Arcane: recensione della serie Netflix ambientata nell’universo di League of Legends

Un'estetica steampunk, personaggi sfaccettati e una lotta tra due città fanno di Arcane una delle serie più belle dell'anno

Se i molteplici adattamenti, reboot e remake che popolano le sale e le piattaforme ci hanno insegnato qualcosa è che ci sono due modi per mettere in scena una storia già amata da milioni di persone. Si può restare fedeli all’opera originale, oppure plasmarla, inventando qualcosa di nuovo. Arcane, la nuova serie animata fantasy di Netflix di cui vi presentiamo la nostra recensione, fa entrambe le cose.
Nata dal fenomeno videoludico League of Legends (abbreviato in LoL) che, da più di dieci anni, espande il suo universo. Sia da un punto di vista narrativo – difatti il gioco conta più di 140 personaggi, ognuno con un character design ben delineato e un passato cucito addosso – sia analizzando il successo che ha e continua ad ottenere. Da LoL sono nati spin-off, libri, fumetti conquistando il mercato a livello globale.

E anche Arcane, ad appena un giorno dalla messa in onda del finale, sta riscuotendo il successo che merita. La serie, infatti, è stata già rinnovata per una seconda stagione.
La bellezza di Arcane è nella sua complessità. La serie non è macchinosa a causa delle decine di personaggi che popolano due mondi opposti, ma legati l’uno dall’altro. La complessità risiede nei molteplici livelli d’interpretazione che presenta.
I nove episodi sono suddivisi in tre capitoli, ognuno con la propria storia e che si affacciano ad un momento catartico per tutti i personaggi coinvolti. Perché di personaggi, e non di protagonisti si tratta. L’intreccio narrativo è la vera linfa vitale di Arcane, supportata da un’animazione curata in modo magistrale.

Indice

Piltover, la città del progresso – Arcane, la recensione

Piltover, detta anche la città del progresso, è la capitale della scienza e della tecnologia. Il luogo ideale per gli accademici e i commercianti, grazie alla sua posizione privilegiata. Affacciata sul porto, il suo punto di forza sono gli scambi commerciali e una rigida politica incentrata sullo sviluppo costante di accademici e sullo sviluppo economico. A non essere tollerati sono coloro che trasgrediscono le regole, come succede a Jayce a causa dei suoi esperimenti non consentiti da un gruppo di diplomatici che tiene le redini di Piltover.

Jayce è di umili origini. Figlio di un artigiano, ha saputo risollevare le sorti sue e di sua madre a seguito di un incontro fortuito. Un incontro che gli ha cambiato la vita sotto tutti gli aspetti, indirizzandolo verso la carriera di scienziato con ottimi risultati. Brillante e ambizioso, Jayce vuole usare le proprie conoscenze per far del bene. Migliorare le condizioni di vita delle persone è il suo solo obiettivo. Ad essere attratto dalle potenzialità dei suoi progetti ritenuti proibiti è Viktor. Costretto a spostarsi con l’aiuto di una stampella, Viktor è l’unico disposto ad aiutarlo. Piltover è una città frenetica, popolata più dagli agenti di polizia che dai suoi abitanti. Un rigore che si riflette nell’estetica della città stessa. Che attinge all’architettura europea, a citazioni del pittore e pubblicitario Mucha, a colori sabbiosi e ad una vastità che ne riflette la ricchezza e la potenza socio-culturale che Piltover nutre.

Zaun, la città dimenticata – Arcane, la recensione

C’è un sottointeso evidente quanto taciuto sul perché Jayce viene accettato ed acclamato, che non riguarda esclusivamente il suo impegno nell’innovazione. Il giovane scienziato appartiene ad una classe sociale alta, così come tutti gli abitanti di Piltover. Ma la povertà non è stata debellata, è stata solamente nascosta.
Sotto la capitale infatti si trova Zaun. Casa di centinaia di persone, reietti umani che nessun altro vuole accogliere né tantomeno aiutare. Un posto oscuro che non vede mai la luce del sole. Ravvivato solo da colori neon, murales e strutture steampunk. È qui che Vander porta Vi e Powder dopo che hanno perso i genitori. Vader è un gigante buono con un passato violento, che accoglie le due orfane adottandole come proprie figlie. Non solo gestisce il The Last Drop, ma si prende cura di chiunque abiti nei bassifondi cercando un punto di contatto con la polizia di Piltover.

