Chernobyl 1986: recensione del film russo disponibile su Netflix

Dal 21 luglio su Netflix, la "risposta" russa alla miniserie HBO di Craig Mazin

“Il 26 aprile 1986 esplose il quarto reattore della centrale nucleare di Chernobyl, causando la più grande catastrofe tecnologica nella storia dell’umanità. Questo film è ispirato a eventi reali. Gli eroi di questa storia e il loro destino sono frutto di fantasia”. Con questa didascalia a schermo si apre Chernobyl 1986, di cui vi proponiamo la nostra recensione. Diretto da Danila Kozlovsky, esce in Russia lo scorso 15 aprile ed è disponibile in Italia su Netflix dal 21 luglio. Attualmente è ancora saldo al primo posto nella classifica dei più visti sulla piattaforma. Il pensiero corre inevitabilmente all’acclamata miniserie HBO di Craig Mazin, di cui Chernobyl 1986 rappresenta una sorta di “risposta” russa.

Ha poco senso formulare paragoni tra un titolo e l’altro, tuttavia non mancano elementi simili che sembrano far cenno alla pluripremiata miniserie diretta da Johan Renck. In Chernobyl 1986, Kozlovsky veste anche i panni dell’eroe protagonista, il pompiere Alexey Karpushin. Accanto a lui anche Oksana Akinshina, Filipp Avdeev, Nikolay Kozak, Samvel Tadevosian e Nikolay Samsonov. Il film, che supera le due ore di minutaggio, segue le vicende e le azioni eroiche del suo protagonista, concentrando l’attenzione sulla dimensione personale e privata della tragedia. In questo, Chernobyl 1986 ha l’andamento e la struttura del classico blockbuster action all’americana che celebra il coraggio del suo protagonista, storicamente maschile. Vediamo nella nostra recensione se Chernobyl 1986 è un titolo cui valga la pensa dare una possibilità, valutandone pregi e difetti.

Indice:

La trama – Chernobyl 1986, la recensione

Come accennato in apertura della nostra recensione, Chernobyl 1986 prende le mosse da quello che, a tutt’oggi, è il più grave incidente della storia del nucleare civile. Protagonista assoluto della vicenda è il pompiere Alexey Karpushin, fresco di congedo e pronto per trasferirsi da Pripyat a Kiev per iniziare una nuova vita. Vorrebbe portare con sé Olya, una giovane parrucchiera con cui ha avuto una storia dieci anni prima e che ha appena ritrovato per caso. La donna gli ha nascosto di avere avuto da lui un figlio, Lyosha. Alla luce dei loro trascorsi, Olya si fida poco di Alexey e non si sente pronta a cambiar vita in maniera così radicale.

L’esplosione del quarto reattore, la notte del 26 aprile, travolge tragicamente il destino di tutti e in primis quello di Alexey, che rientra in servizio insieme alla sua squadra. Le conseguenze dell’incidente non coinvolgono solo i dintorni della centrale. Il pericolo va ben oltre i confini di Pripyat, in una corsa contro il tempo che minaccia Kiev, Mosca e l’intera Europa. Alexey diventa uno dei cosiddetti liquidatori – i primi ad accorrere sulla scena – e si offre volontario per scendere nei corridoi allagati di acqua bollente della centrale e drenare l’acqua contaminata sotto il reattore. La vicenda pubblica si mescola al dramma privato. Il figlio di Olya e Alexey ha assistito all’esplosione del reattore e, in gravi condizioni, necessita di cure urgenti per le radiazioni. Lo spirito di sacrificio e il coraggio di Alexey saranno determinanti su entrambi i fronti.

chernobyl 1986 recensione

Chernobyl 1986. Central Partnership

Eroismo di maniera e poca sostanza – Chernobyl 1986, la recensione

Chernobyl 1986 è prima di tutto la parabola di un eroe, liberamente ispirata a quella vera del pompiere sopravvissuto Nikolai Chebushev, oggi settantunenne. Alexey spicca nel gruppo dei cosiddetti liquidatori, le prime forze schierate in campo per fronteggiare il disastro. Attraverso la figura del protagonista, Chernobyl 1986 intenderebbe rendere omaggio alla memoria di quanti hanno rischiato, e spesso perso, la vita per intervenire nelle prime fasi dopo l’esplosione del reattore. L’intento si percepisce, ma come molti altri aspetti del film, rimane in superficie, macchiato altresì di una certa retorica. Il primo film russo sul disastro di Chernobyl risulta quindi viziato dai peggiori difetti di certo cinema patriottico americano.

