Incastrati 2, la recensione: Ficarra e Picone tornano su Netflix con la stagione conclusiva della serie tra comedy e crime

Ficarra e Picone tornano su Netflix con i nuovi 6 episodi di Incastrati, che nel 2022 ha segnato il loro esordio alla serialità televisiva

Ficarra e Picone tornano su Netflix con la seconda stagione di Incastrati, che nel gennaio 2022 aveva segnato il debutto del duo comico alla serialità televisiva. Gli eventi di Incastrati 2 riprendono esattamente dove si erano interrotte le vicende della prima stagione, con Salvo e Valentino che, dopo aver investito Padre Santissimo in fuga, finiscono nelle mani di Cosa Inutile. Ma la matassa si fa ancora più intricata, con nuovi omicidi da risolvere e casi da sbrogliare per la polizia e per i nostri due “eroi per caso”. Salvo e Valentino sono sempre più invischiati (incastrati, per l’appunto) nelle questioni che vedono schierate la mafia da un lato e le forze dell’ordine dall’altro.

Questa seconda stagione – in cui la narrazione è portata avanti ancora una volta tra commedia, crime, meta-televisione e un pizzico di romanticismo – è il naturale prolungamento della prima e conclude in maniera coerente il percorso della serie. Ficarra e Picone hanno concepito sin dall’inizio il progetto con un arco narrativo destinato a chiudersi in due stagioni e Incastrati 2 porta a una conclusione piuttosto solida delle diverse story-line. La trama principale si arricchisce di nuove svolte e l’intreccio si fa un po’ più complesso, mentre anche le storie secondarie si arricchiscono con ulteriori spunti, anche se non sempre efficaci. Se da un lato questo funziona, dall’altro non tutti i tasselli sembrano al loro posto (ne è spia un eccessivo affidamento dello storytelling alle spiegazioni didascaliche) e Incastrati 2 procede un po’ ripetitiva e in qualche modo più stanca rispetto alla prima stagione.

incastrati 2 recensione

Incastrati. Tramp Spettacoli

Indice:

Tra crime e commedia, riflessione e ironia – Incastrati 2 recensione

Incastrati 2 porta avanti l’idea di coniugare generi diversi (commedia e crime) e di veicolare attraverso leggerezza e (auto)ironia riflessioni anche piuttosto serie e delicate. Si parla anzitutto di mafia, giocando con i luoghi tipici del genere cui solitamente è affidata la narrazione delle storie di criminalità organizzata. Quella raccontata da Ficarra e Picone è una mafia solo apparentemente sopita, nascosta in bella vista e il filtro dell’ironia non affievolisce affatto l’affiorare di riflessioni sull’attualità e su tematiche da sempre importanti e centrali. Si parla quindi anche di giustizia, legalità, corruzione in seno alle forze dell’ordine. A rappresentare giustizia e legalità vi è ancora una volta Leo Gullotta nei panni del Procuratore Nicolosi, protagonista di un momento drammatico particolarmente significativo e ben messo in scena, tra i migliori della serie.

Si parla, naturalmente, anche di amore, con le figure femminili a fare da cardine. In questa seconda stagione la Agata di Marianna di Martino e la Ester di Anna Favella hanno un ruolo maggiore nelle dinamiche della storia e i rispettivi rapporti con Valentino e Salvo sono indagati con un’attenzione che mancava nella prima. Di Agata conosciamo anche il lato materno, grazie all’introduzione di suo figlio Roberto, affidato al giovane talento di Luca Morello, una new entry per niente accessoria o forzata. Funziona meno l’inserimento di una serie di personaggi mafiosi d’oltreoceano la cui linea narrativa ha così poca presa che ci si ritrova, spesso e volentieri, a domandarsi quale sia il loro ruolo nella storia.

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Incastrati. Tramp Spettacoli

Meta-televisione, dentro e oltre lo schermo – Incastrati 2 recensione

Uno dei tratti dominanti di Incastrati è il discorso meta-televisivo, con la costante ironizzazione sull’ossessione per la serialità e la tendenza ormai consolidata del pubblico di fruire degli show divorando gli episodi uno dopo l’altro (il famoso binge-watching). Ficarra e Picone si divertono a fare meta-televisione sia confermando la passione smodata di Salvo per l’ispettore Jackson (ora protagonista di The Look of The Killer, prequel di The Touch of The Killer) sia giocando con gli schemi stessi della serialità televisiva. Ogni episodio di Incastrati 2 finisce con un cliffhanger che spinge automaticamente a passare al successivo.

Molti cliché del genere crime sono rivisitati in chiave ironica, si cita apertamente Netflix e si prendono affettuosamente in giro i finali buonisti. Oltre le serie, il discorso va anche a toccare il giornalismo televisivo, con il personaggio di Sergione (Sergio Friscia) che ha una controparte nella new entry affidata all’interpretazione di Matteo Contino. Bellomo è manifesta espressione del giornalismo sensazionalista, che antepone lo scoop a tutti i costi (che sia vero o falso poco importa) all’etica professionale. Friscia rimane una delle figure più indovinate di Incastrati e la costante rivalità con Contino è piacevolmente divertente.

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Incastrati. Tramp Spettacoli

Una seconda stagione meno incisiva e più stanca

Al netto di un bilancio complessivamente positivo, Incastrati 2 soffre di una certa ripetitività e, pur continuando a stare al gioco, ci si stanca prima. La trama scorre con una maggiore lentezza, i siparietti del duo comico finiscono per essere sempre gli stessi e i risvolti della narrazione sono un po’ troppo prevedibili. Restano apprezzabili l’approccio garbato alla comicità e la propensione di Ficarra e Picone a guardare alla loro terra attraverso la lente di un’ironia carica di affetto.

Questa seconda stagione fa sì dei passi avanti rispetto alla prima, ma non tutti sono indovinati: non giova, ad esempio, provare a spingere su una trama più fitta di intrighi se poi non si riesce a fare a meno delle più classiche delle spiegazioni didascaliche per chiarire. Bene quindi la coerenza e l’organicità del piano complessivo, un po’ meno la scelta di appoggiarsi su dinamiche collaudate con solo qualche piccola variazione sul tema. La seconda stagione di Incastrati (qui il trailer) è disponibile dal 2 marzo su Netflix.

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Incastrati 2

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Una comicità garbata e tanta ironia in una seconda stagione tra comedy e crime che riprende e in parte arricchisce gli elementi che avevano decretato il successo della prima
  • Il discorso meta-televisivo continua a funzionare, grazie anche alle dinamiche tra i personaggi di Sergione e Bellomo

Lati negativi

  • Alcune svolte della trama sono un po' macchinose e, specie negli episodi finali, la narrazione si affida un po' troppo a spiegazioni didascaliche
  • Rispetto alla prima stagione il ritmo rallenta e la serie soffre per una certa ripetitività

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