Barbie: la recensione del film di Greta Gerwig

Barbie è finalmente al cinema: scritto e diretto da Greta Gerwig il film con protagonisti Margot Robbie e Ryan Gosling è una delle migliori commedie della stagione

Preceduto da grande dibattito e curiosità, che non hanno fatto altro che aumentare nel corso degli ultimi mesi, di pari passo con le aspettative, Barbie di Greta Gerwig arriva finalmente in sala a partire da giovedì 20 luglio. Autrice dalla spiccatissima indipendenza creativa, Greta Gerwig si cimenta per la prima volta con la direzione di un blockbuster costosissimo e rivolto a una fetta di pubblico enorme. Per Gerwig non si tratta del primo confronto con una major come Warner (basti pensare al suo Piccole Donne del 2019) ma questa volta la posta in gioco, esattamente come l’asticella dell’attesa, è ancora più alta. Questa volta c’è di mezzo Mattel e la bambola che ha fatto giocare e segnato l’infanzia di intere generazioni a partire dal 1959. Prendete dunque la bambola più iconica di sempre, un’autrice dalla voce personalissima, la presenza del colosso che quella bambola l’ha lanciata sul mercato e un cast trainato da due tra gli attori più richiesti e talentuosi del panorama contemporaneo: Margot Robbie e Ryan Gosling. Ed ecco che, se non si tratta del film dell’anno, poco ci manca.

Da oltre sessant’anni Barbie è stata oggetto di ogni genere di sguardo e opinione: da fulgido esempio che mostrava alla ragazzine di tutto il mondo che potevano essere chiunque volessero, a simbolo fatto giocattolo di stereotipi dannosi e standard impossibili. Nelle mani di Greta Gerwig Barbie si fa metafora di quanto sia difficile essere donna, di quanto possa essere spaventoso e sfidante il mondo reale e di quanto, ancora, sia dannoso e sfiancante inseguire un ideale di perfezione a tutti i costi. Il tutto rimanendo fieramente e schiettamente Barbie, nel bene e nel male. Margot Robbie e Ryan Gosling sono Barbie e Ken, circondati da un cast che dà vita a una varietà esplosiva di iterazioni delle due bambole composto, fra gli altri, da Kate McKinnon, Issa Rae, Emma Mackey, Hari Nef, Dua Lipa, Kingsley Ben-Adir, Ncuti Gatwa, Simu Liu e John Cena. Accanto a loro anche America Ferrera, Ariana Greenblatt e uno strepitoso Will Ferrell nei panni del CEO di Mattel.

barbie

LuckyChap Entertainment, Mattel Films, Heyday Films

Indice:

Alla scoperta del mondo reale – Barbie, la recensione

A Barbieland la Barbie Stereotipo di Margot Robbie vive, letteralmente ogni giorno, il miglior giorno della sua vita insieme a una moltitudine di altre Barbie, tutte impegnate e realizzate, in posizione di potere. Ci sono la Barbie presidentessa, la dottoressa, un premio Nobel per la fisica, una scrittrice di romanzi, perfino un giudice della Corte Suprema. E poi ci sono i Ken, che vivono per le attenzioni delle Barbie un gradino sotto nella scala gerarchica di Barbieland, a cominciare dal Ken di Ryan Gosling, la cui “specializzazione” è la Spiaggia. Quando un giorno Barbie Stereotipo rivela ad alta voce, nel corso di una festa pazzesca, di avere pensieri di morte, tutto precipita. Si ritrova con i piedi piatti, cade dal tetto della sua casa da sogno, nulla va più per il verso giusto e, come se non bastasse, si ritrova con la cellulite.

In cerca di risposte si rivolge a Barbie Stramba (Kate McKinnon) che, forte di un’esperienza di gioco un po’ troppo dura nel Mondo Reale, le rivela che il suo mondo perfetto le sta crollando addosso perché la bambina che sta giocando con lei ha pensieri negativi che la influenzano. La soluzione? Partire per il Mondo Reale, cercare la bambina in questione, sistemare le cose e ristabilire l’ordine prima di tornare a Barbieland. Ma quando Barbie parte alla volta della California accompagnata dall’innamoratissimo Ken Spiaggia scopre che il Mondo Reale è una sorta di distopia in cui nulla fila liscio come a Barbieland.

barbie trailer ryan gosling

Heyday Films, LuckyChap Entertainment, Mattel Films, Warner Bros.

