizzante). Inoltre il finale della pellicola anticipa l’uscita di un sequel, lasciando presagire la probabile nascita di una saga, negli anni a venire. Il film è valido e divertente, probabilmente difetta nello sviluppo della trama, dato che vengono concentrate forse troppe cose in 2 ore di durata.

Ciò fa si che ci sia poco tempo per conoscere a fondo i numerosissimi personaggi secondari, che manchi uno sviluppo approfondito delle sottotrame e che si abbia l’impressione di un film che corre troppo veloce. Nonostante ciò, l’impatto visivo del film (soprattutto se visto in 3D) è notevole e la storia tutto sommato è molto avvincente.

Alita angelo della battaglia recensione

Alita - Angelo della battaglia

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Perizia grafica eccezionale
  • Molto dinamico e divertente

Lati negativi

  • Poco approfondimento delle sottotrame e dei personaggi secondari
  • Troppe informazioni concentrate tutte insieme

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