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Il primo Natale: recensione del film con Ficarra e Picone

Il film con Ficarra e Picone ci porta nell'anno zero per vedere cosa è davvero accaduto

Natale è una delle poche certezze che abbiamo nella vita. Da che nasciamo sappiamo che il 25 dicembre, cascasse il mondo, è festa. Nel caso non lo fosse per noi, sicuramente lo è per qualcun altro. Come ogni certezza, Natale porta con sé una serie di eventi concatenati da cui non è possibile svincolarsi: le grandi cene, i giochi in famiglia e così via. Il mondo del cinema non è esente da questo flusso di eventi, regalandoci ogni anno dei film a tema natalizio di cui avvertiamo, pur senza saperlo, la totale ed incondizionata necessità. Questa recensione vi introdurrà nel mondo de Il primo Natale, ultima fatica di Ficarra e Picone.

Sappiamo cosa state pensando, potrebbe essere il classico film natalizio italiano senza ragione di esistere, che è uscito in prossimità delle feste per far cassa al botteghino. Ebbene, sarebbe molto poco natalizio mentirvi e dire che non abbiate ragione se state pensando una cosa del genere. Siamo lontani dai cinepanettoni che negli anni passati uscivano in questo periodo. Questa commedia è stata concepita sulla base di un film il cui titolo esprime perfettamente lo stato d’animo di chi in questi giorni esce dalla sala dopo aver visto il film: Non ci resta che piangere. Se già state rinunciando a dare una possibilità al film, datela almeno a questa recensione.

Indice

Il primo Natale – Trama

Salvo è un ladro specializzato nel rubare beni religiosi, cosa che gli permette di guadagnarsi da vivere nonostante la sua goffaggine. Don Valentino, invece, è un sacerdote di una piccola chiesa di un paesino in Sicilia, nella quale, a Natale, viene allestito un celebre presepe vivente. Salvo viene a conoscenza, grazie ad un servizio televisivo, del fatto che quest’anno nel presepe vivente ci sarà una scultura del bambinello di epoca medievale. Il giorno degli scrupolosissimi provini, Salvo si presenta per il ruolo di San Giuseppe, e Valentino lo esalta per le sue doti artistiche, non sospettando la vera ragione della sua presenza. Salvo, infatti, riesce a rubare il bambinello, ma Valentino se ne accorge e inizia ad inseguirlo per il paese. Nel frattempo, scoppia una tempesta, ma i due non si fermano e si trovano a correre in un canneto.

Usciti dalla sterpaglia, i due si ritrovano in un deserto, dove vengono catturati da degli individui vestiti come antichi romani che, però, non sembrano essere figuranti del presepe. Catturati, i due riescono a fuggire, ma non a tornare indietro attraverso il canneto. Si accorgono di essere bloccati nell’anno zero. A questo punto non possono che vagare nel deserto in cerca di una qualche città, e gli viene indicata la vicina Betlemme. La loro presenza non passa inosservata agli occhi dei cittadini; in particolare di un gruppo di Zeloti che vogliono ribellarsi ai romani. I due viaggiatori decidono di presentarsi come rivoluzionari molto esperti, che hanno combattuto in tutto il mondo, con Garibaldi e Che Guevara. Neanche Erode, re della Palestina, ha potuto fare a meno di venire a conoscenza del loro arrivo. Questo creerà non pochi problemi ai due e ai loro nuovi amici.il primo natale recensione

Il primo Natale – Recensione

Toccare nel vivo due mostri sacri come Troisi e Benigni ti porta ad un giudizio di confronto immancabile. Che la coppia siciliana non potesse essere minimamente paragonata allo storico duo del film Non ci resta che piangere è fuor di dubbio. Quello che un po’ si poteva cercare di evitare è la costante mancanza di ritmo e trovate originali che dovrebbero rendere comico un film. Innanzitutto, c’è da dire che l’ambientazione è originale, e anche ben resa. Quello che non torna è il perché dell’ambientazione, che è poi alla base del film. Benigni e Troisi restavano nello stesso posto, tornando indietro nel tempo. Stravagante, ma coerente. Quello che non ha spiegazione, è la motivazione dello spostamento dalla Sicilia a Betlemme; ma soprattutto del perché nella Betlemme dell’anno Zero si parli italiano. Può essere considerato un aspetto marginale, ma la sospensione dell’incredulità vale fino ad un certo punto.

Non pretendiamo che ogni volta si faccia come ne Il primo re; un minimo di smarrimento una volta arrivati nell’anno zero, però, era lecito aspettarselo. Le risate sono le grandi escluse. Si ride un paio di volte, per il resto tutto forzato o quasi. Degna di nota solo la scena della tombola. I personaggi tutti anonimi ad eccezione del grande Massimo Popolizio come Erode. Non siamo di fronte ad un problema che riguarda un singolo aspetto. Il film in sé si lascia guardare volentieri, nonostante non brilli mai né per scrittura né, ovviamente, per tecnica. Il problema è la mancanza di originalità che poteva invece esserci, viste le premesse. Tutto si risolve “all’italiana”, tutti felici e innamorati e via così. Può essere giusto, è Natale, ma l’espressione monocolore di Picone rende tutto imperdonabile.

