Il principe: recensione della docuserie Netflix su Vittorio Emanuele di Savoia

Dopo SanPa e Wanna Netflix presenta un'altra docuserie su un personaggio controverso, raccontando la storia di un delitto senza castigo.

Dal 4 luglio è disponibile su Netflix la serie true crime Il principe, incentrata su Vittorio Emanuele di Savoia e sulla complessa e controversa vicenda che lo vide accusato di omicidio negli anni settanta. Una miniserie in tre episodi, creata e diretta da Beatrice Borromeo Casiraghi, che scava nei segreti, nei misfatti e nelle vicissitudini giudiziare dell’uomo che non diventò mai re, raccontando un fatto di cronaca drammatico, atipico e per certi versi assurdo.

Seguendo il filone di altre serie true crime di successo della piattaforma, Il principe si fa così racconto corale su un caso di cronaca pressoché unico, scavando alla ricerca di una verità apparentemente manifesta eppure imprendibile e restituendo, allo stesso tempo, il ritratto di una personalità controversa ed emblematica. Un documentario coinvolgente e ben confezionato che aiuta a far luce su una vicenda oscura, permettendo di conoscere meglio un fatto clamoroso e una storia significativa sia dal punto di vista giudiziario che socio-politico. 

Indice:

Trama – Il principe recensione

18 agosto 1978. Un gruppo di ragazzi provenienti da Porto Rotondo fa una gita in barca fino all’isola di Cavallo, in Corsica, luogo della residenza estiva di Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell’ultimo re d’Italia. Quella notte, contro una delle barche dei giovani, vengono esplosi dei colpi di fucile. Il diciannovenne di origine tedesca Dirk Hamer rimane gravemente ferito. Morirà dopo tre mesi di agonia. Sin da subito sembra non ci siano dubbi: a sparare è stato Vittorio Emanuele.

Sembra un caso già chiuso, quello con cui si apre Il principe. Eppure quella notte sarà solo l’inizio di una serie di accuse, ritrattazioni, depistaggi, presunti patteggiamenti che trascineranno la vicenda giudiziaria per decenni – fino all’assoluzione dell’imputato alla Corte di Assise di Parigi – senza mai stabilire, di fatto, un colpevole. Una storia assurda e oscura cui si sommano altre storie con le loro ombre, dall’appartenenza del principe alla P2 ai rapporti con lo scià di Persia e i servizi segreti, passando per lo scandalo di “vallettopoli” e di nuove, scandalose rivelazioni su quel lontano agosto.

Il principe recensione

Il principe. Netflix

Delitto senza castigo

Aveva già in sé tutte le carte in regola per diventare una docuserie crime perfetta per Netflix, la vicenda alla base de Il principe. Una storia oscura, fatta di depistaggi ed errori giudiziari, trame segrete e giustizia negata, con quel tanto che bastava per renderla unica nel suo genere. “Era dai tempi di Maria Antonietta che un membro di una famiglia reale non veniva incarcerato”, viene detto nel corso della serie di Beatrice Borromeo Casiraghi. E in effetti potrebbe riassumersi in questo l’inevitabile appeal esercitato da un fatto di cronaca che, da drammatico, diverrà ben presto farsesco, facendosi tutt’uno con la vita e le peripezie di un personaggio per certi versi assurdo.

Una vicenda destinata a legarsi a doppio filo con quella della storia dei Savoia e che il documentario sviluppa su binari paralleli, fondendo il fatto di cronaca al documentario su una famiglia in esilio. È Il principe, del resto, il titolo della serie, una serie che quindi non solo tenta di far luce su un delitto ancora scandalosamente senza castigo ma anche di abbozzare il ritratto di una figura sfuggente e contraddittoria.

Il principe recensione

Il principe. Netflix

La giusta distanza

Sulla falsariga di altri doc Netflix dedicati a personaggi controversi, dal Vincenzo Muccioli di SanPa alla Wanna Marchi di Wanna, la serie si fa così prima di tutto ritratto di un individuo controverso, restituendone ombre e segreti, pur riuscendosi a mantenere a una certa distanza, scongiurando, in questo modo, qualsiasi forma di empatia o fascinazione.

Forse è proprio per questo che la miniserie di Borromeo risulta interessante e particolarmente riuscita. Per la sua capacità, da una parte, di resistere alla tentazione di trasformare il suo protagonista in un personaggio, dall’altra di non prendere posizione, cercando il più possibile, attraverso la sua impostazione corale, di dare voce a tutti. È così che nei tre episodi del doc, a fianco dell’accusato, del figlio Emanuele Filiberto e di amici di famiglia, trovano spazio anche quei testimoni che, paradossalmente, finora non avevano avuto voce, quasi nel tentativo di ricostituire un processo equo negato per troppo tempo nella realtà.

Il principe recensione

Il principe. Netflix

Vero come la finzione

Un intento che va di pari passo con la capacità della serie di costruire una narrazione decisamente coinvolgente, forte di tutti quegli elementi in grado di dar vita a un prodotto crime con tutti i crismi. Dall’unicità della vicenda all’ambiguità di un dramma fatto di ritrattazioni, interessi privati e assenza di rimorso, fino a un desiderio di giustizia, quello della sorella della vittima, Birgit Hamer, destinato a diventare l’ossessione di una vita, tutto ne Il principe pare concorrere per garantire questa narrazione forte e di facile presa.

Accostando interventi dei diretti interessati ai più svariati materiali di repertorio, dalle interviste dell’epoca ai filmini di famiglia, la serie racconta così una storia fatta di ingiustizia e privilegi, distacco dalla realtà e favoritismi difficili a morire. Un’operazione che si affida esclusivamente alle sue interviste e alle sue ricostruzioni, e non a prese di posizione pregresse, per ristabilire una verità e un senso di giustizia che sembravano ormai perduti.

Il principe

Voto - 7

7

Lati positivi

  • La serie riesce a mantenere la giusta distanza dal protagonista, evitando qualsiasi simpatia o fascinazione
  • L'approccio corale permette alla vicenda di essere raccontata da diversi punti di vista lasciando al pubblico il compito di trarre conclusioni

Lati negativi

  • La forma del true crime spesso costringe la vicenda a qualche schematismo di troppo e a seguire le regole del genere

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