What Was I Made For?

Quello di Greta Gerwig, scritto a quattro mani insieme al marito Noah Baumbach, è un film ambizioso in cui la storia della bambola più iconica di sempre, servita su un piatto d’argento per uso e consumo di un pubblico nostalgico tanto quanto per la Gen Z, diventa commedia brillante e satira ad ampio spettro, smarcandosi sin dalle prime battute dal pericolo di essere smaccatamente (e solo) commerciale. Un film che, senza ombra di dubbio, con un’altra direzione e un diverso approccio non avrebbe funzionato in maniera altrettanto impeccabile. Nelle mani di Gerwig e Baumbach la storia diventa occasione per una riflessione su cosa significhi essere donna, nonché sulle difficoltà e le lotte quotidiane che questo porta con sé. Una riflessione portata avanti attraverso la brillantissima discettazione sul patriarcato affidata, quasi per intero, alla figura dell’irresistibile Ken di Ryan Gosling: un vero e proprio paradosso rapportato alla candida e sincera utopia di Barbieland.

Una riflessione che acquisisce ancor più significato nel bel monologo di America Ferrera, che trova la sua sublimazione ultima nell’utilizzo impeccabile della splendida What Was I Made For? di Billie Eilish. Gerwig e Baumbach riescono a pieno nell’intento di veicolare il cuore profondo e il messaggio della storia attraverso una scrittura che brilla per acume e arguzia e che non risparmia stoccate a Hollywood, alla Mattel (nella figura del CEO interpretato da uno strepitoso Will Ferrell), a tutte le nostre contraddizioni. Attraverso la figura di Barbie, quintessenza del giocattolo e della fantasia del possibile, il film di Greta Gerwig porta in scena, con il linguaggio e i luoghi delle migliori commedie, un discorso che più concreto non si può. Ed è con vera maestria che Greta Gerwig riesce a rendere reale e credibile la dimensione irreale di Barbieland, forte anche di un lavoro sublime nel reparto scenografia e costumi.

Margot Robbie è una Barbie perfetta, ma è Ryan Gosling la stella del film

Barbie è una satira brillante, intelligente e consapevolmente “scaltra”. È una commedia che sa giocarsi le sue carte in maniera pressoché perfetta, forte di un’estetica e di un cuore surrealista intriso di citazioni e riferimenti cinefili. Le battute funzionano, l’insistenza arguta sull’elemento del ridicolo fa altrettanto, anche se, soprattutto dal secondo atto in poi, il film soffre di una certa ripetitività e di un’ipertrofia che fa avvertire un po’ di stanchezza alla luce delle quasi due ore di durata. Margot Robbie, la Barbie Stereotipo archetipo della bambola Mattel, è semplicemente perfetta nel ruolo principale. Robbie racchiude e restituisce la quintessenza dell’iconica bambola, caricando la sua prova di una forza incredibile mentre la vediamo diventare umana.

Genuinamente divertente nei molti momenti comici del film, l’attrice australiana conferma di avere una gamma interpretativa pressoché sconfinata quando si tratta di sfoderare il talento drammatico e scavare nelle corde dell’introspezione. E se Margot Robbie è una Barbie perfetta, è Ryan Gosling la vera stella del film. Forte di un grandissimo spazio e di una presenza determinante a livello narrativo, Gosling ruba letteralmente la scena ogni qual volta è inquadrato. Una Kenergy irresistibile, una scelta di casting impeccabile. Barbie è un film che conferma come Greta Gerwig sia una delle voci contemporanee da ascoltare, che coniuga la sua anima commerciale con una vena autoriale pronunciata e riconoscibile. Un’operazione riuscitissima su tutti i fronti, che centra l’obiettivo superando le aspettative entrando di diritto come una delle migliori commedie della stagione cinematografica. Da non perdere. Al cinema dal 20 luglio (qui il trailer).

barbie recensione

Heyday Films, LuckyChap Entertainment, Mattel Films, Warner Bros.

 

Barbie

Voto - 8

8

Lati positivi

  • Barbie è una satira intelligente, divertente e profonda: una delle migliori commedie dell'anno
  • La regia di Greta Gerwig, le interpretazioni del cast nel suo insieme (Ryan Gosling è una rivelazione continua), i costumi e le scenografie strepitose

Lati negativi

  • Una certa ripetitività nel secondo atto fa avvertire un po' di stanchezza

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