Cyrano: recensione del musical di Joe Wright con Peter Dinklage – Roma FF16

La famosa commedia teatrale diventa un film con protagonista Peter Dinklage e diretto dal londinese Joe Wright

Dal dramma teatrale in cinque atti di Edmond Rostand (1897) al musical off-Broadway nel 2018 fino al grande schermo con Joe Wright nel 2021. Questa è l’evoluzione di Cyrano che in un arco temporale di oltre cento anni si evolve e trasforma in un film dal sapore tutt’altro che hollywoodiano. Non si tratta della sua prima trasposizione cinematografica, e sicuramente neanche dell’ultima. Il Cyrano di Joe Wright, di cui proponiamo la nostra recensione, riprende il testo originale dello scritto di Rostmand riadattando qua e là alcuni aspetti della vicenda. Partiamo dunque proprio dal protagonista, Cyrano, formidabile spadaccino con una lingua tagliente almeno quanto il filo della sua spada. Bizzarro, irruento, litigioso, altezzoso, intelligente e soprattutto un vero e proprio poeta.

Il suo unico difetto? L’aspetto fisico. Ma mentre nell’opera teatrale originale si fa riferimento ad un naso estremamente lungo, nel film diretto dal regista londinese il problema è la statura: innaturalmente bassa. Oltre all’altezza c’è anche una deformità vera e propria dell’aspetto, cosa che gli vale anche l’appellativo di “freak” in una delle scene iniziali. L’attore che è stato scelto per interpretare il Cyrano di Joe Wright è un artista che ha fatto della sua fisicità uno dei punti di forza della sua recitazione. Stiamo parlando di Peter Dinklage che proprio in questo ruolo ritrova quell’astuzia ed ironia che caratterizzavano quel suo machiavellico Tyrion Lannister in Games of Thrones. Non a caso Dinklage era il protagonista anche del musical di Erica Schmidt del 2018 da cui è tratto questo film. Se siete curiosi di conoscere il nostro parere su Cyrano di Joe Wright proseguite con la lettura della recensione.

Indice:

Cyrano, la recensione – La trama

Senza troppo discostarsi dallo sceneggiato originale, seppure con qualche variazione, la trama di Cyrano di Joe Wright ricalca il manoscritto in cinque atti di Edmond Rostand. Ma a voler essere più precisi il film, come dicevamo in apertura, è il riadattamento cinematografico dell’omonimo musical del 2018. Peter Dinklage sempre protagonista, essenzialmente il fulcro di tutto. Cyrano è uno spadaccino formidabile dal carattere scontroso ed irruento. Oltre che per la sua destrezza con la spada, la sua ironia, schiettezza e sfrontataggine è conosciuto da tutti anche per le sue straordinarie doti da poeta. L’unico suo difetto è l’altezza, ma più in generale il suo aspetto esteriore. Proprio questo lo blocca dal dichiarare apertamente il suo amore alla bella Rosanna, a sua volta promessa al potente di turno, il conte De Guiche, secondo solo al re per potenza ed importanza. O almeno, questo è quello che si narra.

Le cose si complicano ulteriormente quando Rossana confida a Cyrano di essersi follemente innamorata a prima vista di un semplice cadetto, tal Cristiano De Neuvillette. Quest’ultimo ricambia il sentimento ma a differenza delle sue sembianze ciò che lo tradisce è invece l’uso della lingua. Cyrano decide allora di dettare al suo nuovo amico le lettere dirette a Rossana. Apparentemente vuole aiutare Cristiano ma in realtà il suo è un bisogno nascosto di rivelare il suo amore a Rossana, anche se tramite un’altra persona. La situazione precipita però con l’arrivo della guerra che obbliga i due a combattere al fronte come da volere del loro signore, il conte De Guiche, appena diventato colonnello.

Cyrano, la recensione – Analisi in breve

Non sempre è facile portare un dramma della caratura del Cyrano de Bergerac su grande schermo. Riadattando il musical e prendendosi qualche piccola licenza narrativa, Joe Wright riesce a trovare la via giusta. Così come nel musical, la mossa vincente è stata nella scelta del protagonista, ovvero Peter Dinklage. In primis perché è un attore di grandi qualità in grado di mangiarsi letteralmente la scena. In secondo luogo è quella piccola variazione che porta una ventata di freschezza ad un testo ormai noto e ripetuto in tutte le salse. Per non parlare del fatto che Cyrano, con la sua saccente arguzia e lingua tagliente, ci ricorda non poco quel Tyrion Lannister che Peter Dinklage interpretava magistralmente in Games Of Thrones. Una formula già testata quindi, un qualcosa di vincente che si addice proprio ad un attore come lui.