Il primo Natale – Aspetti tecnici

C’è un grande errore in questo film che va oltre l’analisi di qualsiasi altra cosa: il buio. Buona parte delle scene viene girata di notte, per svariati motivi di sceneggiatura. Molto bello, se non fosse che nelle scene di buio si capisce poco, a tratti pochissimo. Vero è che nell’anno zero esistevano solo luci di bracieri, però non è pensabile che quelle bastino ad illuminare un set in modo funzionale. La scenografia è degna di nota, veramente ben realizzata e credibile, così come i costumi. La fotografia funziona abbastanza bene nelle scene di giorno, ed è forte soprattutto dell’impianto scenografico. Buona anche la resa della scena della tigre, che sarebbe potuta incorrere in una brutta CGI. Gli attori, come detto, non sembrano eccessivamente entusiasti del ruolo, ad eccezione di Popolizio.

Ficarra si trova a fare un personaggio che gli riesce bene, mentre Picone fa fatica. Logicamente in un duo comico c’è la spalla, ma l’espressività non prescinde dal ruolo. C’è poco altro da aggiungere in questo ambito della nostra recensione de Il primo Natale. Un accenno dovuto ad un paio di sequenze, però, va fatto. Le due sequenze di furto, nel presente e nel passato, sembrano banali. Sono in realtà due scene speculari che, nella banalità generale, alzano un po’ il livello. Sono costruite bene, secondo i criteri propri di un film comico. La stessa soluzione della vicenda non è malvagia, anzi. C’è anche quel briciolo di satira politica, che torna dopo esserci stato all’inizio, e male non fa.il primo natale recensione

Il primo Natale: recensione – Considerazioni finali

Dove collocare un film del genere nel nostro cinema contemporaneo? Probabilmente come idea di base la sua posizione dovrebbe essere affiancata al più funzionante Non ci resta che il crimine. Se guardiamo più vicino ad oggi, simile è il concept sperimentale alla base di Sono solo fantasmi. Insomma, non siamo di fronte ad un film che segnerà la storia del cinema italiano; dobbiamo almeno riconoscergli il merito di non essere un cinepanettone, questo sì. Qualche risata ve la farete, se ancora non lo avete visto. Non siamo certamente ai livelli toccati circa un anno fa da La befana vien di notte, altro film natalizio, ma con molte più pretese.

Non è una proposta sufficiente, non ce la sentiamo di dirlo. Il duo siciliano si dimostra ancora una volta più adatto al piccolo che al grande schermo. Se questo film chiudesse il nostro anno cinematografico sarebbe più triste la cosa. Al cinema, però trovate ancora Pinocchio, oppure La dea Fortuna. Certo, le attese non sono state soddisfatte appieno, ma non possiamo dire che fosse il film più atteso dell’anno. Il primo Natale, di cui vi abbiamo proposto la recensione, non sarà certo l’ultimo; ultimo dei film di Natale che vi troverete a guardare senza un vero scopo oltre il guadagno. Natale, come ogni certezza, porta sicurezza, e sicuramente è un buon momento per veder qualche bel film.

Il primo Natale

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Scenografia e ambientazione
  • Massimo Popolizio

Lati negativi

  • Poco originale
  • Poche risate

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10 Commenti

    1. Concordo assolutamente una grande dormita non a ne testa ne coda allivello di comicità io do zero e anche troppo non consiglio vederlo pessimo

  1. Un film divertente, luoghi ben riprodotti, attori protagonisti così come li conosciamo. Tutto sommato un bel film, senza grosse pretese, adatto alle famiglie.

  2. Sono allucinato dalle recensioni lette in giro sui giornali. Per me è mancanza di buonafede, non vedo altre spiegazioni. Questo è un film indecente, che si salva per qualche spunto nel primo tempo e che nel secondo si trasforma in un’accozzaglia di scene noiose, caotiche e completamente prive di qualsiasi senso. Uno dei film italiani più brutti dell’ultimo decennio.

  3. Un film di uscire stupidità unica , rovinando tradizioni e usanze, il finale sconvolgente da comunismo spacciato ! Una gran mercatali film !!

  4. Leggo giudizi molto strani,o sono dettati da pseudorazzisti fascisti o da gente che sa apprezzare americanate da conservatori,continuate a vedere l americanate per favore cosi’ eviterete di insultare la vostra (poca) intelligenza!film che si fa apprezzare senza enormi pretese ma che prelude un prossimo ulteriore salto di qualita’ di questi meravigliosi interpreti e registi di commedie ottime!

    1. E meno male che abbiamo tirato fuori il fascismo persino per chi trova brutto un film che è, oggettivamente, un guazzabuglio senza senso. Cosa c’entri la politica veramente mi sfugge. Il film è brutto perché poco divertente, caotico, confuso e con una pessima sceneggiatura (sembra che non ci sia nemmeno una sceneggiatura a dire la verità). E lo dice uno che ha sempre trovato Ficarra e Picone divertenti. Tirar fuori il “fascismo” significa veramente non avere il senso del ridicolo.

  5. FIlm di una stupidità unica .Una accozzaglia di non senso senza logica senza humor .-Ed è proprio con il nulla che si cerca di ridicolizzare la grandezza del Natale.Voto :zero assoluto in

    1. concordo in pieno, se la gente va a vedere questi film si capisce tanto dell’italia…. un film che non fa ridere , noioso continui dialoghi e battute proprio recitate , nemmeno spontanee, attori da teatrino stradale, evitate in futuro di ripresentare al cinema certi obbrobri, mammamia li vedo bne solo a striscia la notizia 30 minuti anche troppo, a volergli bene si intende….
      DA LASCIAR PERDERE MEGLIO UN DOCUMENTARIO QUALUNQUE ESSO SIA!!!

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