Recensione Arcane

Arcane. Riot Games, Fortiche Production.

Vader non è ambizioso, non vuole comandare la città. Vuole solo una vita migliore per chi abita in quelle case squallide e dismesse. A voler tessere una fitta rete di potere è Silco. Creatore di una droga, lo Shimmer, che crea forte dipendenza ma dona anche dei poteri inauditi. È in questo contesto che Vi e Powder crescono, prendendo la via del taccheggio per cercare di racimolare più denaro possibile. Perché Zaun non è un posto facile. Imparare a tirare dei pugni e a scappare più veloce sono insegnamenti basici per i bambini cresciuti in quelle condizioni.

Un mosaico ben congegnato – Arcane, la recensione

Cecità ed ambizione da una parte, desiderio di rivalsa dall’altro. È questo a far da sfondo ad Arcane, una serie dalla grande coesione narrativa.
A rendere diversa questa opera è il perfetto equilibrio delle storie narrate. A differenza di molte altre serie tv, fantasy e non, che cercano di destreggiarsi tra vari personaggi, evidenziando una netta differenza tra protagonisti e personaggi secondari, Arcane dà voce a tutti. Un’operazione non semplice e che poteva facilmente finire per creare confusione.
Tutti i personaggi sono protagonisti. Ogni loro azione va a formare un mosaico che, inevitabilmente e inconsapevolmente, coinvolge ognuno di loro. I loro destini sono legati, già dalle prime scene. Non a caso, il primo capitolo formato dai primi tre episodi è dedicato alla lore di Vi e Powder. 

Sarà il loro passato – dalla morte dei genitori con cui la serie si apre alla sorte che attende le due sorelle – a sancire quello che sarà il futuro delle due ragazze. Ma anche di Zaun, della capitale e dei suoi negligenti abitanti. Il pregio maggiore della serie è quello di non alterare mai i temi e le narrazioni di cui vuole parlare. Non ci sono solo decine di personaggi e di ambientazioni, ma sono anche molte le sottotrame più nascoste. Arcane parla di malattie mentali, di traumi infantili e di come si riversano nella psiche di una persona adulta. Di come la scienza e la tecnologia debbano essere affidate alle persone giuste per non diventare armi. Di manipolazione e di giochi politici. Del potere che ha una società nell’abbandonare centinaia di persone girando la testa da un’altra parte, trattandoli come se fossero rifiuti da nascondere alla vista. 

Recensione Arcane

Arcane. Riot Games, Fortiche Production.

Ogni ingranaggio è al posto giusto 

Non è raro che sia la storia o i vari compartimenti tecnici che la compongono a prevalere l’uno sull’altro. Come se corressero su due linee parallele piuttosto che lavorare in sinergia per un risultato comune. Arcane è uno di quegli esempi in cui questo non succede. La sceneggiatura, la fotografia, il doppiaggio, il character design, le tecniche miste d’animazione utilizzate sono tutti a servizio della buona riuscita della serie. La rotondità dei personaggi, il numero cospicuo di volti utilizzati non è l’unica cosa a poter, se non ben dosata, risultare troppo. Arcane non è una serie minimalista. La sua grande potenza risiede proprio in questo. 

Si è vittime di un bombardamento costante di eventi, colori forti, tecniche impiegate sempre differenti, una moltitudine di ambientazioni sempre però ben riconoscibili. Eppure nulla risulta essere di troppo. Arrivati alla fine della visione non si pensa che i registi Pascal Charrue e Arnaud Delord avrebbero dovuto lavorare di sottrazione, essere meno espansivi e forse più accorti. Ogni cosa è al posto giusto. Indispensabile per creare un universo narrativo totalmente nuovo, ma con uno stile ben definito. La cifra stilistica di Arcane è netta. Accompagnata da una colonna sonora mai scontata – in cui primeggiano gli Imagine Dragons che ne hanno curato l’opening theme – e un doppiaggio che non poteva essere più in linea con i personaggi. Arcane è un mondo che vale la pena scoprire.


Arcane

Voto - 8.5

8.5

Lati positivi

  • L'intreccio di storie che unisce tutti i personaggi
  • L'estetica è al servizio della narrazione

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