Cyrano recensione

Cyrano. Metro-Goldwyn-Mayer, Bron Creative, Working Title Films

Abbiamo di fronte niente meno che il paradigma dell’uomo di brutte sembianze ma con gran talento nella spada e nell’uso della parola. Perfetto per mettere in scena il Cyrano de Bergerac. Sebbene le oltre due ore di girato risultino un pochino indigeste nella parte finale, il film ha un buon ritmo. La storia si compone di momenti divertenti, commoventi, drammatici e di tensione. Un po’ tutto quello che serve per far funzionare bene un film senza annoiare il pubblico. Forse qualche altro grande nome nel cast avrebbe migliorato ulteriormente la situazione, portando in scena qualche volto in grado di catturare meglio la scena. Sì, perché Peter Dinklage la fa proprio da padrone a differenza invece degli altri personaggi.

Cyrano, la recensione – Aspetti tecnici

Come accennato poco sopra nella nostra recensione, l’aspetto che più ci ha entusiasmato di Cyrano è l’interpretazione, nonché le abilità canore, di Peter Dinklage. Ma affinché tutta la giostra funzioni non potevano essere da meno gli aspetti tecnici del film. Stiamo parlando essenzialmente di tutti quegli elementi che messi insieme riescono a riprodurre quelle atmosfere da musical made in Broadway. Perché l’anima portante della pellicola di Joe Wright è essenzialmente un musical basato su un testo di un dramma teatrale in cinque atti. Fondamentale in tal senso l’accuratezza delle ricostruzioni scenografiche ben particolareggiate ed immersive così come anche i costumi, la scelta delle cromie dominanti nelle varie scene.

Il ruolo della regia diventa particolarmente importante in alcune di quelle sequenze cantate con coreografie più complesse, dove non c’è staticità dei personaggi ma una dinamicità intrinseca della scena: che sia un duello di spada con scambio di battute o una stanza con svolazzanti veli in aria, o anche semplicemente il risveglio mattutino di un forno. Soprattutto in queste sequenze la musica lega particolarmente bene con le immagini, rendendo il tutto più armonioso e naturale. Il poter montare le immagini di una stessa scena ripresa da più angolazioni è un qualcosa che può dare solo il cinema ed è l’aspetto che più lo differenzia dal teatro, specie nelle scene cantate o di azione.

“Al fin della licenza io tocco”: le nostre conclusioni

Veniamo dunque al termine della nostra recensione di Cyrano diretto da Joe Wright con Peter Dinklage. Siamo di fronte essenzialmente ad un film ispirato a sua volta ad un musical teatrale del 2018. Una storia che bene o male conosciamo perché tratta da un manoscritto storico ma che presenta qualche variazione rispetto al testo originale. Joe Wright si prende la licenza poetica di rappresentare il suo Cyrano (così come era nel musical) come basso e deforme, senza il famoso naso lungo del dramma originale. Oltre a dare una piccola variazione alla vicenda questo gli ha permesso di inserire nel cast quella che è stata poi la scelta vincente del film: Peter Dinklage, attore straordinario in continua ascesa da quel GOT che lo ha lanciato.

Sebbene nella parte finale si avverta la sensazione che effettivamente il film potesse essere chiuso prima, possiamo dire che, complessivamente, siamo stati molto colpiti dal lavoro svolto. La commistione di generi della storia si fonde particolarmente bene tra momenti divertenti, drammatici o puramente romantici con un unico filo conduttore: le musiche. È una storia sull’amore, sull’amicizia, sul voler essere, sul concetto di uomo ideale, sull’apparire, e il film di Joe Wright riesce ad affrontarle tutte quante. Concludiamo questa nostra recensione di Cyrano confermando che questa rivisitazione di un classico ci ha lasciato molte impressioni positive. Un film/musical godibile e scorrevole che data l’imponenza delle scenografie ed il comparto sonoro andrebbe rigorosamente visto al cinema, perché quello è il suo vero posto.

 

Cyrano

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Scenografia, musiche e costumi
  • L'interpretazione di Peter Dinklage

Lati negativi

  • Inizia ad annoiare nella parte finale

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