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È per il tuo bene: recensione del film disponibile su Amazon Prime

Tre padri in crisi e un grande cast nella commedia diretta da Rolando Ravello

Inizia e finisce con un matrimonio. Il primo è quello che ci si aspetta, il secondo è figlio dei tempi che cambiano e (finalmente) abbracciano la modernità. È per il tuo bene, di cui vi proponiamo la recensione, è una commedia corale sull’incapacità di tre padri nell’accettare i partner delle figlie. Il film, diretto da Rolando Ravello, è un remake del fortunato film spagnolo Es por tu bien del 2017, del regista Carlos Therón e con protagonista Javier Cámara (The Young Pope, Narcos); la pellicola, che analizzeremo nella recensione che segue, è disponibile in questi giorni sulla piattaforma streaming Amazon Prime. Nel cast spiccano per simpatia il napoletano Salemme e un esilarante Battiston, che insieme a Claudia Pandolfi riescono a costruire una coppia davvero spassosa.

Il film è stato preceduto da una polemica che vedeva, anzi non vedeva, sulla locandina definita” sessista” i nomi delle protagoniste. L’accesa polemica è stata poi spenta dalla Medusa che ha giustificato l’accaduto come una svista da parte dei produttori. Commedia brillante e certamente godibile, la pellicola fatica a imprimersi nella memoria a breve termine dello spettatore; il film tenta, ma solo nei minuti finali, di aprirsi ad una riflessione sul significato di vera felicità per le proprie figlie e la difficoltà dei padri di lasciarle andare. A metà strada tra una brillante commedia degli equivoci che mette in scena situazioni e gag estreme, e la commedia nostrana che riflette vizi e virtù dell’italiano medio, ecco la nostra recensione di È per il tuo bene (nella quale potreste trovare qualche piccolo spoiler).

Indice:

La trama− È per il tuo bene, la recensione

Arturo (Marco Giallini) un avvocato di un noto studio legale, sta per accompagnare l’adorata figlia Valentina (Matilde Gioli) all’altare, quando una ragazza interrompe la cerimonia. La sposa in abito bianco scappa insieme ad Alexia (Lorena Cesarini), davanti agli occhi attoniti del padre. Per Arturo e la moglie Isabella (Isabella Ferrarri), si apriranno le porte ad una verità sconvolgente ma, che in realtà, metterà in crisi più lui che lei. Anche per l’amico e cognato Sergio (Giuseppe Battiston) le cose non si mettono meglio. Sara (Alice Ferri), la figlia ventenne avuta dal matrimonio con Alice (Claudia Pandolfi), intraprenderà una relazione tenuta all’oscuro da tempo con un ultra quarantenne orgogliosamente donnaiolo; l’uomo è un fotografo di nudi e dall’animo bohémien.

Antonio (Vincenzo Salemme), infine, dovrà vedersela con un futuro trapper (il cantante Biondo, incredibilmente bravo al suo esordio da attore); il ragazzo di certo non è ben visto accanto all’adorata figlia adolescente Marta (Eleonora Trezza) neanche dalla madre Paola (Valentina Lodovini). I tre padri faranno un patto che prevedrà il sabotaggio prima goffo, poi cinico e infine spietato per allontanare le figlie dai rispettivi partner. Si aprono dunque scenari con investigatori privati, escort, spacciatori, corruzioni, fotoritocchi malfatti per simulare un finto tradimento, un finto furto, un finto (vero) amore dei tanto odiati partner.

Amore di papà – È per il tuo bene, la recensione

Le scelte amorose delle figlie metteranno in discussione tre padri che, mossi dalla convinzione di fare solo del bene per le proprie “bambine”, finiranno per deluderle, metterle in imbarazzo e infine renderle evidentemente infelici. Nonostante l’evidente cinismo però, il film a un certo punto cambia registro, (come nel galateo previsto dalla commedia). Con una corsa finale per sistemare il tutto, i padri capiranno che la felicità dei propri figli, seppur non corrispondente  a quella dei genitori, è di certo l’unica felicità possibile?

