Frammenti dal passato – Reminiscence: recensione del film di Lisa Joy con Hugh Jackman

Scritto e diretto da Lisa Joy, Frammenti dal passato - Reminiscence al cinema dal 26 agosto

2030, Miami. I cambiamenti climatici hanno provocato un innalzamento delle temperature e del livello del mare. La metropoli non è più quella di una volta e i suoi abitanti sono costretti a vivere di notte e rifugiarsi dal caldo durante il giorno. È in questo contesto che facciamo la conoscenza di Nick Bannister, protagonista di Frammenti dal passato – Reminiscence, film di cui vi proponiamo la nostra recensione. Nick (Hugh Jackman) è un investigatore privato che lavora con la sua socia Watts (Thandiwe Newton) per l’ufficio del Procuratore Distrettuale. Nick e Watts gestiscono un’attività che offre ai clienti un servizio molto particolare – un viaggio, un’esperienza chiamata reminiscence. Bannister fa rivivere alle persone i momenti più significativi del loro passato tramite un complesso macchinario che usa anche per le indagini contro il crimine dilagante a Miami.

Quando l’affascinante Mae (Rebecca Ferguson) si rivolge a Nick per rivivere un ricordo, fra i due scatta subito una scintilla. Iniziano a vivere una storia d’amore, ma quando Mae scompare nel nulla, Nick scopre che la donna di cui si è innamorato non è quella che sembra. La ricerca di Mae porta Nick a scoprire oscuri segreti legati al passato di uno degli uomini più ricchi e potenti di Miami. Questa a grandi linee la trama di Reminiscence, scritto e diretto da Lisa Joy e co-prodotto da Jonathan Nolan. Analizziamo nella nostra recensione di Frammenti dal passato – Reminiscence pregi e difetti del film esordio alla regia della co-creatrice di Westworld.

Indice:

“Non è il passato che ci perseguita…” – Frammenti dal passato, la recensione

“Non è il passato che ci perseguita. Siamo noi a perseguitare il passato.”. Con voce suadente e rassicurante, all’inizio del film e più volte nel corso della storia, Nick Bannister svela il nucleo tematico principale alla base di Frammenti dal passato. Un assunto interessante, magri non rivoluzionario ma piuttosto veritiero, che dovrebbe tenere insieme le fila del discorso e l’intreccio della narrazione. Il rapporto che lega l’uomo ai ricordi del suo passato – siano essi felici o traumatici – è permeato di nostalgia e spinta a non lasciare andare i frammenti della nostra storia. Siamo noi a perseguitare il passato, dunque; un passato che non può tornare, né per ferire né per consolare, a meno che non siamo noi a volerlo. Joy imposta il focus della narrazione attorno a questa considerazione, anche se non sempre in maniera adeguata. 

Nick, Mae, Watts, ma anche i vari personaggi secondari che popolano Reminiscence vivono in costante relazione col loro passato; lo tormentano e lo rivivono, lo sfruttano e lo usano come arma. Purtroppo, questo è anche uno dei pochi aspetti interessanti e potenzialmente fertili in un film che, nonostante la confezione accattivante, ha ben poche carte da giocare. Il film di Lisa Joy si muove tra il noir e lo sci-fi e, dopo una prima parte abbastanza equilibrata, si sbilancia maggiormente sul primo fronte. Il reminiscence, il viaggio nei meandri della memoria, diventa solo strumento per il “giallo” da risolvere; non un punto di partenza per riflessioni approfondite che, invece, sarebbe stato interessante sviscerare.

Analisi

Come accennato poco sopra nella nostra recensione di Frammenti dal passato – Reminiscence, il film di Lisa Joy si muove tra il noir e la fantascienza. La premessa è ben strutturata: introduce il contesto, presenta il protagonista e immagina un futuro in cui è determinante il rapporto degli uomini col proprio passato. Il territorio è quello della fantascienza. Quando entra in scena il personaggio di Mae, e ancor più dal secondo atto, Reminiscence ha l’andamento, l’estetica e i toni di un noir piuttosto classico. Il problema è che proprio quando la storia – con relativi intrighi e misteri – dovrebbe appassionare, tutto si fa più ripetitivo e debole. A partire dal ritratto dei protagonisti e, in particolare, di Nick Bannister. Più interessante la figura di Mae, tra femme fatale e donna combattiva; stereotipata sì, ma non in maniera eccessivamente fastidiosa.

A fronte di una storia portata avanti senza grossi colpi di scena e pochi spunti avvincenti, c’è da dire che Hugh Jackman e Rebecca Ferguson fanno del loro meglio con quello che hanno. Anche quando si trovano costretti a recitare – e addirittura a ripetere più e più volte – battute e linee di dialogo davvero troppo banali e che suonano scritte. Il voiceover, tipico del noir e affidato al personaggio di Nick, finisce con lo stancare presto; troppo presente come strumento costante e ripetitivo per fare esposizione. Delle poche scene d’azione, concentrate soprattutto nella seconda metà del film, solo una è degna di nota per il modo in cui è girata. Va molto meglio invece sul fronte della messa in scena, con un’estetica accattivante soprattutto per quanto riguarda gli esterni di una Miami quasi del tutto sommersa.

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Frammenti dal passato – Reminiscence. FilmNation Entertainment

Conclusioni – Frammenti dal passato, la recensione

Lisa Joy parte da due spunti potenzialmente vincenti e ricchi di possibili sviluppi: la tecnologia di cui si avvale Nick nel suo lavoro e lo scenario della metropoli devastata dai cambiamenti climatici. Due input che adeguatamente approfonditi avrebbero potuto dar luogo a una storia interessante. Così come avrebbe meritato maggior spazio la riflessione sul rapporto tra l’uomo e il passato che invece rimane in superficie. Reminiscence scivola presto nel banale e, nonostante le evidenti ambizioni, manca l’obiettivo. Vale invece la pena sottolineare come il film funzioni dal lato tecnico; la fotografia aiuta a creare la giusta atmosfera e le musiche di Ramin Djawadi sostengono la narrazione in maniera sempre puntuale e adeguata.

Avviandoci verso la conclusione della nostra recensione di Frammenti dal passato – Reminiscence, sarà chiaro come l’esordio alla regia di Lisa Joy sul grande schermo sia una parziale delusione. Nonostante il valore produttivo e le altrettanto notevoli ambizioni, Reminiscence non convince né colpisce. Soprattutto se si raccoglie l’invito, piuttosto manifesto, a far correre la memoria a predecessori illustri del genere fantascientifico. Frammenti dal passato vorrebbe inserirsi nel solco tracciato da Blade Runner, ma pensare a un confronto vero e proprio sarebbe impietoso. O quantomeno spingerebbe a rifugiarsi nel passato, con quell’attaccamento di cui parla Nick Bannister che insieme conforta e provoca nostalgia.

Frammenti dal passato - Reminiscence

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Gli spunti di partenza sono interessanti e piuttosto stimolanti, così come sono valide la fotografia, la colonna sonora e le prove degli attori protagonisti

Lati negativi

  • Pur con premesse stimolanti, la storia si sviluppa in maniera scontata e approfondendo troppo poco gli aspetti più significativi di nuclei tematici e personaggi
  • Il voiceover è troppo presente e a lungo andare finisce per stancare

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