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Perfetti sconosciuti: recensione del film diretto da Paolo Genovese

Una cena, qualche amico e quattro chiacchiere, cosa potrebbe mai andare storto?

Datato 2016, Perfetti sconosciuti, film di cui vi presentiamo la recensione, è una delle opere più apprezzate degli ultimi anni, sia in Italia che all’estero. Scritta dallo stesso regista, Paolo Genovese, insieme ad un team di sceneggiatori esperti e capaci, questa commedia dai toni drammatici ha davvero conquistato tutti. Già a partire dalla tag-line del film; ad essere precisi una citazione del premio Nobel Gabriel García Márquez, lo spettatore può farsi un’idea approssimativa di ciò che andrà a vedere:

«Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta».

Questa frase apparentemente semplice è un riassunto perfetto della pellicola. Infatti è proprio l’elemento della segretezza e della più profonda intimità individuale il fulcro di tutto. Ci si trova di fronte ad una situazione atipica;,quasi una realtà parallela e surreale. Qui la privacy tende piano piano a scomparire, a favore di una gogna pubblica contestualizzata all’interno di una cena.

Indice

Lo sviluppo narrativo – Perfetti sconosciuti, la recensione

Il film comincia all’interno di un appartamento, quello di Cosimo e Bianca, in una rappresentazione semplicistica di un giovane amore appena sbocciato. I due si stuzzicano, si coccolano, e poi si preparano per andare a cena a casa di Rocco ed Eva). Con una serie di sapienti e ben inseriti raccordi di movimento, Genovese esplora poi l’interno di altri appartamenti, abitati dagli altri partecipanti alla cena; come per suggerire allo spettatore che alla fin fine tutte queste case sono uguali, non si distinguono, così come l’animo umano, ugualmente peccatore. Anche da un punto di vista scenografico e fotografico i vari interni appaiono come uno solo, con poche distinzioni importanti percepibili solo dallo spettatore più attento. E fin da subito i vari personaggi vengono caratterizzati da un alone di mistero, descritti a solo in parte ma accomunati da una serie di conflitti personali o all’interno della coppia.

Genovese punta subito l’attenzione sulla loro esigenza di evadere da una quotidianità pesante, insopportabile da gestire senza qualche distrazione o piccola perversione. Come quella di Carlotta ,  che prima di recarsi da Rocco ed Eva si sfila le mutande, senza un apparente motivo; o di Lele (Valerio Mastrandea), che rifugiato in bagno manda in realtà un messaggio segreto a qualcuno. E poi, finalmente, i vari invitati si ritrovano nell’appartamento di Rocco ed Eva. E questa è l’occasione per l’inizio di un continuo gioco di campi e controcampi che durerà sino alla fine; quasi esasperato nel momento della cena, in cui tutti i personaggi sono uno di fronte all’altro, ognuno con le proprie perplessità e dubbi.

Il massacro psicologico

Perché è proprio lì, in quel momento, che Eva ha un’idea curiosa, dettata da un pretesto apparentemente casuale. Mettere sul tavolo il cellulare di ognuno e leggere a voce alta il contenuto di ogni messaggio e usare il vivavoce per le telefonate. Ed ecco che quella che doveva essere una semplice cena tra amici si trasforma presto, in un climax di tensione perfettamente studiato, in una vera e propria guerra; in cui la vera natura di tutti salta fuori violentemente, come in un massacro psicologico in cui nessuno è al sicuro.

Perfetti sconosciuti recensione
Perfetti sconosciuti, Medusa Film, Lotus Production, Leone Film Group

Una sceneggiatura intelligente e matura – Perfetti sconosciuti, la recensione

L’intreccio narrativo non si basa solo sullo scoprire tradimenti, segreti tra amici o novità lavorative tenute nascoste; bensì sullo sconvolgimento dell’animo umano successivo alla rivelazione della vera natura di chi si pensava conoscere come sé stessi. Genovese (insieme a Filippo Bologna, Paolo Costella, Paola Mammini e Rolando Ravello) lo fa in maniera esemplare; costruendo una pellicola eccezionale nonostante una durata non eccessiva. La lunghezza del film infatti si aggira intorno all’ora e quaranta minuti. Perfetti Sconosciuti è una commedia particolare, lontana dal senso comune con cui si identifica il genere. Infatti più che ridere si riflette tanto, ci si fa un esame di coscienza profonda e si prova anche un velato senso di panico e terrore nella prospettiva che i nostri segreti vengano rivelati senza la possibilità di poterci difendere.

E ciò che è necessario al risultato non sono costumi eclatanti, musiche significative o scenografie in bella vista, ma una semplice tavola e un piccolo balconcino, oltre, naturalmente, ai cellulari dei presenti, la loro fonte di condanna e rovina. Il finale, poi, lascia lo spettatore a bocca aperta, gli dà la possibilità di riflettere ancora una volta sulla sincerità e sulla falsità degli esseri umani, ma il tutto in una chiave diversa. Con un effetto alla Sliding Doors o alla Lola Corre, infatti, le scale dell’appartamento di Rocco ed Eva diventano una sorta di tunnel spazio – temporale, in cui tutto è il contrario di tutto, in cui gli eventi sono presenti e vividi nella mente dello spettatore, ma non di chi li ha vissuti in prima persona.

Perfetti Sconosciuti recensione
Perfetti sconosciuti, Medusa Film, Lotus Production, Leone Film Group

Considerazioni finali

Genovese fa sua la lezione di maestri del cinema come Roman Polanski o Quentin Tarantino che con i loro Carnage e The Hateful Eight, hanno ancora una volta confermato come si possa ambientare un film all’interno di un solo ambiente. Si può vivere quindi di spazi ristretti, di scenografie povere e non evidenti, di musiche di contorno ma non al centro della diegesi; e soprattutto di una regia e un montaggio quasi naturali, con i soliti trucchetti del mestiere ben nascosti,come i diversi raccordi che Genovese si diverte a celare. Ma, principalmente, grazie alla bravura e competenza di un cast veramente eccezionale, che recita con gli occhi, con i gesti e con il cuore, ma soprattutto con intelligenza. Tra tutti spicca un Giuseppe Battiston veramente perfetto.

 

Concludiamo questa recensione de Perfetti Sconosciuti sottolineando ancora una volta come sia una vera perla della cinematografia italiana, nonostante sia relativamente recente. Non è un caso, infatti, che sia stato premiato con due David di Donatello (ma candidato ben nove volte) e che la pellicola sia stata riconosciuta di Interesse culturale dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Non sorprende nemmeno che siano stati realizzati diversi remake internazionali, come quello greco e quello spagnolo; perché Genovese e i suoi collaboratori riescono a prendere un’idea apparentemente semplice per poi trasformarla in un’opera di rara bellezza, soprattutto grazie ad una sceneggiatura sapientemente studiata e di rara raffinatezza.

Perfetti Sconosciuti

Rating - 8

8

Lati ositivi

  • Regia asciutta e matura
  • Sceneggiatura originale e ben studiata
  • Cast eccezionale

Lati negativi

  • La presenza di alcuni cliché

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