Uno dei problemi principali del film di Kozlovsky risiede, però, nella quasi totale mancanza di oggettività sulla vicenda. Non si fa cenno alle responsabilità dei vertici politici, ai tentativi di insabbiamento, alla superficialità con cui le autorità hanno minimizzato sui rischi per la salute dei liquidatori e non solo. Alexey è un eroe “da manuale”, la cui figura è tratteggiata con troppa poca profondità; gli altri personaggi sono motore per l’azione e poco più. Chernobyl 1986, paradossalmente, potrebbe fare a meno del dramma storico alla base e stare in piedi lo stesso. L’analisi e la ricostruzione veritiera dei fatti storici sono pressoché assenti; l’eroismo è troppo di maniera e la visione d’insieme viziata da eccessiva parzialità. Il disastro di Chernobyl è poco più che contesto per portare in scena una storia che, raccontata così, lascia il tempo che trova e una generale impressione di delusione.

Un film dall’andamento troppo discontinuo

Chernobyl 1986 soffre anche per una regia non sempre all’altezza e un andamento troppo discontinuo. L’inizio, tutto focalizzato sulla storyline romantica fra Alexey e Olya, risente di un’eccessiva lentezza nel ritmo narrativo. Il film quindi fatica ad ingranare, ancor più alla luce del fatto che la caratterizzazione dei protagonisti è scarna e appena accennata. Ritmo e tensione aumentano dopo l’esplosione del reattore e l’intervento delle prime linee sul luogo del disastro; in questo senso aiuta la scelta della camera a mano, che trascina e cattura l’attenzione di chi guarda. Quando l’azione si sposta in ospedale, coi soccorsi ai vigili del fuoco intervenuti per primi, la mente corre alla miniserie Chernobyl e le somiglianze, in questo particolare aspetto, non mancano.

Nella seconda parte del film regia, montaggio e messa in scena faticano a restituire l’urgenza di una corsa disperata contro il tempo. Nei momenti più drammatici – i tentativi di drenare l’acqua sotto al reattore, ad esempio – manca la percezione del pericolo, della paura, del dolore e delle condizioni estreme. Solo i dialoghi fra i protagonisti, e non sempre in modo efficace, sopperiscono a questa mancanza, ma non è abbastanza. E ancora una volta l’incidente alla centrale che ha segnato la storia è poco più che il contesto per raccontare una storia di eroismo e sacrificio personale generica e infarcita di cliché.

chernobyl 1986 recensione

Chernobyl 1986. Central Partnership

Pregi e difetti: conclusioni – Chernobyl 1986, la recensione

In apertura della nostra recensione di Chernobyl 1986 abbiamo accennato al fatto che il film, al momento in cui scriviamo, sia saldo al primo posto della classifica dei più visti su Netflix. I risultati sembrano dunque premiare un film che, anche in patria, ha ricevuto un’accoglienza tiepida e giudizi non sempre lusinghieri da parte della critica specializzata. Chernobyl 1986 non sembra avere il focus nel fatto storico che dà il titolo alla pellicola; il disastro del quarto reattore, con tutte le terribili conseguenze, passa più volte in secondo piano. Al punto che le gesta di Alexey non stonerebbero in un qualunque altro tipo di film d’azione o qualsivoglia disaster movie in stile hollywoodiano.

Arrivati alla conclusione della nostra recensione di Chernobyl 1986, sarà chiaro come la “risposta russa” alla miniserie HBO sia un film di cui non si sentiva la mancanza. Il film di Kozlovsky ha troppi difetti di scrittura, messa in scena e visione d’insieme per riuscire a convincere, oltre che una macroscopica mancanza della benché minima (e necessaria) oggettività. Nel suo essere una generica storia di coraggio e spirito di sacrificio, probabilmente, Chernobyl 1986 potrà continuare a raggiungere ampie fette di pubblico. Altrettanto probabilmente, però, si lascerà dimenticare, rimanendo poco più di un film mediocre “liberamente ispirato ad eventi reali”.

 

 

 

Chernobyl 1986

Voto - 4.5

4.5

Lati positivi

  • La camera a mano nelle sequenze dei primi soccorsi e nei momenti più concitati aiuta a creare e sostenere un generale senso di tensione

Lati negativi

  • Il disastro di Chernobyl appare in più occasioni come un semplice contesto, di cui paradossalmente il film potrebbe fare a meno per andare avanti nella narrazione
  • La mancanza quasi totale di oggettività sui fatti e il ritratto poco approfondito di un eroe generico e di maniera

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