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Il Campione: recensione del film con Stefano Accorsi e Andrea Carpenzano

Leonardo D'Agostini dirige un'interessante mix di commedia e racconto di formazione

Non è mai facile confrontarsi con un’opera prima dato che l’esordio in sala di un cineasta affascina sempre. Leonardo D’Agostini viene dalla televisione, in cui ha lavorato come editor e sceneggiatore per diverse serie tv. Come regista, invece, ha girato diversi cortometraggi con cui è riuscito a raggiungere la soddisfazione di vincere qualche premio, oltre che aver realizzato spot e videoclip. Il Campione, film di cui vi presentiamo la recensione, rappresenta la prima vera opera cinematografica che gli appartiene di diritto. La sceneggiatura ha la firma di Giulia Steigerwalt, che già ci aveva deliziato con Moglie e Marito di Simone Godano, con la collaborazione dello stesso D’Agostini ed Antonella Lattanzi, che firmano a loro volta il soggetto.

Così ha commentato il regista Leonardo D’Agostini:

“Mi sono chiesto: cosa succederebbe se un calciatore-ragazzino ricco, viziato, allergico ad ogni regola e insegnamento dovesse convivere con chi quelle regole deve fargliele rispettare? E cosa accadrebbe se l’uomo che deve insegnargli la disciplina fosse uno che non ha più nulla da chiedere alla vita, perché sente di aver sbagliato tutto e non ha più voglia di ricominciare?”

Indice

Trama – Il Campione, la recensione

Christian Ferro, interpretato da Andrea Carpenzano, è una vera e propria rockstar del calcio, tutta genio e sregolatezza. Il ragazzo è diventato in breve il nuovo idolo della propria tifoseria – romanista – e non solo. Giovane, indisciplinato e viziato, i murales della città già inneggiano alla sua figura e lo vorrebbero legato alla maglia per sempre. Valerio – Stefano Accorsi – è un professore abbastanza solitario, con problemi economici ed un passato con il quale sembra ancora dover fare i conti. Christian è il prototipo di ragazzo prodigio che, interessato solo al calcio, alle donne e alla playstation, della cultura non ne vuol sapere. Dopo l’ennesima bravata, dall’Associazione Sportiva Roma – società in cui gioca il fenomeno – viene ingaggiato il prof. Valerio. Riuscirà a fargli superare l’esame di maturità? Che rapporto nascerà tra i due?

il campione recensione
Il Campione, Groenlandia, Rai Cinema

Questione di sport

Il Campione è una commedia che, fondamentalmente, racconta due solitudini a stretto contatto. Un imprevisto incontro tra due mondi che avrà delle conseguenze altrettanto impreviste sulle vite dei protagonisti. Il cambiamento personale si trova al centro dell’intera vicenda. È chiaro che la reference principale è stata Will Hunting – Genio ribelle, film del 1997 diretto da Gus Van Sant. Nel suo avere toni brillanti alternati a registri più emotivi, la pellicola riesce ad intrattenere. Si ride abbastanza e, soprattutto, la sceneggiatura è architettata molto bene, secondo i canoni del racconto di formazione che procede su una linea abbastanza spassosa.

Un bravo attore può essere anche un buon calciatore?

Arriviamo alla nota dolente. Quando Janus Metz nel 2017 realizzava Borg McEnroe, si preoccupava di far risultare Shia LaBeouf un professionista del tennis. Laddove l’attore risultava scoordinato arrivavano in suo soccorso una regia ed un montaggio curati alla perfezione. Allo stesso modo, nel meraviglioso Jimmy Grimble di John Hay vi era un ragazzo che, in sceneggiatura, aveva nei piedi qualcosa di speciale. Un talento innato. E quell’attore – al secolo Lewis McKenzie – era davvero capace di giocare a calcio. Qui ci troviamo più in zona Goal! di Danny Cannon, dove l’interprete Kuno Becker (alias Santiago Munez) il calcio non sapeva neanche dove fosse di casa. Lo stesso problema lo si incontra con Andrea Carpenzano.

Il giovane attore si dimostra davvero agile nell’interpretare Christian Ferro, apparendo molto naturale e a suo agio con il personaggio, essendo ormai abituato a reggere un ruolo da protagonista. La linea comica del film è affidata a lui ed è assai godibile. Il problema è che non sa giocare a calcio. Nonostante le scene sportive nel film siano girate bene, l’attore non è in grado di rendere naturale ed efficace l’azione calcistica. Ciò va ad interrompere la sospensione dell’incredulità dello spettatore.

Considerazioni finali – Il Campione, la recensione

Nonostante ci si trovi di fronte ad una commedia leggera e senza troppe pretese il film non riesce ad andare sopra la sufficienza. Nulla infatti fa fare quel guizzo che garantirebbe un voto superiore al sei pieno. Un sempre affidabile Stefano Accorsi offre comunque una buona prova reggendo il film sulle proprie spalle. Lavoro a metà con Andrea Carpenzano, autore anche lui di al buon lavoro sul personaggio, fuori dal campo si intende.

Mi piaceva l’idea di parlare di questo: del rapporto forzato tra due personaggi agli antipodi, un giovane ribelle di grande talento e dalle prospettive illimitate e un uomo che di prospettive non sembra più averne, né volerne. E mi piaceva proprio che da queste incomprensioni nascesse una grande amicizia. Per migliorarsi dovranno superare i limiti e le loro durezze, riconoscere che la ferita che gli provoca dolore è la stessa e dovranno fidarsi l’uno dell’altro. Solo così guadagneranno una nuova forza per affrontare il futuro e la solitudine.

Il Campione

Voto - 6

6

Lati positivi

  • Comicità godibile
  • I registri brillanti ed emotivi si alternano bene

Lati negativi

  • Abilità nell'interpretare un calciatore

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