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Greyhound – Il nemico invisibile: recensione del film con Tom Hanks su Apple TV+

Una battaglia di fuoco per l'equipaggio della marina americana in una storia ricca di suspense

Gli Stati Uniti d’America sono appena entrati in guerra, forti di 37 navi alleate pronte a sconfiggere i nemici tedeschi che si nascondono nell’Oceano Atlantico. A capo della missione, il comandante Ernest Krause. In questo articolo la recensione di Greyhound – Il nemico invisibile, film diretto da Aaron Schneider (Get Low), con protagonista Tom Hanks (Un amico straordinario, The Post, The Circle). Fanno parte del cast anche Elisabeth Shue (Via da Las Vegas, Il giustiziere della notte, Harry a pezzi), Rob Morgan (Il diritto di opporsi, Mudbound, Cell Block 99 – Nessuno può fermarmi) e Stephen Graham (The Irishman, Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, Rocketman).

Si tratta dell’adattamento cinematografico del romanzo del The Good Shepherd, scritto da Cecil Scott Forester nel 1955. La realizzazione del film vede Tom Hanks coinvolto anche nella stesura della sceneggiatura. Il film avrebbe dovuto debuttare nelle sale lo scorso mese; vista però l’emergenza sanitari da Covid-19 si è scelta la distribuzione digitale, grazie alla piattaforma Apple TV+. Anche attraverso quest’ultima, il film è riuscito a registrare un importante numero di spettatori nel primo weekend. Di seguito la recensione di Greyhound – Il nemico invisibile.

Indice

La trama – Greyhound, la recensione

Seconda Guerra Mondiale. Gli Stati Uniti d’America fanno il loro ingresso in guerra con una flotta internazionale composta da 37 navi alleate. Esse sono guidate dal tenente comandante Ernest Krause. Gli equipaggi, compreso quello della Greyhound, attraversano l’Atlantico del Nord in cerca dei nemici. Tra di essi gli U-Boot tedeschi, temibili sommergibili. Seguiamo le vicende della nave su cui viaggia il comandante – al suo primo incarico ufficiale in tempi di guerra – con al commando un gruppo di alleati. L’obiettivo primario è quello di proteggere le flotte degli U.S.A., in particolare una nave mercantile presa di mira dai tedeschi nei primi mesi del 1942.

Greyhound. Sony Pictures, Stage 6 Films, Bron Creative, Zhengfu Pictures, Sycamore Pictures, FilmNation Entertainment, Playtone.

La cosiddetta battaglia dell’Atlantico narrata nel film ha avuto luogo dal 1939 al 1945 ed è considerata la campagna militare navale e aerea che si protrasse più a lungo e con maggiore continuità di tutta la Seconda Guerra Mondiale. Combattere contro i tedeschi richiedeva al Regno Unito un notevole sforzo in termini di energia e materie prime. L’affondamento delle navi mercantili inglesi, di conseguenza, diminuiva le risorse e minava la capacità di resistere agli attacchi nemici. Con l’ingresso degli Stati Uniti d’America in guerra, l’obiettivo divenne impedire agli U-Boot di affondare parte delle navi, permettendo quindi l’afflusso di truppe, armi e materiali per organizzare l’attacco finale alla e sconfiggere la Germania.

Stanno arrivando – Greyhound, la recensione

Il film è costruito su un climax ascendente di ansia e pericolo e da ciò trae la sua forza. I nemici tedeschi sono nominati sin dall’inizio ma non abbiamo modo di vederli nemmeno una volta. Come insegna il cinema horror degli albori spaventa di più ciò che non si vede, la percezione del pericolo. Non potendo dare un volto ai soldati nemici – e non potendo quindi umanizzarli – stiamo dalla parte degli americani e temiamo per la loro vita. La minaccia incombente non abbandona mai l’equipaggio; quest’ultimo conscio che prima o poi dovrà andare incontro una volta per tutte il successo o la sconfitta. Il capitano Krause non si permette mai di abbassare la guardia, non mangia e non dorme, pensa solo al bene delle sue navi e ad onorare la responsabilità che la marina gli ha affidato.

greyhound recensione
Greyhound. Sony Pictures, Stage 6 Films, Bron Creative, Zhengfu Pictures, Sycamore Pictures, FilmNation Entertainment, Playtone.