È per il tuo bene recensione
È per il tuo bene, Minerva Film, Picomedia

Se le figlie preferiscono i papà, di certo i papà di È per il tuo bene non preferiscono chi le proprie figlie hanno scelto d’amare. L’iniziale rapporto di premura e attaccamento dei padri con le figlie, in special modo quello tra Salemme e Marta – che appare come il più naturale e amorevole – viene messo alla prova. Sono ora i padri a dover (con difficoltà) lasciarle andare, e a far loro sperimentare l’amore in un mondo che inevitabilmente sta cambiando.La trama si concentra, per buona parte del film,sui padri e di conseguenza anche sul loro scricchiolante rapporto matrimoniale. Le mogli, le figlie e in generale le donne si dimostrano molto più aperte e accoglienti.

L’apparenza inganna

I tre partner rappresentano tre stereotipi, tre tipizzazioni di modi di essere e personalità che apparentemente possono mettere paura, ma che conosciuti a fondo dimostrano la loro normalità. Biondo, il trapper che canta di canne, armi e sesso, si rivelerà figlio di una donna sola e lavoratrice; Luigi (Alberto Lo Porto) preceduto da una nomea di dongiovanni si dimostrerà innamorato al punto da rinunciare a delle avances malignamente ideate dal padre Battiston, riluttante ad un futuro genero più grande della figlia.

Giallini sarà a dir poco sconvolto da Alexia, la fidanzata della figlia. Donna, nera, vegetariana, ecologista e fan di Greta Thunberg, che si batte per i diritti degli immigrati e che persino progetta di sposarsi e avere un figlio; Alexia incarna pienamente tutti gli stereotipi che ad un uomo benpensante, borghese e tradizionalista proprio non vanno giù. Finché l’uomo non conoscerà meglio il passato della ragazza.

L’uomo in crisi − È per il tuo bene, la recensione

Utilizzando l’espediente narrativo dell’estremizzazione e dello stereotipo, E’ per il tuo bene mette in scena padri, mariti e uomini in crisi. Da una parte le figlie, che scelgono di autodeterminarsi, e le mogli che ne accettano le scelte; dall’altra il maschio over 50, borghese e legato a valori tradizionali. Essere iperprotettivi, mettersi nelle situazioni più estreme, annaspare in una modernità incomprensibile e incompresa: è questo che fanno i protagonisti. Il trio Giallini-Salemme-Battiston sono certamente un ottimo trio; i loro meccanismi comici risultano ben oliati, nonostante sia la prima volta che recitano assieme. Il film apre ai temi della diversità e dell’incomprensione generazionale. Nonostante tutto, il tentativo appare superficiale; il film non sviscera appieno una temi che, trattati in modo più approfondito, avrebbe reso il film più interessante e aderente alla realtà.

Nel film di certo, si ride, e si ride soprattutto nella messa in scena di gag, in cui l’inadeguatezza dei tre protagonisti sarà proprio il loro ostacolo; si innescheranno così meccanismi comici efficaci. Arrivati alla fine della nostra recensione di È per il tuo bene sottolineiamo come, al di là delle poche risate, rimanga poco o niente di questo remake. Ravello è un regista che sa come maneggiare la commedia (ha sceneggiato Perfetti Sconosciuti, Immaturi e Supereroi, il prossimo film di Paolo Genovese). Il regista romano sa come raccontare la contemporaneità attraverso la lente della leggerezza. Purtroppo stavolta, la forzata aderenza al testo originale ha impedito qualche libertà o guizzo in più; il film è un’ora e mezza di pura ma sola spensieratezza , creata da un cast di attori eccellenti che a malincuore non è stato sufficiente.

È per il tuo bene recensione
È per il tuo bene, Minerva Film, Picomedia

Dove vederlo in streaming?

È per il tuo bene

voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • ottimo cast
  • dinamiche del trio e battute che funzionano

Lati negativi

  • tematiche come diversità e accettazione solo accennate
  • l'aderenza alla sceneggiatura originale potrebbe aver limitato la libertà autoriale

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