Recensioni

Io prima di te: una favola moderna. La recensione.

Stasera, su Sky Cinema 1 (HD), alle ore 23:20 andrà in onda “Io prima di te”. Ecco la nostra recensione

Che cosa rende Io prima di te una commedia romantica diversa da tutte le altre? Sicuramente non l’assenza di una storia d’amore travagliata, che al contrario è il motore di tutto il film, ma il modo in cui essa viene raccontata. Non l’assenza di romanticismo, che è presente, seppure mascherato da picchi comici e drammatici, magistralmente amalgamati. Neppure l’assenza di ambientazioni (scenografie) fortemente poetiche, che aiutano lo spettatore ad immedesimarsi nella storia in modo coerente. E allora qual è la grande differenza rispetto alle mille altre storie strappalacrime? Andiamo con ordine.

L’omonimo romanzo di JoJo Moyes viene squisitamente riportato su pellicola, in un tempo che si avvicina alle due ore, ma in modo tale che lo spettatore non si accorgerà minimamente del tempo che scorre. Anzi, vorrà sempre di più, non si stancherà mai della ventiseienne Lou (una sempre splendida Emilia Clarke), non smetterà di ridere dei suoi vestiti improponibili (un plauso ai costumisti), della sua schiettezza e della sua sincerità genuina. Così come non potrà mai davvero odiare lo scorbutico William Traynor (un ineccepibile Sam Claflin), che per tutto il film non farà altro che cercare in tutti i modi di rendersi il più antipatico possibile.

E forse basta già questo. Due mondi diversi, diametralmente opposti, in una commedia romantica che, in realtà, di romantico ha solo un leggero retrogusto. Ciò che infatti la sceneggiatura e la regia, oltre che il montaggio presentano sullo schermo è una continua lotta, uno scontro non violento tra due personalità sì opposte, ma perfettamente complementari. La brillante vitalità di Lou, una ex cameriera sottopagata, si oppone alla depressione di William, un trentunenne tetraplegico. L’ingenuità della ragazza che ama alla follia le calze gialle e nere si scontra con il sarcasmo tagliente di un uomo che non ha più niente da perdere.

Ed è qui che Io prima di te si differenzia dalle altre commedie romantiche. Infatti viene trattato un tema importante come l’eutanasia, ma non attraverso uno sguardo moralista e di parte, bensì cinico e descrittivo. William vuole poter esaudire il suo ultimo desiderio: andare in Svizzera e morire in compagnia della sua famiglia. E niente, nel film, vede questa scelta come giusta o sbagliata, morale o immorale. Ma la rappresenta semplicemente per quello che è: una scelta.

Ma, oltre alle varie questioni di fondo, Io prima di te rimane comunque una commedia, e la forza di tale parola esplode in battute comiche, quasi sempre provenienti dalla scoppiettante Lou, così come in momenti di dramma puro, forse un po’ meno credibili rispetto a quelli divertenti. E se Ed Sheeran e gli X Ambassadors, così come i 1975 e gli Imagine Dragons sottolineano perfettamente questi momenti, le musiche originali di Craig Armstrong sono una squisita guida in tutte le parti del film.

Ma non solo: infatti il plauso non si limita solo alla colonna sonora, ma anche alla brillante prova degli attori, soprattutto di Sam Claflin, che risulta molto misurato e credibile. Emilia Clarke, invece, nonostante riesca a dare a Lou un’aria sognante e spensierata, ha dei problemi di espressione, che tuttavia sono facilmente risolvibili. Ma la Clarke non è l’unico esponente del cast di Game of Thrones, infatti ritroviamo anche Charles Dance, molto giusto per interpretare un personaggio come il padre di William, un uomo severo e cinicamente ragionevole.

Inoltre il montaggio misurato ed essenziale, per non dire secco e neutro, fa da sostegno ad una fotografia spaventosamente bella, aiutata sicuramente dai posti mozzafiato che vengono proposti durante tutta la pellicola: un meraviglioso castello inglese; l’incredibile verde della Svizzera, e anche la stanza di Lou, che, piuttosto che sembrare abitata da una ventiseienne sembrerebbe quasi quella di una teenager. Colori, dunque, che vengono molto sapientemente sostituiti da un bianco quasi settico nei momenti di maggiore drammaticità.

Thea Sharrock riesce a costruire un mondo fatto di contrasti, di diversità, ma anche di sentimento puro, alla sua prima vera opera importante, uscendo vincitrice da un compito dall’esito tutt’altro che scontato. Io prima di te è dunque una sorta di prova di forza, ma non solo per la regista, bensì anche dei protagonisti, i quali avevano bisogno di uscire dai loro ruoli più famosi (Daenerys Targaryen nel caso di Emilia Clarke; Finnick Odair nel caso di Sam Claflin e Neville Paciock nel caso di Matthew Lewis, che nel film interpreta il fidanzato di Lou, il quale dà prova di essere un attore da non sottovalutare).

Inoltre l’intera pellicola è costellata di citazioni cinematografiche, da Armageddon al cinema sottotitolato. Ma, allo stesso tempo, il film ricorda un po’ troppo, in un tentativo citazionistico forse troppo spinto, commedie come “Quasi amici” o “Non è mai troppo tardi”. Ma il contesto riesce a salvare il film da un’operazione di plagio, se così si vuol chiamarla, e anche da una banalizzazione che sembra essere il rischio più grande per una commedia di questo genere. Infatti i dialoghi non sono mai banali, così come le situazioni e, cosa ancora più importante, durante tutta la pellicola, non sentiremo mai, nemmeno una volta, quelle due parole che più di tutte caratterizzano le commedie romantiche: “Ti amo”.

Nel complesso, dunque, una grande prova di forza brillantemente superata da tutti, a partire dalla regista per finire con il cast, senza dimenticare la fotografia, la scenografia e il riadattamento della sceneggiatura.

 

Io prima di te: la recensione

Rating - 7

7

The Good

  • Fotografia mozzafiato
  • Colonna sonora azzeccata
  • Recitazione tutto sommato positiva

The Bad

  • Troppo simile a "Quasi amici"
  • Emilia Clarke da perfezionare
  • Scene drammatiche non convincenti al 100%

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