Allontana il pensiero della donna che ama e lo stress dovuto alla fatica. Raccoglie tutte le sue capacità e aspetta, aspetta che arrivino. Aspetta di dare ordini a tutto l’equipaggio, che lo interpella per ogni minimo problema. Volto impenetrabile, sangue freddo, emozioni azzerate, prontezza di azione. Krause sa che riposerà quando sarà tutto finito, quando il nemico invisibile, senza volto, si abbatterà per l’ultima volta su di lui. Un moderno capitano Achab che non avrà pace fin quando la balena di metallo, nascosta dall’oscurità dell’oceano, non verrà catturata.

Interpretare i segnali

Roosevelt parla direttamente allo spettatore all’inizio del film, attraverso un voiceover: “al diavolo i siluri e avanti tutta”. È quello che tutti cercano di fare, evitare i siluri e non farsi colpire, tornare a casa sani e salvi e onorare la patria. Negli spazi che compongono la nave, al limite del claustrofobico, si muovono i sottoposti e il comandante, in un’atmosfera di tensione palpabile. La difficoltà spesso è legata al gergo tecnico utilizzato, di non facile interpretazione per chi guarda ma che lo accomuna alla difficoltà dei personaggi di decifrare i segnali criptati e di intercettare i siluri in arrivo.

greyhound recensione
Greyhound. Sony Pictures, Stage 6 Films, Bron Creative, Zhengfu Pictures, Sycamore Pictures, FilmNation Entertainment, Playtone.

Quello dell’equipaggio della Greyhound è un lavoro di squadra, in cui nessuno può permettersi di abbassare la guardia. Ogni membro lavora in sinergia con gli altri, per la sua vita e il bene di tutti. Anticipare le mosse dei tedeschi, comunicare con gli alleati senza essere decriptati, scoprire i piani dei sommergibili avversari. Tutto si basa, ancora una volta, sull’interpretazione dei segnali. Se si sbaglia, si muore. Ed ecco che l’infinita libertà dell’oceano diventa un inferno liquido e gelido pronto ad inghiottire al minimo passo falso. In fondo, l’unica cosa che conta davvero è spedire al diavolo le armi nemiche e riemergere per, finalmente, respirare. Sono questi aspetti e queste ambientazioni ai limiti del sopportabile che rendono il film avvincente.

Osservazioni tecniche – Greyhound, la recensione

Il film è strutturato in modo circolare, si apre e si chiude allo stesso modo. Il protagonista è ripreso nella sua cabina, di spalle, inondato da fasci di luce ed inginocchiato mentre prega. Le inquadrature sono varie; riprese aeree sulla distesa oceanica, riprese che emulano la visione da un binocolo di bordo, zoomate su oggetti particolari come le mappe delle rotte. Gli attori sono avvolti da luci fredde, riscaldate appena da piccole fonti di luce diegetiche. Luci che ben si adattano alle emozioni che veicola la storia: giorno nei momenti sereni e vincenti, notte eterna e pioggia battente nei momenti salienti della battaglia. Inoltre, i personaggi si muovono nello spazio seguiti da telecamere a mano che li pedinano, utili anche a simulare le oscillazioni del mare. Numerose le inquadrature nelle quali l’attore è posto lateralmente, e non al centro come nelle più classiche delle impostazioni.

Greyhound. Sony Pictures, Stage 6 Films, Bron Creative, Zhengfu Pictures, Sycamore Pictures, FilmNation Entertainment, Playtone.

Sullo schermo appaiono anche i testi dei messaggi che le navi alleate si scrivono, e le indicazioni temporali che aiutano a seguire le varie vicende. Una menzione anche agli effetti speciali, che catturano l’attenzione e regalano attimi di panico condiviso con i protagonisti e che si snodano tra la superficie dell’acqua e l’interno della nave. Se la trama è scarna e i personaggi secondari sono stati affrontati in maniera piuttosto superficiale, Greyhound funziona soprattutto grazie agli effetti visivi e all’ottima fotografia; oltre che per via dell’altalena emotiva che sommerge lo spettatore e lo aiuta ad entrare in empatia con i protagonisti. Ogni volta che sembra esserci un momento di tranquillità, arriva un nuovo ostacolo che riavvicina i personaggi al pericolo. Consigliato a chi ama il war movie, meno a chi cerca un approfondimento più profondo e dettagliato.

Dove vederlo in streaming?

Greyhound - Il nemico invisibile

Voto - 7

7

Voto

Lati positivi

  • Suspense dall'inizio alla fine
  • Tom Hanks e il suo personaggio
  • I coinvolgenti effetti speciali

Lati negativi

  • La trama molto scarna
  • Personaggi secondari affrontati superficialmente

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